AstraZeneca in ritardo. A rischio campagna di vaccinazione

Il vaccino di AstraZeneca non sarà pronto prima di febbraio e avrebbe dovuto avere un ruolo chiave nei primi tre mesi della campagna di vaccinazione in Italia. In ritardo anche l'altro prodotto sul quale l'Ue e l'Italia in particolare ha puntato molto, quello della Johnson e Johnson, che solo ora ha iniziato la fase tre della sperimentazione.

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Il ritardo del vaccino AstraZeneca, che non sarà disponibile prima di febbraio, potrebbe provocare problemi alla campagna di vaccinazione italiana. Il nostro Paese ha puntato forte sul prodotto della casa farmaceutica anglo-svedese e quel ritardo rischia di rallentare e di molto l’immunizzazione della popolazione. Un problema che l’Italia condivide con il resto d’Europa, ma nella Penisola i numeri raccontano un quadro anche peggiore.

«E’ molto improbabile l’approvazione del vaccino AstraZeneca entro gennaio da parte dell’Ema», ha ammesso oggi il vicedirettore dell’agenzia europea del farmaco Noel Wathion.

In Italia 40.38 milioni del vaccino AstraZeneca

L’Europa ha prenotato 400 milioni di dosi del prodotto AstraZeneca. L’Italia ha una prelazione su 40.38 milioni di dosi. Tante, se si considera che quelle prenotate dall’unico vaccino oggi disponibile, quello della Pfizer, sono in tutto 26.92 milioni di dosi.

Il vaccino AstraZeneca avrebbe dovuto avere un ruolo chiave proprio nei primi tre mesi della campagna di vaccinazione. L’Italia contava di distribuirne 16.1 milioni di dosi. Molte in più rispetto al vaccino Pfizer (8.7 milioni), e a quello della Curevac (2 milioni di dosi), che però è ancora in fase di studio. Il siero di Moderna, che dovrebbe essere approvato nella prima metà di gennaio dall’Ema, sarà distribuito in 1.3 milioni di dosi.

Il mistero di Johnson & Johnson

Avrebbe potuto aiutare l’approvazione del vaccino Johnson & Johnson, ma resta una incognita. E pesa come un macigno sulla riuscita della campagna vaccinazione italiana. Ne dovrebbero arrivare 53.84 milioni di dosi. Ma tutto è in bilico. L’azienda americana ha appena iniziato la fase 3 della sperimentazione e contemporaneamente c’è la valutazione in corso d’opera da parte dell’Ema per accelerare i tempi. Si gioca sul filo dei giorni. Se l’approvazione arriva entro il primo trimestre del 2021, la campagna di vaccinazione in Italia potrebbe dirsi salva. In caso contrario si andrà in difficoltà. E la possibilità di chiudere la campagna entro l’inizio dell’autunno potrebbe saltare.

Un vaccino senza doppia dose

Sul vaccino Johnson & Johnson si punta in modo deciso anche perché ha una particolarità rispetto agli altri vaccini: non ha bisogno del richiamo, basta una dose. E quindi, in teoria, quel carico da 53 milioni di dosi potrebbe immunizzare quasi tutta la popolazione italiana.

Se tutto salta, resta la possibilità di raddoppiare la richiesta a Pfizer. Ma è chiaro che si spera in una accelerazione da parte di AstraZeneca e Johnson & Johnson.

Il vaccino Pfizer arriva in aereo

Nel frattempo è previsto per questa notte l’arrivo di 470mila dosi della Pfizer. Viaggeranno a bordo di 6 aerei che atterreranno in altrettanti aeroporti del Paese. Il vaccino verrà poi distribuito nei primi 203 siti di somministrazione in tutte le regioni italiane. Ricordiamo che la prima fase della campagna riguarda il personale sanitario e gli ospiti delle residenze per anziani.

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