Acs, assolto Gabrieli. L'avvocato Di Martino: ha subito un trattamento aberrante

Amedeo Gabrieli, ex amministratore unico di Acs, è stato assolto dall'accusa di corruzione elettorale. Ecco il commento del suo avvocato, Gerardo Di Martino.

Gerardo Di Martino in tribunale


2' di lettura

Amedeo Gabrieli, come vi abbiamo raccontato, è stato assolto dall’accusa di corruzione elettorale. L’avvocato dell’ex amministratore della partecipata comunale Acs, il legale Gerardo Di Martino, ha deciso di commentare la vicenda. Gabrieli ha preferito non rilasciare dichiarazioni, una scelta concordata con la difesa, per rispetto del lavoro della magistratura che dovrà giudicarlo anche nel procedimento principale che riguarda Acs.

L’avvocato Di Martino ha detto: “Non c’è stato nessun voto di scambio, non si è verificata nessuna corruzione elettorale. Il fatto non sussiste. E non sussiste per davvero perché così stabilito, oggi, dal Tribunale di Avellino. Il punto è sempre lo stesso: si è molto lontani dalla verità se si afferma di aver accertato o di aver verificato l’esistenza di un fatto, come è accaduto in questo caso per lo scambio di voti, e come è capitato di fare a Procura della Repubblica e polizia giudiziaria di Avellino nel corso di conferenze stampa allestite al momento dell’arresto o durante le indagini. In realtà, e non nutro alcun timore di smentita, quelle sono fasi in cui non si accerta e non si verifica proprio alcunché, ai fini della verità. Nessuno mai potrà sostenere il contrario.

Al massimo – continua – si raccolgono elementi per costruire un’ipotesi di accusa e chiedere di celebrarvi un processo. Ma ciò che è ipotesi, ipotesi rimane. E una ipotesi non potrà mai diventare verità, se non dopo un processo, dopo aver raccolto le prove ed ascoltato la difesa, ma soprattutto per mano di un giudice e giammai di un pubblico mistero o della polizia giudiziaria. Questo caso, il caso Gabrieli, collegato alla dichiarata insussistenza del fatto di corruzione elettorale da parte del Tribunale, dimostrano, in tutta la sua forza, quanto sia aberrante e distruttivo, per la persona che subisce il procedimento, scambiare per verità ciò che non lo è, prima di averla effettivamente accertata e verificata nell’unico modo stabilito dall’ordinamento. Lo stesso che, oggi, ha condotto alla pubblicazione di una sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste, resa nei confronti di un colpevole che in realtà era solo un innocente”.

Entra nel gruppo di WhatsApp e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!