Aumento degli stipendi da settembre, di quanto?

Aumento degli stipendi da settembre, di quanto? Come cresce la busta paga con il taglio del cuneo contributivo. Facciamo due calcoli e verifichiamo a quanto ammonta l'incremento per chi riceve stipendi lordi di 1.500, 2.000 e 2.500 euro al mese.

5' di lettura

Aumento degli stipendi da settembre, di quanto? Vediamo come crescerà la busta paga dopo il taglio del cuneo contributivo. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

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Aumento degli stipendi da settembre: nuovo decreto Aiuti

Il governo si appresta a varare il nuovo decreto Aiuti, tra le misure contenute nel provvedimento c’è anche il taglio del cuneo contributivo che consentirà ai lavoratori di far crescere l’importo netto in busta paga.

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I calcoli dettagliati su questa misura non sono ancora stati completati dal governo, ma sulla base di un precedente e molto simile intervento, il taglio dello 0,8%, è possibile farsi un’idea precisa sugli incrementi previsti dal prossimo settembre.

Se sei interessato, c’è anche un articolo che spiega come si ricalcola l’assegno dopo l’aumento delle pensioni previsto con l’anticipo della rivalutazione. C’è anche una spiegazione dettagliata su quello che non dovrai aspettarti nel nuovo decreto Aiuti (e quello che invece troverai). Sempre su TheWam, c’è anche un articolo che spiega quali sono le uscite anticipate per la pensione nel 2023.

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Aumento degli stipendi da settembre: cuneo fiscale

Si parla spesso di cuneo fiscale, ma è meglio chiarire di cosa si tratta: è la differenza tra lo stipendio lordo che viene pagato dai datori di lavoro e quanto poi effettivamente percepiscono i dipendenti.

Questa differenza è composta da:

  • imposte dirette e indirette;
  • contributi previdenziali.

Il taglio previsto dal nuovo decreto Aiuti incide sui contributi previdenziale, che dovrebbero essere decurtati, appunto, dell‘1%.

Questo taglio, come accennato, si aggiunge a quello dello 0,8% che sarà valido fino al 31 dicembre del 2022.

Lo sconto fiscale sui contributi previdenziali versati dai lavoratori dovrebbe dunque raggiungere la percentuale complessiva dell’1,8%.

Aumento degli stipendi da settembre: a chi spetta

Vediamo chi avrà diritto a questa misura. Saranno gli stessi lavoratori che hanno avuto lo sconto dello 0,8%, quindi tutti i dipendenti che hanno redditi non superiori a 35mila euro lordi l’anno.

In pratica tutti i lavoratori che hanno una retribuzione imponibile, calcolata su 13 mensilità, non superiore a 2.692 euro lordi al mese. Cifra che appunto poi porta al limite dei 35mila euro.

Aumento degli stipendi da settembre: pubblico e privato

Ma vediamo in pratica cosa significa per i lavoratori.

Prima una premessa: i contributi previdenziali cono versati in parte dal datore di lavoro e in parte dallo stesso dipendente (con una trattenuta sulla busta paga). In totale rappresentano il 33% della retribuzione.

Il carico è diverso tra il pubblico e il privato, vediamo come:

  • la quota a carico del dipendente del settore privato è del 9,19%;
  • la quota a carico del dipendente del settore pubblico è dell’8,80%.

Lo sgravio contributivo andrà a incidere su quella cifra.

Aumento degli stipendi da settembre: esempi

Facciamo qualche esempio:

su uno stipendio mensile loro di 2.000 euro per un dipendente del settore privato: il lavoratore versa 184 euro. Per ogni punto percentuale in meno si trova quindi in busta paga un netto di 18 euro. Con il taglio complessivo dell’1,8% gli stipendi mensili saranno più alti di 36 euro fino a dicembre (rispetto alla contribuzione piena versata di solito).

La cifra è calcolata in percentuale rispetto allo stipendio, e quindi il beneficio sarà minore man mano che lo stipendio è più basso.

Verifichiamo infatti quanto avrà in busta paga un dipendente che percepisce uno stipendio di 1.500 euro lordi al mese (senza considerare la 13esima):

con il taglio dell’1,8% della contribuzione riceverà uno stipendio netto più alto di 27 euro al mese fino a dicembre.

Al contrario, chi ha uno stipendio netto al mese di 2.600 euro (e rientra quindi per poco sotto la soglia degli aventi diritto alla decontribuzione), l’aumento netto al mese sarà di 46 euro fino a dicembre.

Aumento degli stipendi da settembre: quanti soldi entro il 2022?

Ma vediamo un altro dato che può essere interessante. Ovvero quanti soldi in più si andranno a percepire da qui alla fine del 2022 (per scaglioni di stipendio):

  • chi riceve uno stipendio lordo di 1.500 euro riceverà in totale 108 euro in più:
  • chi riceve uno stipendio lordo di 2.000 euro riceverà in totale 144 euro in più;
  • chi riceve uno stipendio lordo di 2.500 euro riceverà in totale 184 euro in più.

A questi bisognerà poi aggiungere la tredicesima.

Aumento degli stipendi da settembre: ma basta?

È sufficiente per arginare gli incrementi dei prezzi causati dalla svalutazione? Molto probabilmente no. Ma possono essere un piccolo contributo. Di certo, conti alla mano, avrebbe avuto un effetto più importante un nuovo bonus da 200 euro, molto simile, per intenderci, a quello che è stato erogato tra giugno e luglio.

Ma evidentemente il governo ha preferito impegnare quelle risorse per garantire la rivalutazione immediata (almeno al 50%) delle pensioni. Un aiuto che si rivolge in particolare alla fascia più debole della popolazione (sono inclusi anche gli invalidi), che percepiscono accrediti mensili che sono spesso sotto la soglia di sopravvivenza.

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