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Aumento del tasso sui conti correnti: è una buona notizia

Aumento del tasso sui conti correnti: è una buona notizia, perché indica una inversione di tendenza.

di The Wam

Gennaio 2023

Aumento del tasso sui conti correnti: è la prima buona notizia che arriva dal settore bancario negli ultimi mesi. Significa che nonostante la svalutazione si perde un po’ di meno sui soldi depositati negli istituti di credito. (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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È una buona notizia soprattutto perché indica una inversione di tendenza. Ma siamo comunque ancora a livelli molto bassi: 0,11 per cento la media di novembre. Che significa un passo avanti rispetto ad agosto, quando si era allo 0,02 per cento. Un soffio più niente.

Aumento del tasso sui conti correnti: può continuare

L’Abi (Associazione bancaria italiana) prevede una ulteriore accelerata per l’aumento dei tassi di interesse sui conti correnti. Del resto incrementi sono già stati disposti per i conti deposito.

Scopri la pagina dedicata ala gestione del risparmio e agli investimenti.

Cosa è cambiato? Semplice, i tassi di interesse della Bce non sono più a zero o addirittura negativi (in quel caso la banca perdeva soldi quando li aveva in deposito). Ora lo scenario è cambiato e le banche possono farsi concorrenza proponendo dei tassi di interesse anche sui conti correnti.

Infatti se prima gli istituti di credito erano “allergici” ai depositi, ora si lavora per migliorare la raccolta a medio e lungo termine.

In pratica: si cercano nuovi clienti e i tassi di interesse offrono una attrattiva importante.

Su questo argomento potrebbe interessarti un post sul conto corrente gratis per reddito: per chi e come ottenerlo; c’è anche un articolo che ti spiega come e perché sono aumentati i costi del conto corrente; e infine c’è un focus che racconta come usare un conto corrente pignorato.

Aumento del tasso sui conti correnti: perché la svolta?

Il cambiamento è stato accelerato dall’aumento del costo sulle Tltro, in pratica le operazioni di rifinanziamento a lungo termine. Si tratta di quei fondi che sono stati concessi dalle banche perché vengano utilizzati per erogare prestiti convenienti a famiglie e imprese.

Questo intervento (che è operativo da novembre) ha avuto un effetto immediato: oggi la liquidità è più ricercata dal mercato. La conseguenza ulteriore è che le banche hanno ora maggiore interesse per la raccolta a medio e lungo termine.

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Aumento del tasso sui conti correnti: i dati

Abbiamo già accennato come il tasso medio sui depositi in conto corrente sia passato dallo 0,04 di agosto allo 0,11 di novembre.

Ok, è poco. Nulla di significativo e parliamo comunque di soldi al netto delle tasse.

In termini concreti significa che oggi 10mila euro rendono 11 invece di 2.

Si tratta però di un aumento significativo, anche perché il conto corrente non è uno strumento di “deposito”, viene utilizzato dai clienti per una serie di servizi., In particolare i pagamenti.

Aumento del tasso sui conti correnti: cambio di prospettiva

Questo nuovo scenario cambia la prospettiva per molte banche. Ovvero, ora è scattata di nuovo la corsa per acquisire correntisti. Un primo segnale arriva dalla Bpm (presto seguiranno altre banche). Ha annunciato ai titolari di conto corrente la riduzione delle spese sulle giacenze.

La banca ha di fatto annullato la maggiorazione che era stata introdotta sulle spese periodiche.

Si sta dunque tornando a una situazione pre Covid. Potrebbe essere vicina una remunerazione più corposa sui conti correnti.

Aumento del tasso sui conti correnti: le strategie

Ovviamente ogni banca adotterà la strategia che ritiene migliore. L’aumento dei tassi è coerente con i rialzi che sono stati disposti dalla Banca centrale europea. Ci sarà dunque concorrenza tra le banche su questo fronte.

Gli analisti consigliano però di non aspettarsi delle vere rivoluzioni sulla retribuzione delle giacenze. Si andrà avanti per gradi, ma la situazione viaggia ormai verso quella direzione.

Aumento del tasso sui conti correnti: la cattiva notizia

Le buone notizie non vengono mai da sole per i contribuenti. Infatti a bilanciare l’aumento degli interessi per chi ha soldi in deposito, è arrivato l’aumento dei costi per i correntisti.

C’è stata infatti una modifica delle condizioni. In particolare per  i canoni a zero euro (che ora spesso hanno un costo). 

Il motivo? L’inflazione. Da febbraio a settembre del 2022 il costo dei conti correnti fisici (non quelli digitali, dunque) è cresciuto del 6,7 per cento. Si è passati da una spesa annua di 136 euro a una di 145.

Nell’immagine del denaro, degli appunti e una calcolatrice per verificare l’aumento dei tassi sui conti correnti

Aumento del tasso sui conti correnti: penalizzati i vecchi clienti

C’è un dato che è paradossale sui conti dei conti correnti. Le banche continuano a penalizzare i clienti più fedeli. Cosa significa? Più è longevo il conto corrente e maggiori sono i costi.

Un esempio pratico:

Evidentemente le banche puntano su un dato acquisito: la mobilità della clientela nel settore è molto bassa. Negli ultimi cinque anni su 10 correntisti 8 sono rimasti con lo stesso istituto di credito. 

I clienti più fedeli farebbero bene a controllare tutti gli oneri che gravano sui conti, soprattutto chi ha un conto di lunga durata. Potrebbe trovare delle sgradite sorprese, come costi anomali, sproporzionati o insostenibili.

In questo caso sarebbe opportuno chiedere di ricontrattare le condizioni o di cambiare banca (il passaggio a un altro istituto è senza costi e molto più semplice e veloce di prima).

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