Assicurazione per chi perde il lavoro e ha mutuo da pagare

Assicurazione per chi perde il lavoro e ha un mutuo da pagare: uno strumento per dormire tranquilli quando si contrae un mutuo ipotecario. Vediamo in questo articolo come funziona l'assicurazione per chi perde il lavoro, se conviene, per chi è più adatta e quanto costa.

6' di lettura

Assicurazione per chi perde il lavoro. Quando si contrae un mutuo o un prestito il timore in agguato è sempre lo stesso: cosa accade se perdo il lavoro, il reddito inevitabilmente si azzera e non riesco a pagare le rate del mutuo? Paura legittima, e che sarebbe meglio non sottovalutare. E allora, esiste un rimedio? Esiste una assicurazione per chi perde il lavoro e che può garantire, per un determinato periodo di tempo, il pagamento delle rate?

Sì, esiste. L’assicurazione per chi perde il lavoro è una polizza dedicata proprio per sostenere chi si trova in queste situazioni: a reddito zero e in debito con banche o finanziarie. Una condizione già difficile ma che diventa insostenibile se le incalzanti rate del mutuo sono quelle da pagare per l’acquisto della casa dove si risiede.

Il rischio è quello di ritrovarsi in pochi mesi senza lavoro, senza casa e pieno di debiti.

Di questi tempi può capitare, anche spesso.

Assicurazione per chi perde il lavoro: come funziona

Vediamo dunque cos’è e come funziona l’assicurazione per chi perde il lavoro (anche detta assicurazione per perdita d’impiego).

L’assicurazione per chi perde il lavoro permette – tra l’altro – di proteggere in modo adeguato anche i familiari. La polizza evita che la sospensione della fonte di reddito possa incidere in modo grave sulla vita dei propri cari.

Questo tipo di assicurazione in alcuni casi viene stipulata in modo obbligatorio. Accade per i prestiti erogati con cessione del quinto a dipendenti pubblici o privati: la banca concede il prestito solo dopo la sottoscrizione della polizza.

Il motivo? La cessione del quinto ha una caratteristica fondamentale, il debito viene ripagato con le trattenuto sullo stipendio. Se per un motivo qualsiasi quello stipendio viene meno la banca non può recuperare il debito che resta.

Obbligatoria o per libera scelta

Ma non sempre la stipula dell’assicurazione per chi perde il lavoro è obbligatoria. In altri casi è una libera scelta di chi contrae un mutuo e desidera sentirsi più tutelato per qualsiasi e imprevedibile evenienza. Insomma, vuole dormire tranquillo.

L’assicurazione per chi perde il lavoro può essere stipulata in modo indipendente, e quindi rivolgendosi a una compagnia che non ha legami con la banca che eroga il credito.

È una possibilità che consente di avere più libertà di scelta. Diverse compagnie offrono coperture che più si adattano alle esigenze dei clienti.

I lavoratori autonomi con partita Iva possono scegliere l’opzione che collega la polizza al tenore di vita, e potrebbe scattare se la sua attività dovesse entrare in crisi mettendo a rischio il reddito familiare.

Se la banca chiede la doppia copertura

O può essere la banca stessa (o la finanziaria) in convenzione con delle compagnie e inserire il costo della polizza all’interno delle rate del mutuo insieme alle spese accessorie.

La banca potrebbe anche chiedere una doppia copertura: insieme all’assicurazione per chi perde il lavoro potrebbe chiedere la stipula di una polizza vita.

In questo modo l’istituto di credito si tutela non solo per l’eventuale perdita del posto di lavoro, ma anche dal decesso prematuro del cliente o da una sua condizione di invalidità permanente o inabilità.

Assicurazione sulla casa

In genere quando la banca concede un mutuo ipotecario per l’acquisto della prima casa (ma anche di un secondo immobile), chiede che vanga sottoscritta la polizza sull’abitazione. In questo caso si tratta di una assicurazione contro incendi e scoppi.

La banca la pretende perché in così protegge il bene (la casa), che di fatto è suo fino all’estinzione completa del debito.

Quell’assicurazione viene sospesa alla fine del rimborso.

La durata della polizza

L’assicurazione per chi perde il lavoro funziona più o meno allo stesso modo.

Le polizze possono garantire vari tipi di copertura:

  • parziale
  • integrale

Il premio assicurativo può essere coperto con un pagamento unico (da versare alla stipula della polizza), ma sono molte le compagnie che concedono di dilazionare il pagamento: può essere annuale, semestrale trimestrale o mensile.

L’assicurazione per chi perde il lavoro può coprire un periodo che varia tra i 6 e i 18 mesi. Il tempo necessario per rimettersi in sesto dopo un licenziamento e trovare una nuova fonte di reddito.

Si può anche chiedere una polizza che copra più tempo, ma in questo caso il costo dell’assicurazione sarà anche più alto.

Quando l’assicurazione non copre chi perde il lavoro

L’assicurazione per chi perde il lavoro copre anche una eventuale riduzione del reddito. Dipende dalla compagnia e dalle clausole inserite nel contratto (che fareste bene a leggere con attenzione).

La polizza non copre le rate del mutuo se il cliente è stato licenziato per giusta causa o ha raggiunto un accordo con l’azienda per il prepensionamento (che di fatto non può certo definirsi un licenziamento).

Non rientra neppure la risoluzione consensuale del contratto di lavoro o la perdita dell’impiego per motivi disciplinari.

Il costo della polizza

Il costo dell’assicurazione per chi perde il lavoro può variare, non solo da compagnia a compagnia, ma anche per una serie di fattori. Questi sono i principali:

  • tipo di lavoro
  • reddito
  • durata della copertura
  • valore del debito
  • età anagrafica
  • importo del premio
  • valore commerciale dell’immobile

Una rata media si aggira intorno a 50 euro al mese.

Conclusione

L’assicurazione per chi perde il lavoro può essere uno strumento utile, in particolare per mettere al riparo da rischi finanziari la propria famiglia.

Ci sono lavori più a rischio di altri (soprattutto se nel settore privato), e questa è un’altra valutazione importante che può spingere o meno a stipulare questo tipo di polizza.

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