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Busta paga a ottobre: esempi con aumenti da 40 a 150 euro

Busta paga a ottobre. Vediamo insieme alcuni esempi per chi sarà interessato da aumenti dai 40 ai 150 euro e a chi invece toccherà anche il rinnovo dei contratti.

di Antonio Dello Iaco

Settembre 2022

Busta paga a ottobre: vediamo insieme gli esempi con tutti gli aumenti previsti per le categorie interessate (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Nei prossimi paragrafi approfondiremo anche a chi toccherà l’aggiornamento dei contratti scaduti e quando dovrebbe avvenire.

INDICE:

Busta paga a ottobre: gli aumenti

L’aumento stipendi a ottobre è ormai certezza per quasi tutti i lavoratori dipendenti.

Grazie al decreto aiuti bis varato dal governo Draghi infatti, dal prossimo mese scatterà il taglio del cuneo fiscale sul lavoro del 2 per cento.

In più entrerà in vigore la detassazione welfare, cioè l’azzeramento delle tasse sulle voci del welfare aziendale fino a 516 euro.

Ricordiamo che, questi effetti saranno in vigore solo fino al prossimo dicembre. Dal 2023 toccherà infatti al nuovo governo, incaricato dal Parlamento dopo le elezioni del 25 settembre, decidere cosa fare in tema di stipendi e tassazione.

Scopri la pagina dedicata al fisco e alle tasse.

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Busta paga a ottobre: gli aumenti con la decontribuzione. Gli esempi

Entriamo subito nel vivo del nostro articolo con degli esempi concreti su quanto valgono gli aumenti stipendi a ottobre per i lavoratori dipendenti beneficiari della decontribuzione:

Stipendio baseAumento stipendio mensileAumento stipendio totale (ottobre-dicembre)Arretrati
(luglio-settembre)
Aumento totale (aumento + arretrati)
Circa 800 euro16 euro48 euro48 euro96 euro
Circa 1400 euro28 euro84 euro84 euro168 euro
Da 1800
euro
36 euro144 euro144 euro288 euro
Da 2200 euro44 euro132 euro132 euro264 euro
Da 2600 euro52 euro156 euro156 euro312 euro
Busta paga a ottobre: gli aumenti

Ricordiamo sempre che il nuovo taglio del cuneo fiscale sul costo del lavoro vale solo per i lavoratori dipendenti con redditi fino a 35mila euro annui.

Come avrai potuto notare dalla penultima colonna poi, oltre all’aumento dello stipendio a partire da ottobre, dovrebbe essere caricato entro fine anno anche quello riferito al trimestre luglio-settembre. La misura che entrerà in vigore il prossimo mese ha infatti valore retroattivo.

Il taglio del cuneo fiscale sarà valido anche per la tredicesima mensilità, che viene erogato a dicembre per sostenere i lavoratori nell’ultimo mese dell’anno.

Busta paga a ottobre: il welfare aziendale

Oltre alla decontribuzione, il governo Draghi ha approvato la detassazione del welfare aziendale. Questo significa che tutte le voci che rientrano in questa categoria si possono detassare.

Alcune delle voci che rientrano nel welfare aziendale sono:

La soglia massima delle detassazioni welfare, sempre grazie al decreto aiuti bis, è stata aumentata da 258 a 516 euro.

Busta paga a ottobre
Busta paga a ottobre: a chi spettano stipendi più alti?

Busta paga a ottobre: i nuovi contratti

Oltre a decontribuzione e detassazione la busta paga a ottobre aumenterà anche grazie al rinnovo dei contratti collettivi nazionali che riguarderanno alcune categorie.

È il caso del comparto sanitario che, secondo le previsioni, già da ottobre dovrebbe ricevere arretrati di tre anni e stipendio adeguato agli aumenti stabiliti e approvati.

Entro dicembre poi gli incrementi di retribuzione dovrebbero riguardare anche il personale scolastico e i dipendenti comunali, per i quali manca solo la firma di Corte dei Conti e Ministero dell’Economia ai nuovi contratti.

Per il personale scolastico invece non c’è ancora l’accordo tra sindacati e Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) che probabilmente si raggiungerà solo con la nascita del nuovo governo.

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