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Assegno Unico su Rdc agosto 2023: la data cambia ancora

Ancora ritardi nel pagamento dell’Assegno Unico su Rdc ad agosto 2023. Vediamo perché e quando arriverà l'accredito.

di Alda Moleti

Agosto 2023

L’Assegno Unico su Rdc ad agosto 2023 è stato pagato in ritardo per via di errori commessi dall’INPS. Vediamo quando si attende il pagamento e cosa bisogna fare (scopri le ultime notizie sull’Assegno Unico e sui bonus attivi in Italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Quando sarà pagato l’Assegno Unico su Rdc ad agosto 2023?

Normalmente il pagamento dell’Assegno Unico su carta Rdc avviene dopo l’accredito della regolare mensilità di Reddito di cittadinanza. Di norma l’accredito della mensilità di Rdc avviene il 27 del mese e i pagamenti dell’Assegno unico iniziano a partire dal giorno 28 dello stesso mese.

Tuttavia, nonostante l’accredito dell’ultima mensilità di Rdc sia arrivata ai beneficiari il 27 agosto 2023, l’accredito dell’Assegno Unico questo mese subirà invece dei ritardi ed è atteso solo a partire dal 29 agosto 2023.

Perché l’Assegno Unico su Rdc ad agosto 2023 è in ritardo?

I pagamenti dell’Assegno Unico su Rdc sono iniziati il 29 agosto 2023, cioè con un giorno di ritardo. La causa è dovuta al fatto che l’INPS ha commesso degli errori nell’inviare alle Poste Italiane le informazioni necessarie per far partire con puntualità i pagamenti. Di conseguenza, non è stato possibile per le Poste elaborare i versamenti dell’Assegno Unico su carta Rdc il giorno 28 agosto 2023.

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Non solo, molti utenti, controllando il proprio fascicolo previdenziale sul sito dell’INPS, potrebbero vedere una disposizione di pagamento dell’Assegno Unico datata 8 agosto 2023, senza però aver mai ricevuto l’accredito intorno a questa data.

Chiariamo che si tratta solo di una disposizione presente per errore, poiché l’INPS in un primo momento ha indicato erroneamente l’8 agosto 2023 come data di pagamento dell’Assegno Unico su Rdc al posto del consueto 28 agosto 2023. E questo in verità è stato l’errore che ha generato il caos!

Chi legge una disposizione di pagamento relativa all’8 agosto 2023 nel fascicolo previdenziale deve semplicemente ignorarla, perché di fatto i pagamenti sono partiti solo il 29 agosto 2023.

Cosa fare se l’Assegno Unico su Rdc ad agosto 2023 non è stato ancora pagato?

L’INPS dovrebbe aver liquidato i pagamenti dell’Assegno Unico su carta Rdc il 29 agosto 2023. Tuttavia, è bene tener presente che questa data riguarda il giorno di elaborazione dei pagamenti, ma la somma potrebbe impiegare qualche giorno per arrivare sulla carta dei beneficiari.

Quanti attendono ancora materialmente il versamento della quota dell’Assegno Unico su Rdc ad agosto 2023, per stare tranquilli, non devono far altro che controllare se ci sono eventuali disposizioni di pagamento nel fascicolo previdenziale.

Qui, infatti, ignorando eventuali disposizioni datate 8 agosto 2023, è possibile vedere se l’INPS ha caricato all’interno la nuova disposizione di pagamento, attesa a partire dal 29 agosto 2023.

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Come controllare la data di pagamento dell’Assegno Unico di agosto 2023

Come abbiamo detto, il modo migliore per sapere in che giorno l’INPS fa partire l’accredito di una determinata prestazione, ad esempio dell’Assegno Unico su Rdc, è quello di verificare eventuali disposizioni di pagamento nel fascicolo previdenziale.

Come accedere al fascicolo previdenziale del cittadino

Per consultare le disposizioni di pagamento relative al mese di agosto 2023 dell’Assegno Unico, è sufficiente collegarsi alla pagina del fascicolo previdenziale sul sito ufficiale dell’INPS e selezionare l’opzione “Utilizza lo strumento“.

In seguito, sarà possibile effettuare l’accesso mediante le proprie credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

Una volta entrati nel fascicolo, selezionando “Prestazioni” e successivamente “Pagamenti” dal menu laterale, si avrà l’opportunità di visualizzare l’elenco dei pagamenti dell’Assegno Unico per l’anno 2023. Questo consentirà di esaminare la presenza di disposizioni di pagamento per il mese desiderato, come ad esempio agosto 2023, e di individuare la rispettiva data.

Le disposizioni di pagamento saranno mostrate in forma di tabella, con colonne contenenti l’importo previsto e la data in cui l’INPS procederà con il pagamento.

Assegno-Unico-su-Rdc-ad-agosto-2023-INPS
Il fascicolo previdenziale sul sito dell’INPS.

Come contattare l’INPS se l’Assegno Unico di agosto 2023 non è stato pagato

Come contattare l’INPS online

Nel caso in cui si necessitino chiarimenti dall’INPS riguardo a ritardi dell’accredito dell’Assegno Unico sul Reddito di cittadinanza si può contattare l’Istituto tramite diverse modalità. Uno dei modi per entrare in comunicazione con l’INPS online è inviare una segnalazione attraverso il servizio INPS Risponde.

Per fare ciò, è sufficiente visitare il portale web INPS Risponde e decidere se inviare una segnalazione autenticandosi tramite SPID, CIE o CNS, oppure inviare un messaggio senza procedere all’autenticazione. Vi consigliamo sempre di autenticarvi, poiché questa opzione permetterà all’INPS di avere una visione più completa della vostra situazione grazie all’accesso ai dati personali.

Per accedere al servizio, è necessario cliccare su “Accedi” situato nell’angolo in alto a destra. Una volta completata l’autenticazione, sarà possibile inviare un messaggio all’INPS per esporre il problema e richiedere assistenza in merito.

Contattare l’INPS via telefono

C’è anche un’opzione alternativa, che consiste nel contattare l’INPS tramite telefono utilizzando il servizio Contact Center. È possibile chiamare il numero verde 803 164 se si chiama da una linea fissa; questo numero è gratuito.

In alternativa, è possibile utilizzare il numero 06 164 164 se si chiama da un telefono cellulare. Tuttavia, si consiglia di considerare che nel caso delle chiamate da cellulare, potrebbe essere applicata la tariffa stabilita dal proprio operatore telefonico.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno Unico

Quale IBAN va indicato quando si compila la domanda per l’Assegno Unico?

L’IBAN da indicare deve essere per forza intestato al richiedente dell’Assegno Unico. Nel caso di conto corrente cointestato, il richiedente deve essere uno degli intestatari. Inoltre, si deve fare attenzione al fatto che codice fiscale e nome/cognome del richiedente, indicati nella domanda, corrispondano a quelli registrati dalla banca e associati all’IBAN.

Nel caso la prestazione sia divisa tra i genitori e ognuno riceva il 50% dell’importo, si possono indicare due diversi IBAN. Anche in questo caso però gli IBAN devono corrispondere ad un conto (o una carta) intestato ai rispettivi titolari dell’Assegno Unico, cioè uno a un genitore e uno all’altro.

Solo se si presenta domanda di Assegno Unico in qualità di tutore è possibile indicare un IBAN diverso da quello del richiedente e usarne uno intestato al soggetto tutelato.

Come viene pagato l’Assegno Unico?

L’Assegno Unico può essere pagato su:

Solo i titolari di Reddito di cittadinanza non devono richiedere l’Assegno Unico. Se ne hanno diritto per loro la prestazione scatta in automatico e ricevono il pagamento sulla carta del Rdc.

Se a richiedere l’Assegno Unico è un figlio maggiorenne come avviene il pagamento?

Sempre nelle modalità indicate nella FAQ precedente. L’IBAN però deve per forza essere intestato o cointestato al figlio maggiorenne che richiede l’Assegno Unico.

Se il figlio diventa maggiorenne o supera i 21 anni nel mese di competenza, il mese viene pagato?

Si! Ad esempio, se un figlio compie 22 anni il 1° agosto 2023 e non si ha più diritto all’Assegno Unico per lui, la mensilità di agosto sarà comunque regolarmente pagata.

Quando richiedere l’Assegno Unico per ottenere gli arretrati?

L’Assegno Unico spetta dal mese successivo a quello della presentazione della domanda. Ad esempio, richiedendo l’Assegno Unico ad agosto, la prestazione spetta dal mese di settembre. Solo nel caso in cui si presenti domanda entro il 30 giugno 2023 si potranno ricevere gli arretrati, calcolati a partire da marzo 2023.

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