Aumento assegno sociale: le regole per le maggiorazioni

Aumento assegno sociale, ecco tutte le novità riguardanti requisiti e regole per avere la maggiorazione.

6' di lettura

Aumento assegno sociale? In questa breve guida andremo a scoprire tutte le novità riguardanti le regole per la maggiorazione (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice:

Aumento assegno sociale, ecco cosa c’è da sapere

Le maggiorazioni sociali dell’assegno sociale richiedono che il cittadino in questione rispetti determinati requisiti reddituali, sia personali che coniugali, ben precisi. Alcune volte, infatti, per chi è beneficiario dell’assegno sociale, spetta una maggiorazione una volta compiuti i 70 anni, ma solo se si rispettano alcuni requisiti reddituali.

Partiamo con ordine. L’aumento assegno sociale spetta al compimento dei 70 anni del cittadino, che non superi certi limiti reddituali, e porta l’assegno corrisposto mensilmente a quota 660,78 euro. Si tratta della cosiddetta integrazione al milione.

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È bene fare una piccola precisazione, prima di procedere: quest’aumento assegno sociale può spettare anche prima dei 70 anni, ma solo per chi ha versato dei contributi. Nello specifico, il raggiungimento del diritto alla maggiorazione sociale anticipata funziona così: ogni cinque anni di contribuzione versata l’aumento assegno sociale spetterà un anno prima, dunque:

  • chi ha cinque anni di contribuzione riceverà la maggiorazione a 69 anni;
  • chi ha dieci anni di contribuzione avrà l’aumento a 68 anni;
  • chi ha quindici anni di contribuzione avrà l’aumento a 67 anni(e così via).

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Come abbiamo detto, però, per avere diritto alla maggiorazione non basta solo avere 70 anni, oppure qualche anno in meno e le contribuzioni versate, ma occorrerà essere in possesso di requisiti reddituali precisi. In particolare:

  • Per un soggetto singolo, il reddito personale non dovrà superare la soglia degli 8.590 euro all’anno;
  • per i soggetti coniugati, invece, il reddito familiare dovrà rimanere entro i 14.675 euro annui.

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Una precisazione sull’aumento assegno sociale

In questo caso specifico occorrerà distinguere la pensione di invalidità civile che viene tramutata in assegno sociale e la maggiorazione sociale.

Per il primo caso, ovvero il riconoscimento dell’assegno sociale tramutato da invalidità civile, vengono seguite le medesime regole reddituali che sono previste per la pensione di invalidità. In poche parole, il reddito dell’eventuale coniuge del soggetto interessato non verrò considerato per il successivo riconoscimento dell’assegno sociale.

Per la maggiorazione, dunque, l’aumento assegno sociale, invece, occorrerà tenere in considerazione anche gli eventuali redditi del coniuge sommati agli stessi redditi del cittadino. La somma, come detto poco fa, non dovrà risultare superiore a 14.675 euro. Qualora i redditi dovessero risultare più elevati di questo importo, la maggiorazione non sarà corrisposta.

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Aumento assegno sociale, cosa si intende con “maggiorazioni sociali”?

Vediamo insieme nel dettaglio, in merito all’aumento assegno sociale, cosa si intende con maggiorazioni sociali.

Quando parliamo di maggiorazioni sociali, intendiamo una particolare forma di aumento delle prestazioni previdenziali che vengono corrisposte in favore di persone che si trovano in condizione di disagio economico e che hanno un’età che superi i sessant’anni.

La maggiorazione in questione viene aggiunta all’importo della pensione che spetta al cittadino, indipendentemente dall’integrazione al trattamento minimo. L’aumento viene effettuato a tutti i pensionati che risultino essere titolari di una prestazione a carico di:

  • AGO
  • Delle forme esclusive e sostitutive di AGO
  • Dei lavoratori autonomi con un’iscrizione attiva alle gestioni speciali

La maggiorazione si applica nei casi in cui non vengano superati determinati requisiti reddituali di anno in anno fissati dalla legge.

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È bene precisare che le maggiorazioni sociali riguardano non solo i trattamenti di tipo previdenziale, ma anche quelli di tipo assistenziale, come ad esempio il nostro aumento assegno sociale, oltre che le provvidenze economiche che vengono erogate ai cittadini invalidi civili, ciechi e sordomuti.

Le fonti normative che regolamentano il processo di attribuzione delle maggiorazioni sociali sono differenti. Nello specifico, parliamo dell’articolo n. 1 della legge 544 anno 1988, integrata a posteriori dall’art. comma 6 della legge 388 dell’anno 2000, oltre che dall’articolo n. 38 della legge 448 del 2001, attraverso cui il legislatore ha previsto un particolare incremento delle maggiorazioni, il cosiddetto incremento al milione, in favore dei cittadini che hanno 70 anni o più.

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Chi sono i destinatari delle maggiorazioni sociali

Secondo quanto stabilito dall’articolo n. 1 della legge 544 del 1988, la maggiorazione sociale spetta, quando si presentano tutte le condizioni richieste, a chiunque sia titolare di pensione a carico

  • dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti;
  • della gestione speciale per i lavoratori delle miniere, cave e torbiere;
  • delle gestioni dei contributi e delle prestazioni previdenziali dei coltivatori diretti, mezzadri e coloni, degli artigiani e degli esercenti attività commerciali;
  • delle forme esclusive e sostitutive dell’assicurazione generale obbligatoria.

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Per questo motivo le maggiorazioni sociali spetteranno tanto ai lavoratori dipendenti, compresi quelli della pubblica amministrazione, quanto ai lavoratori autonomi, fatta eccezione a chi è iscritto alla gestione separata ed è titolare di una prestazione previdenziale a carico delle gestioni citate in precedenza.

Gli aumenti (maggiorazioni sociali) vengono corrisposti quando il cittadino rispetta tutti i requisiti necessari e a chi è titolare di pensione: sia essa diretta, dunque, di vecchiaia, anticipata, o percettore di un assegno ordinario di invalidità o pensione di inabilità, oppure sia una pensione ai superstiti, anche a prescindere dalla concessione dell’integrazione al trattamento minimo, a sola condizione che non siano superati i limiti reddituali di cui alla circolare INPS 44 del 2002.

La richiesta per avere la maggiorazione sociale dovrà essere presentata insieme alla domanda per la pensione, oppure in un secondo momento. La richiesta dovrà anche essere accompagnata da una dichiarazione dei redditi attestante i redditi percepiti nell’anno in corso, anche se presuntivi.

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