AstraZeneca, che pasticcio: nessuna certezza sulle trombosi

Sul vaccino AstraZeneca l'Ema ha concluso che non c'è un legame certo con le trombosi ma i coaguli di sangue sono comunque effetti collaterali. Si era deciso di non darlo agli anziani, ora sarà somministrato solo agli over 50. L'Europa va in ordine sparso, le Regioni sono in fibrillazione e la campagna vaccinale in difficoltà.

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E dunque AstraZeneca sarà somministrato in Italia solo agli over 60. La decisione ieri, dopo la valutazione dell’Ema sui casi di trombosi segnalati in diversi Paesi. Una scelta che inevitabilmente spiazza: solo qualche mese fa lo stesso vaccino era stato raccomandato per gli under 55 perché sugli anziani non aveva mostrato una elevata efficacia.

AstraZeneca, effetti collaterali

Quella dell’Ema è stata una «non decisione». Non ha escluso un nesso tra il vaccino AstraZeneca e le trombosi, ma non è stato trovato un legame preciso, anche se il Comitato per la Sicurezza dell’Ema (Prac), ha ritenuto che i «coaguli di sangue insoliti con piastrine basse dovrebbero essere elencati come effetti collaterali di AstraZeneca (che ora si chiama Vaxzevria, impronunciabile)». E non ha stabilito a chi dovesse essere somministrato, lasciando la scelta ai singoli Stati dell’Unione Europea.

La vaccinazione deve continuare

L’unica certezza espressa dall’Ente regolatorio europeo è stata: «La vaccinazione deve continuare». Parole pronunciate dalla direttrice esecutiva dell’Ema, Emer Coocke.

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Una gran confusione, che alimenta dubbi comprensibili e stravolge la campagna vaccinale. Non solo in Italia, chiaro.

Ue in ordine sparso

Se nel nostro Paese le Regioni vanno in ordine sparso, in Europa si fa lo stesso. A cominciare proprio dalle decisioni sul vaccino AstraZeneca. Ieri sera, durante il video consiglio convocato proprio per decidere sul vaccino anglo svedese, i 27 non sono riusciti a trovare un accordo. Ognuno andrà per conto suo. Ovvero: il Belgio ha limitato le vaccinazioni con AstraZeneca alle persone con più di 55 anni, proprio come la Francia, la Germania è sulla stessa linea dell’Italia, somministrato solo agli over 60. La Gran Bretagna, che non fa parte dell’Ue, ha escluso solo gli under 30, ma lì non potevano fare altrimenti: hanno già iniettato una dosa di AstraZeneca al 47% della popolazione.

I casi in donne con meno di 60 anni

La maggior parte di trombosi segnalate si sono verificate in donne con meno di 60 anni ed entro due settimane dalla somministrazione del vaccino. L’Ema ha confermato che sulla base delle prove in possesso «i fattori di rischio specifici non sono stati confermati». Non si è capito cioè per quale motivo si innesca, in rari casi, sia chiaro, questa reazione.

Per Emer Cooke «l’uso ottimale del vaccino dovrà essere deciso dai singoli Stati e deve tenere conto della situazione pandemica e di altri fattori come ospedalizzazioni e disponibilità di vaccini».

Chi ha già fatto la prima dose?

E su chi ha già fatto la prima dose? Molti epidemiologi sostengono che non ci sia problema a iniettare a chi ha fatto AstraZeneca un vaccino mRNA (Pfizer o Moderna), ma il presidente del Cts, Franco Locatelli ha dichiarato: «Al momento non ci sono elementi per non considerare la somministrazione di AstraZeneca in chi ha ricevuto la prima dose di questo vaccino». Per poi aggiungere: «Questo non è il funerale né l’eutanasia del vaccino AstreaZeneca, è un vaccino efficace».

I numeri elencati subito dopo dal direttore dell’Aifa, Magrini, sono anche rassicuranti: «Su 600mila persone trattate con due dosi di AstraZeneca, nessuno ha mostrato eventi trombotici».

Torniamo all’Ema, e alle parole di Emer Cooke, che ha precisato in conferenza stampa: «Il rischio di mortalità per Covid-19 è molto più grande rispetto al rischio di mortalità di questi effetti collaterali. Sono davvero molto rari. È importante che noi usiamo i vaccini disponibili».

Un caso ogni 100.000

Il Prac ha analizzato 62 casi di trombosi del seno venoso cerebrale e i 24 casi di trombosi venosa splancnica che sono stati riportati nel database sulla sicurezza dei farmaci dell’UE fino al 22 marzo 2021. 18 sono stati fatali (su 25 milioni di persone che avevano ricevuto il vaccino). La frequenza dei casi di trombosi, ha dichiarato l’Ema, non è semplice da valutare, ma l’incidenza non sarebbe superiore a «1 caso su 100 mila, o più».

L’ente di controllo sui farmaci europeo ha comunque chiesto ad AstraZeneca nuovi studi per fornire ulteriori informazioni.

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