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Assegno unico universale: chi ci perde e chi no

Assegno unico universale, ormai ci siamo: si parte dal prossimo anno, molti riceveranno di più, ma c'è chi perderà qualcosa rispetto al vecchio assegno familiare.

di The Wam

Dicembre 2021

Assegno unico universale, ormai ci siamo. Da gennaio sarà destinato a tutte le famiglie che hanno uno o più figli. Un cambio di passo rispetto a prima, quando potevano beneficiarne solo i lavoratori dipendenti (con detrazioni e assegni familiari).

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L’assegno unico universale è per tutti dunque (per questo è universale): ma c’è chi avrà un effettivo vantaggio economico, chi invece proprio no.

Assegno unico universale: cifre e soglie

Queste le cifre:

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Ma questi numeri sono per chi ha un Isee inferiore a 15.000 euro.

Oltre quella soglia l’assegno unico universale inizia a calare.

Con Isee a 40.000 euro: 50 euro al mese. Resta a quella cifra anche per redditi superiori a 40.000 euro.

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Assegno unico universale: potenziato

Questi sono i parametri base per l’assegno unico universale.

Viene però potenziato in alcuni casi:

Assegno unico universale: tutte le maggiorzioni

Queste sono tutte le maggiorazioni previste:

Assegno unico universale a chi prima non aveva nulla

L’assegno unico universale è garantito anche a chi prima non ne aveva diritto:

Ed è un aspetto positivo. Sana anche quella che era una palese ingiustizia nei confronti di chi è mano tutelato o vive momenti di difficoltà economica.

In tutto 5,1 milioni di persone. Per questa fascia di popolazione l’assegno unico universale è già entrato in vigore a metà del 2021. Al momento non si hanno dati certi su quanti lo abbiano richiesto.

L’assegno unico universale sarà vantaggioso anche per una fetta importante di lavoratori dipendenti. In questo caso però rischia di perderci chi aveva detrazioni maggiori rispetto all’assegno.

Assegno unico universale: clausola di salvaguardia

La normativa ha comunque previsto, proprio per evitare questo gap, una sorta di salvagente per i nuclei familiari che hanno un reddito inferiore a 25.000 euro. Durerà al 100% fino a 10 mesi dopo l’entrata in vigore della misura.

La compensazione si ridurrà di due terzi nel 2020 e di un terzo nel 2024. Dal 2025 non ci sarà più.

Dalle proiezioni risulta evidente che una parte dei nuclei familiari prenderà meno con l’assegno unico universale. Non sono tanti, ma neppure è un numero irrilevante. Anzi.

Assegno unico universale: i numeri

L’elaborazione dell’ufficio parlamentare di Bilancio prevede che nel 2023, quando la salvaguardia coprirà solo i due terzi della differenza di quanto il dipendente intascava con gli assegni familiari, ci saranno 611.000 famiglie svantaggiate.

Per il resto:

I sindacati hanno chiesto che la clausola di salvaguardia sia piena (100%) per tutti e tre gli anni e che copra anche i redditi Isee superiori a 25mila euro.

Assegno unico universale contro l’evasione fiscale

Passare dal calcolo delle agevolazioni sul reddito a quella del calcolo sull’assegno Isee porterà svantaggi ai proprietari di immobili o a chi ha un conto in banca.

Con il calcolo spostato sull’Isee, nelle intenzioni del governo, si limiteranno anche le aberrazioni legate all’evasione fiscale.

Per intenderci: gente con un reddito molto basso ma con auto di lusso e barca a mare. Per queste persone l’assegno si riduce a prescindere dall’Isee.

Ai sindacati la misura non piace perché finisce per penalizzare anche quei dipendenti che riescono a mettere da parte dei risparmi sul conto corrente.

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