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Assunzioni a tempo determinato più semplici nel 2023

Assunzioni a tempo determinato più semplici nel 2023: il governo vuole eliminare la causale.

di The Wam

Gennaio 2023

Le assunzioni a tempo determinato saranno più semplici nel 2023, in particolare per i contratti fino a due anni. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Il governo ha intenzione di modificare il “decreto dignità”, una delle misure bandiera del Movimento 5 Stelle (insieme al Reddito di cittadinanza). Quel provvedimento ha imposto una serie di norme più severe per le assunzioni a tempo: 

Tutte norme che hanno tutelato i lavoratori ma reso anche più complesso le procedure per le assunzioni a tempo determinato.

L’esecutivo ha deciso di cambiare.

Su questo argomento potrebbe interessarti un post che spiega le politiche attive del lavoro in Italia: su cosa puoi contare; vediamo anche in questo focus chi potrà lasciare il lavoro con 5 anni di anticipo nel 2023; e infine ecco tutte le agevolazioni sul lavoro previste nel 2023.

Assunzioni a tempo determinato più semplici: decreto legge

Il fascicolo che prevede la modifica delle norme per le assunzioni a tempo determinato è nelle mani del ministro del Lavoro, Marina Calderone. Dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri tra qualche settimana, comunque entro la fine di gennaio.

Scopri la pagina dedicata alle offerte di lavoro e ai diritti dei lavoratori.

L’obiettivo principale del decreto è il superamento dei vincoli che sono stati imposti per la sottoscrizione dei contratti a tempo determinato.

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Assunzioni a tempo determinato più semplici: cosa cambia

L’intenzione del governo è quella di eliminare del tutto la causale nei contratti fino a 24 mesi stipulati tra l’azienda e il lavoratore.

Dopo questi 24 mesi, sarà possibile una proroga di altri 12 mesi: in quel caso saranno validi gli accordi che sono stati inseriti nei contratti nazionali, territoriali e aziendali. Sarà dunque solo in questo caso e in base a cosa prevedono i contratti che si deciderà se inserire o meno eventuali causali per giustificare l’estensione dei contratti a termine.

La regola sarà dunque questa: nessun vincolo per i primi due anni di assunzione a termine. In alcuni casi però, ma solo se i contratti collettivi lo prevedono in modo esplicito, ci sarà bisogno della causale.

Assunzioni a tempo determinato più semplici: governo Draghi

Una prima modifica al “decreto dignità” era già stata introdotta dal governo Draghi, con una norma all’interno del decreto Sostegni bis.

Infatti, insieme alle causali, erano già state inserite delle possibili motivazioni per l’allungamento dei contratti a termine allo scadere dei due anni. Anche in quel caso il riferimento sarebbe stato il contratto collettivo di lavoro.

Quel provvedimento è scaduto però in ottobre e non è stato rinnovato dal nuovo esecutivo. Il governo ha in mente una modifica più radicale. Di fatto cambia del tutto il decreto dignità, con un ritorno al passato: contratti a termine senza dover giustificare nulla.

Assunzioni a tempo determinato più semplici: contrattazione collettiva

Sul punto il governo si è espresso per voce del sottosegretario al lavoro, Claudio Durigon: “La nostra intenzione è chiara: vogliamo dare maggiore libertà e rimettere al centro la contrattazione collettiva”.

Semplificare le assunzioni può essere un aspetto importante, ma è opportuno anche dare qualche tutela in più ai lavoratori. L’equilibrio tra queste due esigenze non è così semplice da raggiungere.

Assunzioni a tempo determinato più semplici: altri vincoli

Il decreto allo studio del ministero del Lavoro sulla questione dovrà però affrontare anche altri aspetti. Tra gli altri si pensa di alleggerire anche altri vincoli. Tra questi ci sono quelli introdotti dall’ex ministro Andrea Orlando, che ha recepito la direttiva europea sulla prevedibilità delle condizioni di lavoro.

Cosa conteneva quella norma? Il diritto del lavoratore di conoscere diritti e doveri, e in modo chiaro, alla stipula del contratto.

In particolare su questi punti:

Assunzioni a tempo determinato più semplici: ammorbidire gli obblighi

Le informazioni che abbiamo elencato nel paragrafo precedente devono essere fornite al lavoratore in forma scritta. Un obbligo stringente. Chi non lo adempie rischia sanzioni fino a 5mila euro al mese.

Un obbligo da tempo contestato dagli imprenditori e dagli stessi consulenti del lavoro. Il motivo: l’aumento rilevante delle pratiche burocratiche. Soprattutto perché quelle stesse informazioni possono essere fornite, come del resto prevede la stessa direttiva, anche con un semplice riferimento alle disposizioni di legge, ai regolamenti amministrativi o statutari o ai contratti collettivi.

Il governo Draghi aveva già bocciato quella richiesta perché i soli riferimenti alle disposizioni di legge rendono poco chiari i contratti.

C’è però di più: il decreto trasparenza aveva inserito anche altri obblighi in aggiunta a quelli previsti dalla direttiva europea.

L’obiettivo del governo, e in particolare della Lega, è quindi duplice:

Nell’immagine due tecnici in una fabbrica

Assunzioni a tempo determinato più semplici: Opzione Donna

Nello stesso provvedimento dovrebbe rientrare anche la questione Opzione Donna, la misura che prevede la pensione anticipata per le lavoratrici che hanno 60 anni, 35 di contributi e rientrano in queste categorie: caregiver, fragili (con una invalidità a partire dal 74 per cento), disoccupate.

Si punta a qualche correzione, così da estendere la possibilità di uscita a un numero più alto di lavoratrici per i prossimi sei mesi, in attesa che si riesca mettere definitivamente mano alla riforma della Legge Fornero.

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