Busta paga più alta per 6 mesi, ufficiale: i nuovi stipendi

Busta paga più alta per 6 mesi. Scopri come cambiano gli importi dei nuovi stipendi dopo l'approvazione del decreto aiuti bis.

4' di lettura

Busta paga più alta per sei mesi: ora è ufficiale. Scopriamo insieme i nuovi stipendi con gli aumenti approvati dal decreto aiuti bis (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Nei prossimi paragrafi approfondiremo anche la polemica che si è creata per il tetto degli stipendi ai manager pubblici che alcune forze politiche volevano togliere nell’ultimo decreto aiuti.

Prima di procedere con la lettura di questo approfondimento, leggi come scoprire se hai diritto all’aumento in busta paga.

INDICE

Busta paga più alta: ok ufficiale del Senato

L’aumento dello stipendio e la busta paga più alta già da ottobre è finalmente ufficiale. Con 182 voti favorevoli lo scorso 13 settembre è passato anche al Senato, non dopo poche rivisitazioni, il testo del decreto aiuti bis.

Scopri la pagina dedicata al fisco e alle tasse.

Ok quindi alla proposta del governo Draghi di istituire una decontribuzione previdenziale totale del 2 per cento per tutti i lavoratori dipendenti con redditi lordi fino a 35mila euro.

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Busta paga più alta di quanto?

Ma di quanto aumenterà la busta paga? Gli stipendi più alti, come dicevamo, non riguarderanno tutti ma solo i lavoratori dipendenti con redditi lordi fino a 35mila euro.

Il valore della decontribuzione varia a seconda dello stipendo percepito all’anno dal lavoratore. In particolare:

  • con reddito annuo pari a 8mila euro => ci sarà un aumento mensile di 12,31 euro lordi;
  • con reddito annuo pari a 10mila euro => ci sarà un aumento mensile di 15,38 euro lordi;
  • con reddito annuo pari a 15mila euro => ci sarà un aumento mensile pari a 23,08 euro lordi;
  • con reddito annuo pari a 20mila euro => ci sarà un aumento mensile di 30,77 euro lordi;
  • con reddito annuo pari a 25mila euro => ci sarà un aumento mensile pari a 38,46 euro lordi;
  • con reddito annuo pari a 30mila euro => ci sarà un aumento mensile di 46,15 euro lordi;
  • con reddito annuo pari a 34.996 euro => ci sarà un aumento mensile pari a 53,84 euro lordi.

Il valore dell’aumento va moltiplicato per sette mensilità. Il provvedimento è infatti retroattivo e vale per i mesi di luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre e dicembre del 2022 più la tredicesima.

Busta paga più alta: è davvero utile la decontribuzione?

Gli aumenti busta paga sono davvero utili ai lavoratori? Secondo la UIL (Unione Italiana del Lavoro) si tratta di un “effetto elemosina“. L’aumento dello stipendio, che ricordiamo è valido solo fino a fine 2022, è infatti irrisorio per molte cateogorie.

È proprio chi guadagna di meno a perderci con questo provvedimento. Più il reddito è basso, più il valore della decontribuzione è simbolico.

Paradossalmente, chi guadagna 35mila euro lordi l’anno avrà un aumento più sostanzioso di chi se ne intasca solo 8mila.

Busta paga più alta: è davvero utile la decontribuzione?
Busta paga più alta: è davvero utile la decontribuzione?

Busta paga più alta: la polemica degli stipendi ai manager

Prima dell’approvazione del decreto aiuti si è creata una forte polemica attorno al tema dell’eventuale rimozione del tetto massimo degli stipendi ai manager pubblici.

Con la crisi del 2011 e la formazione del governo Monti, era stato istituito un tetto massimo di 240mila euro per gli stipendi ai manager della pubblica amministrazione e delle forze armate.

Alcune forze politiche volevano approfittare del decreto aiuti bis per eliminare questo limite. Nonostante la decisione era passata in commissione su proposta di Forza Italia, alla fine la voce è ritirata anche grazie alla forte opposizione di Mario Draghi.

Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un incontro telefonico con il primo ministro aveva giudicato inopportuno il provvedimento. Alla base del commento del Capo dello Stato c’era la questione della crisi energetica e del caro vita: in un momento delicato come questo aumentare gli stipendi ai manager pubblici non è proprio il caso.

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