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Costi del gas su, le regioni a “rischio” riscaldamento

Costi del gas in aumento e oltre 4 milioni di famiglie a rischio povertà energetica: ecco quello che sta succedendo in Italia.

di Sara Fannino

Settembre 2022

Costi del gas in aumento. Il nuovo report della Cgia Mestre ha lanciato l’allarme: le famiglie italiane a rischio povertà energetica sono circa 4 milioni, per un totale di 9 milioni di individui in questa condizione di disagio (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

L’aspetto che più preoccupa, però, è che questi dati sarebbero sottodimensionati, poiché prendono in considerazione solamente l’intervallo di tempo precedente alla crisi energetica della seconda metà dello scorso anno.

I costi del gas continuano ad aumentare e sono molte le regioni italiane ad essere a rischio.

Purtroppo, questo rischio povertà energetica è molto più accentuato nelle regioni del Mezzogiorno, mentre risulta più lieve nel nord Italia. Andiamo subito a scoprire cosa sta succedendo e, in particolare, quali sono le regioni più colpite dall’aumento dei costi del gas.

Come si comporterà il Governo davanti a questa crisi?

INDICE:

Costi del gas in continuo aumento, si parla di povertà energetica

Secondo l’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (Oipe), si può definire povertà energetica la difficoltà di acquistare un paniere minimo di beni e servizi di tipo energetico.

In poche parole, si tratta di tutte quelle famiglie che non riescono ad effettuare un uso regolare dell’impianto di riscaldamento nella stagione fredda, e quello di raffrescamento in estate.

Queste famiglie, inoltre, come possiamo leggere dal report della Cgia: “a causa delle precarie condizioni economiche, non dispongono o utilizzano saltuariamente gli elettrodomestici ad elevato consumo di energia (lavastoviglie, lavatrice, asciugatrice, aspirapolvere, micro onde, forno elettrico, etc.).”

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Insomma, i costi del gas aumentano e le famiglie riescono sempre meno ad utilizzare climatizzatori o i termosifoni, ma soprattutto gli elettrodomestici ad alto dispendio energetico.

Quali sono le conseguenze? Semplice, il benessere di quasi quattro milioni di famiglie è precario e comporta gravi danni in materia di salute, in particolare quella di bambini, anziani e persone fragili (es. chi ha problemi respiratori, oltre che di inclusione sociale.  

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Costi del gas in aumento: le regioni italiane a rischio povertà energetico

Secondo gli ultimi dati la povertà energetica e l’aumento dei costi del gas hanno colpito la bellezza di 2.2 milioni di famiglia nel 2019, ovvero una percentuale pari all’8,5% del totale dei nuclei familiari, tenendo conto della misura ufficiale adottata con la Strategia Energetica Nazionale del 2017.

Il report Cgia evidenzia l’identikit dei nuclei familiari considerati energicamente vulnerabili: famiglie con molti componenti e che risiedono in abitazioni o alloggi in cattivo stato di conservazione, con il capofamiglia giovane, spesso inoccupato e/o immigrato.

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Purtroppo, la dislocazione geografica dei nuclei familiari ritenuti vulnerabili energeticamente è incentrata nel Sud Italia con una frequenza della povertà energetica che oscilla tra il 24 e il 36% del totale delle famiglie residenti.

La regione italiana che più soffre dell’aumento dei costi del gas e della crisi energetica è sicuramente la Campania che conta un numero compreso tra 519 mila e 779 mila unità familiari in condizioni molto compromesse.

Subito dietro la Campania troviamo la Regione Sicilia, con un numero di famiglie a rischio povertà energetica compreso fra 481 mila e 722 mila, e la Calabria con un range compreso tra 191 mila e 287 mila famiglie in crisi. Anche la Puglia non è da meno, dove i nuclei familiari in difficoltà oscillano tra i 223 mila e 383 mila.

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Questi valori sono molto preoccupanti se consideriamo che il report fa riferimento al periodo antecedente allo Shock Energetico del secondo semestre 2021 e se viene fatto un confronto con le altre regioni italiane del Centro e del Nord.

Nella fascia a rischio medio-basso troviamo le altre regioni che contano fra i 10 e il 14% dei nuclei familiari coinvolti:

Infine, con una percentuale compresa fra il 6 e il 10% delle famiglie troviamo: l’Emilia-Romagna, la Lombardia, il Veneto, la Toscana e il Trentino-Alto Adige.

Soluzioni alla povertà energetica e all’aumento dei costi del gas

Oipe ha provveduto a elaborare dei database molto utili per descrivere lo stato attuale della crisi. Ma non è finita qui, poiché anche fornito soluzioni per contrastare il disagio della povertà energetica.

L’obiettivo dell’Italia, inserito nel Piano nazionale integrato energia e clima e inviato dal Governo alla Commissione europea, prevede che entro il 2023 sia ridotta la povertà energetica, in un intervallo compreso fra il 7 e l’8 % del totale dei nuclei familiari.

costi del gas
Costi del gas in aumento: le regioni a rischio riscaldamento.

Quali sono gli interventi per ovviare agli aumenti dei costi del gas e far diminuire la povertà energetica delle famiglie? Sicuramente il Governo potrà optare per i soliti bonus o per alcune detrazioni, oppure per qualche agevolazione.

La prima soluzione potrebbe essere data dagli sconti in bolletta, anche in base alla composizione del nucleo, alla zona di residenza o al tipo d’uso. In questo caso, però, l’accesso potrebbe essere vincolato all’ISEE, aiutando solo i nuclei con redditi fino a 8.107,50 euro o di 20 mila euro per le famiglie numerose con tre o più figli a carico.   

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Altri destinatari dei sostegni saranno sicuramente i cittadini la cui sopravvivenza dipende da macchinari medicali salva-vita, in questo caso senza limiti reddituali.

Per quel che concerne le detrazioni, invece, potrebbe essere ridotta l’accisa sui primi 150 kWh di consumo mensile delle famiglie. Nello stesso contesto si inseriscono anche il prezzo dei combustibili usati per il riscaldamento nella regione Sardegna, nelle isole minori o in montagna.

Potranno esserci, poi, le agevolazioni fiscali, i certificati di prestazione energetica e gli energy tutor, insomma, tutte quelle misure che portano un miglioramento dell’efficienza energetica delle abitazioni, Come ad esempio l’ecobonus.

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