Aumento delle pensioni, invalidi esclusi

Aumento delle pensioni, invalidi esclusi: il nuovo decreto Aiuti sarà pubblicato a breve, una categoria è stata penalizzata. La rivalutazione degli importi non sarebbe stata prevista per chi riceve dei trattamenti assistenziali. La conferma dovrebbe arrivare tra poche ore.

5' di lettura

Aumento delle pensioni, invalidi esclusi: il governo avrebbe deciso di non includere i trattamenti assistenziali nella rivalutazione degli importi. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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È più di una indiscrezione purtroppo, ma la conferma ufficiale arriverà solo dopo che il testo del nuovo decreto Aiuti sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (manca poco ormai).

Sarebbero dunque penalizzati gli assegni sociali e gli assegni per l’invalidità civile. Per questi trattamenti la rivalutazione dovrebbe scattare il primo gennaio, come sempre dunque. Non è stato previsto nessun anticipo.

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Aumento delle pensioni: scelta insolita

Una scelta atipica: in genere la rivalutazione delle pensioni (ma anche gli aumenti pensionistici) riguarda sempre le misure previdenziali e quelle assistenziali.

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In questo caso è stata preferita una strada diversa. E l’incremento del 2% (più un altro 0,2, la differenza tra il tasso provvisorio del 2021, 1,7% e quello effettivo 1,9%), potrebbe essere dunque negato al chi riceve dei trattamenti assistenziali.

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Aumento delle pensioni: penalizzato chi è in difficoltà

Un controsenso: se infatti questo provvedimento serviva per aiutare le persone in difficoltà a far quadrare i conti dopo che la svalutazione galoppante ha ridotto il potere d’acquisto degli attuali importi, ebbene si è deciso di penalizzare proprio i cittadini che sono più in difficoltà: hanno dei trattamenti assistenziali al di sotto della soglia di povertà e sono cittadini fragili (oltre a essere invalidi e con redditi inferiori a 5.000 euro).

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Aumento delle pensioni: solo a gennaio per gli invalidi civili

Bisognerà dunque aspettare gennaio, quando la rivalutazione potrebbe essere dell’8% (ma non si escludono percentuali più alte soprattutto se, come si prevede, il costo dell’energia dovesse subire in autunno una nuova e significativa impennata).

Aumento delle pensioni: assegni sociali

Non saranno aumentati dunque neppure gli assegni sociali. Avrebbero dovuto salire a 478 euro (dai 468 di ora). E invece niente.

In molti speravano – così dicevano tutte le indiscrezioni – in una riproposizione del bonus 200 euro, che avrebbe dato un po’ di respiro e consentito di affrontare con qualche ansia in meno l’inverno che verrà.

Niente, neppure quello.

Aumento delle pensioni: a breve la conferma

Se ne saprà comunque di più nelle prossime ore o al limite all’inizio della prossima settimana. Lascia interdetto anche il silenzio di tutti i partiti su questa decisione. Una parte dei sindacati ha parlato di “elemosina per pensionati e lavoratori”. Non una parola sugli invalidi civili, che non hanno avuto diritto neppure a quella.

Aumento delle pensioni: la retromarcia

Del resto comunque non c’è da rallegrarsi neppure per i pensionati che riceveranno l’incremento: un 2,2% in più per tre mesi. Complessivamente in tre mesi un pensionato che ricevere 1.000 euro al mese percepirà 66 euro in più.

Anche in questo caso è stata una lenta retromarcia, le indiscrezioni hanno gradualmente ridimensionato la portata degli aumenti:

  • si è partiti con una rivalutazione del 7% per sei mesi;
  • subito dopo rivalutazione del 3% per sei mesi;
  • quindi rivalutazione del 2,2% per sei mesi;
  • e infine, come sembra, rivalutazione del 2,2% per tre mesi.

Meno di una elemosina.

Aumento delle pensioni: costi eccessivi, ma…

Evidentemente il governo si è fatto i conti: la rivalutazione avrebbe avuto costi eccessivi e non avrebbe reso possibile l’intervento sul cuneo fiscale (taglio complessivo dei contributi dell’1,8%) che ha portato un discreto aumento del netto in busta paga per milioni di lavoratori.

Per alcuni stipendi, in particolare quelli che già ricevono paghe più alte, l’incremento in busta paga sfiora o supera i 70 euro.

Sicuri che parte di quei soldi non poteva essere dirottato altrove?

L’esecutivo ha dovuto anche adottate provvedimenti per ridurre il peso delle bollette su famiglie, imprese e pensionati. Bollette che, come accennato, potrebbero aumentare del 100% prima dell’inverno (e in coincidenza con l’accensione degli impianti di riscaldamento).

Aumento delle pensioni: amarezza

Resta l’amarezza per la possibile esclusione degli invalidi civili dalla platea dei beneficiari di questo piccolo aumento. Difficile non leggere in questa scelta anche una sottovalutazione delle difficoltà a cui vanno incontro persone con non hanno più la possibilità di lavorare (per una menomazione o una patologia) e che sono costrette a sopravvivere con trattamenti assistenziali indecorosi per un Paese civile.

Si capisce il momento: la crisi sta erodendo le fondamenta stesse del nostro sistema economico, ma gli ultimi dovrebbero essere i primi ad essere aiutati.

Si è preferito intervenire altrove. Evidentemente chi sopravvive grazie a un trattamento previdenziale non è un buon consumatore (e come farebbe?), non può quindi incidere in modo positivo sulla ripresa.

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