MicroLab l’associazione che aiuta i giovani imprenditori, anche nei giorni del Covid

Viaggio tra le associazioni giovani. C'è chi si occupa di formare e aiutare i giovani imprenditori



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L’Associazione MicroLab si occupa da oltre 15 anni in Italia di sostenere giovani e persone che vivono situazioni svantaggiate che vogliono crearsi un lavoro autonomo.Questo grazie alla rete nazionale di Mentor Volontari: professionisti che accompagnano attraverso programmi di mentoring, nel percorso per aprire una propria attività d’impresa.L’Associazione MicroLab , evoluzione dell’Associazione Atomi (fondata nel 2003 a Torino) non ha scopo di lucro, persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale, apportando benefici a persone che versano in condizione di svantaggio sociale ed economico.

Oggi cercheremo di capire meglio cos’è e cosa fa MicroLab parlando con Stefania Guida, Coordinatrice Nazionale dell’Associazione.

Come nasce MicroLab, quando e perché?

MicroLab nasce nel 2003 grazie ad un piccolo gruppo di laureati che credevano fortemente che sostenere l’autoimprenditorialità potesse essere importante per facilitare lo sviluppo economico e sociale in Italia. Fondano così l’allora associazione Atomi che negli anni cresce. Nel 2013 l’associazione entra a far parte della rete internazionale Youth Business International presente in 52 paesi nel mondo per supportare con strumenti e metodologie all’avanguardia l’autoimprenditorialità. Diventiamo l’antenna YBI in Italia e da quel momento ci ramifichiamo in quasi tutte le regioni per offrire gratuitamente i nostri servizi di formazione e mentoring per potenziali imprenditori.

Dove avete sede e come vi finanziate?

Le nostre sedi sono a Torino, dove la sede nacque 17 anni fa e dal 2018, consapevoli che ci fosse bisogno di supporto con formazioni e accompagnamento allo sviluppo d’imprese anche al sud, abbiamo aperto un ufficio a Napoli per seguire giovani potenziali imprenditori più da vicino. Grazie alla rete ben ramificata di business Mentor volontari siamo presenti in 14 città d’Italia dove organizziamo formazioni e percorsi di accompagnamento (mentoring) per chi ha voglia di realizzare il sogno di avere una piccola impresa e mettere a frutto le sue competenze.Riusciamo ad offrire i nostri servizi in modo del tutto gratuito grazie al supporto di piccole e grandi donazioni e alla partecipazione attiva a progetti europei, nazionali e regionali.

Quali sono le principali attività e a chi sono rivolte?Offriamo da anni attività di:- formazione attraverso i nostri percorsi Up to Youth (2-3 giornate dedicate allo sviluppo d’impresa) e di pillole Up to Youth (formazioni pratiche di 2 ore) su tematiche di fiscalità, accesso al credito, strumenti di ideazione d’impresa (come il business model canvas), di gestione d’impresa (gestione di controllo, business plan) e di marketing per potenziali giovani imprenditori (under35)- Orientamento nelle scuole superiori (ex Alternanza scuola lavoro) nelle scelte post diploma, sulle competenze trasversali e di approfondimento sulle scelte di autoimprenditorialità (under 19)- accompagnamento per potenziali imprenditori in ante e post apertura d’attività per aiutarli a rendere più sostenibile la loro idea d’impresa.

Quali contributi avete dato negli anni alla vita sociale, economica e culturale italiana? Con quali risultati?

Dal 2013 abbiamo sostenuto attraverso l’accompagnamento più di 700 imprenditori in 11 regioni d’Italia, il 35% di loro di origine straniera ed abbiamo seguito in percorsi di formazione ed orientamento più di 6000 studenti.

Quali sono state le iniziative che avete portato avanti negli anni e quali quelle di cui siete più orgogliosi?

Lavorare con le persone vuol dire avere a che fare con le soddisfazioni più grandi, come il vederle crescere ed approfondire la conoscenza in primis di sé stesse e poi dell’idea imprenditoriale che hanno in mente e che diventa realtà. Ogni storia per noi è importante, ogni sogno che abbiamo contribuito a realizzare diventa sinonimo di orgoglio. Negli anni abbiamo inoltre dato supporto a centri di accoglienza per realizzare percorsi di formazione sull’educazione finanziaria, a sviluppare buone pratiche in Europa per sostenere imprenditoria migrante con il progetto M-UP, a ridurre il rischio di abbandono scolastico in 7 regioni d’Italia con il progetto Italia Educante e ad aiutare persone sottoposte a misure restrittive della libertà destinatari di misure penali sul territorio del Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta per potenziare le opportunità di formazione e auto-occupazione con il progetto Ricomincio da Qui.

Quanti sono attualmente i soci? Quanti nei vari territori italiani? In quali territori l’Associazione è più presente?

L’associazione è costituita da più di 60 Mentor volontari attivi in 11 regioni e 14 città d’Italia (Milano, Torino, Padova, Venezia, Bologna, Genova, Firenze, Roma, Pescara, Napoli, Bari, Lecce, Palermo e Catania).

Qual è il vostro rapporto con le amministrazioni, locali, nazionali ed europee?Ogni attività di formazione e mentoring è realizzata grazie al contributo delle reti locali di cui facciamo parte. Conoscere il territorio, capire le problematiche del contesto ci aiuta a supportare meglio i nostri potenziali imprenditori per la realizzazione delle loro idee. A livello Europeo siamo parte della rete EMN (European Microfinance Network) e della rete Youth Business International che si compone di 11 membri in Europa (associazioni come la nostra) con i quali ci confrontiamo periodicamente sulle metodologie e gli strumenti migliori per promuovere l’autoimpiego in Europa.

Com’è il rapporto con le altre realtà e think – tank che operano nel vostro stesso campo? In che modo, se lo fate, collaborate?

Siamo attivi nell’innovazione sociale da 17 anni e a Torino ad esempio collaboriamo attivamente con SocialFare, tra i migliori enti in accelerazione di imprese sociali in Italia. Crediamo inoltre fortemente nel concetto di rete e ogni volta che ci muoviamo in nuovi territori per noi intessiamo per prima cosa delle relazioni (come con WEPUSH e Consorzio Arca a Palermo nella nostra prima formazione nel 2019.

Quali sono le iniziative o le attività che avete in mente per il futuro?

Da pochissimo abbiamo lanciato un progetto per far fronte all’emergenza COVID19 per piccoli e micro imprenditori grazie al supporto di Google.orgassieme a Youth Business international e stiamo sviluppando formazioni online sulla ridefinizione del modello di business per le numerosissime imprese che si trovano in difficoltà in questo momento e per supportarli con attività di mentoring e coaching online per facilitare la loro digitalizzazione qualora ne avessero la necessità.Il progetto si sviluppa in 32 Paesi tra Asia, Europa, Africa e Medioriente e più di 200.000 imprenditori beneficeranno del programma di rapid response and recovery.

Qual è la situazione nel Mezzogiorno e in Italia dal vostro punto di vista? Vedete dei cambiamenti nell’ultimo periodo? In cosa bisogna investire per migliorare?

I migliori investimenti sono a favore dei giovani, e non solo nel mezzogiorno, per facilitare lo sviluppo di attività di auto imprenditorialità. Circa l’80% delle imprese italiane è composta da meno di 2 dipendenti, rientrando quindi nella categoria della micro e piccole imprese. Sostenere l’accesso al credito per i giovani, servizi di formazione e di accompagnamento e facilitare un approccio trasparente e sistemico per la comunicazione degli strumenti a favore dell’imprenditoria, porta a facilitare nuovi sbocchi di lavoro, per valorizzare la creatività, l’iniziativa individuale e la presa di responsabilità dei nostri cittadini.

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