Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Assegno Unico » Bonus e Incentivi » Contributi per famiglie / Assegno Unico tredicesima nel 2023?

Assegno Unico tredicesima nel 2023?

Assegno Unico e tredicesima: spetta a dicembre 2023? Scopriamolo insieme.

di Alda Moleti

Dicembre 2023

In questo articolo parleremo di Assegno Unico e tredicesima e vedremo se spetta a dicembre 2023 (scopri le ultime notizie sull’Assegno Unico e sui bonus attivi in Italia. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Assegno Unico e tredicesima: spetta a dicembre 2023?

Non è insolito che sorgano interrogativi riguardo all’applicabilità della tredicesima sull’Assegno Unico per i figli.

Dall’introduzione di questo contributo a sostegno delle famiglie, la questione è diventata una delle più comuni tra i cittadini. Ora che siamo a dicembre, il mese della tredicesima (solitamente erogata prima del periodo natalizio), è il momento opportuno per chiarire questo dubbio, evitando così eventuali sorprese a fine anno.

Pertanto, per evitare possibili fraintendimenti, è importante specificare che la tredicesima mensilità non è prevista sull’Assegno Unico. Il motivo è che la tredicesima è un beneficio aggiuntivo erogato nel mese di dicembre a coloro che percepiscono redditi da lavoro o pensione.

Acquista la nostra Guida Completa sull’Assegno Unico 2024. Leggi gratis l’indice e il primo capitolo.

L’Assegno Unico, che si configura come un aiuto assistenziale e di supporto alle famiglie, non è sufficiente di per sé a generare il diritto alla tredicesima mensilità.

Assegno-Unico-e-tredicesima-inps
In foto, la pagina dell’Assegno Unico sul sito dell’INPS.

Come avvengono i pagamenti dell’Assegno Unico?

L’Assegno Unico è corrisposto mensilmente, per un totale di 12 rate annuali, a partire da marzo fino a febbraio dell’anno seguente.

L’ammontare dell’Assegno Unico varia a seconda della fascia di reddito ISEE della famiglia e del numero di figli a carico. Alla somma base possono essere aggiunte maggiorazioni in presenza di condizioni particolari, come ad esempio per famiglie numerose o figli con disabilità.

In aggiunta, l’importo mensile fornito dall’INPS è soggetto a variazioni annuali basate sui dati ISTAT relativi alla situazione economica del Paese.

Riassumendo, l’Assegno Unico è un sostegno finanziario destinato alle famiglie con figli a carico e non è collegato all’attività lavorativa; di conseguenza, non comporta il diritto alla tredicesima mensilità.

Tuttavia, se all’interno del nucleo familiare vi è un genitore che riceve un reddito da lavoro dipendente, la tredicesima sarà erogata indipendentemente dall’Assegno Unico.

Spetta la tredicesima sul Reddito di cittadinanza?

Allo stesso modo dell’Assegno Unico numerose famiglie beneficiarie del Reddito di cittadinanza si interrogano sulla possibilità di ricevere la tredicesima mensilità su tale prestazione. Purtroppo, la risposta rimane identica a quella fornita per l’Assegno Unico: no, la tredicesima non è prevista.

Il Reddito di cittadinanza, infatti, è un aiuto di tipo assistenziale e non è correlato con l’attività lavorativa. Benché il Reddito di cittadinanza abbia l’obiettivo di facilitare l’inserimento dei suoi beneficiari nel mercato del lavoro non sono presenti i requisiti necessari per il diritto alla tredicesima mensilità.

Il Reddito di cittadinanza viene infatti erogato per un totale di 12 mesi all’anno, senza alcuna mensilità aggiuntiva.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su Youtube e Instagram.

A chi spetta la tredicesima a dicembre 2023?

Nei paragrafi precedenti, abbiamo affrontato la questione se la tredicesima mensilità sia applicabile all’Assegno Unico e al Reddito di cittadinanza, giungendo alla conclusione che questa mensilità aggiuntiva non è prevista per chi beneficia di tali prestazioni.

Tuttavia, considerando che non tutti potrebbero essere a conoscenza dei dettagli della “gratifica natalizia”, può risultare utile fornire un riepilogo su di essa.

La tredicesima, formalmente denominata “tredicesima mensilità“, è sostanzialmente una retribuzione aggiuntiva che viene erogata ai dipendenti pubblici e privati oltre al loro stipendio mensile. Introdotto nel 1960, questo pagamento è obbligatorio per tutti i lavoratori subordinati e viene corrisposto in occasione del periodo natalizio.

In alcuni casi, i datori di lavoro possono scegliere di distribuire la tredicesima in rate durante l’anno, una pratica comune soprattutto nelle piccole imprese, che potrebbero incontrare difficoltà nell’erogare un’intera mensilità aggiuntiva in un solo pagamento.

La tredicesima è destinata non solo ai lavoratori (inclusi collaboratori domestici come colf e badanti), ma anche ai pensionati, per i quali l’erogazione è a carico dell’INPS. I lavoratori autonomi, i tirocinanti e stagisti, i titolari di contratti a progetto e gli amministratori, invece, non hanno diritto a questa gratifica.

L’importo della tredicesima varia in base per ogni singolo lavoratore o pensionato e dipende da diversi fattori, che saranno approfonditi nel prossimo paragrafo.

Come si calcola l’importo della tredicesima?

Come abbiamo detto, la tredicesima non ha un importo fisso per tutti. Questa variazione deriva dalla modalità di calcolo della tredicesima, che dipende da diversi fattori legati sia ai lavoratori che ai pensionati. Ma cosa significa esattamente “maturazione” della tredicesima?

La maturazione della tredicesima si riferisce a tutti gli elementi che influenzano il calcolo di questa mensilità aggiuntiva, ovvero le varie componenti del contratto di lavoro che incidono sull’ammontare finale erogato dal datore di lavoro.

Tra i fattori che contribuiscono al calcolo della tredicesima rientrano:

Anche i periodi di prova e le assenze dal lavoro, come quelle per malattia o congedo di maternità, sono considerati nel calcolo della tredicesima.

FAQ: Domande frequenti sull’Assegno Unico

Quale IBAN va indicato quando si compila la domanda per l’Assegno Unico?

L’IBAN da indicare deve essere per forza intestato al richiedente dell’Assegno Unico. Nel caso di conto corrente cointestato, il richiedente deve essere uno degli intestatari. Inoltre, si deve fare attenzione al fatto che codice fiscale e nome/cognome del richiedente, indicati nella domanda, corrispondano a quelli registrati dalla banca e associati all’IBAN.

Nel caso la prestazione sia divisa tra i genitori e ognuno riceva il 50% dell’importo, si possono indicare due diversi IBAN. Anche in questo caso però gli IBAN devono corrispondere ad un conto (o una carta) intestato ai rispettivi titolari dell’Assegno Unico, cioè uno a un genitore e uno all’altro.

Solo se si presenta domanda di Assegno Unico in qualità di tutore è possibile indicare un IBAN diverso da quello del richiedente e usarne uno intestato al soggetto tutelato.

Come viene pagato l’Assegno Unico?

L’Assegno Unico può essere pagato su:

Solo i titolari di Reddito di cittadinanza non devono richiedere l’Assegno Unico. Se ne hanno diritto per loro la prestazione scatta in automatico e ricevono il pagamento sulla carta del Rdc.

Se a richiedere l’Assegno Unico è un figlio maggiorenne come avviene il pagamento?

Sempre nelle modalità indicate nella FAQ precedente. L’IBAN però deve per forza essere intestato o cointestato al figlio maggiorenne che richiede l’Assegno Unico.

Se il figlio diventa maggiorenne o supera i 21 anni nel mese di competenza, il mese viene pagato?

Si! Ad esempio, se un figlio compie 22 anni il 1° agosto 2023 e non si ha più diritto all’Assegno Unico per lui, la mensilità di agosto sarà comunque regolarmente pagata.

Quando richiedere l’Assegno Unico per ottenere gli arretrati?

L’Assegno Unico spetta dal mese successivo a quello della presentazione della domanda. Ad esempio, richiedendo l’Assegno Unico ad agosto, la prestazione spetta dal mese di settembre. Solo nel caso in cui si presenti domanda entro il 30 giugno 2023 si potranno ricevere gli arretrati, calcolati a partire da marzo 2022.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sull’Assegno unico:

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp