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Home / Pensioni / L’aumento delle pensioni minime a 1000 euro slitta al 2024?

L’aumento delle pensioni minime a 1000 euro slitta al 2024?

Nel discorso alla Camera di Giorgia Meloni sono chiare le priorità della Legge di Bilancio: tra queste non c’è l’aumento delle pensioni minime a 1000 euro.

di Chiara Del Monaco

Ottobre 2022

Durante il suo discorso programmatico, con cui ha chiesto al Parlamento la fiducia per il suo nuovo Governo, Giorgia Meloni ha indicato i provvedimenti che hanno la priorità e che vanno inseriti nella prossima Legge di Bilancio. Tuttavia, tra le misure urgenti non si fa cenno all’aumento delle pensioni minime a 1000 euro. Vediamo perché (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Realizzare il programma illustrato dalla coalizione di centrodestra in campagna elettorale, che ha poi guadagnato la vittoria alle ultime elezioni, non sarà affatto facile. In effetti, già dal discorso di Giorgia Meloni, presidente del Consiglio dei Ministri in carica, si può immaginare che qualche misura sarà lasciata indietro.

Tra i provvedimenti che probabilmente saranno rinviati alla legge di Bilancio del 2024 rientra l’aumento delle pensioni minime a 1000 euro: argomento dibattutto da anni da più coalizioni politiche.

Indice

Aumento delle pensioni minime a 1000 euro: quanti soldi servono

Prima di addentrarci nel motivo per cui l’aumento delle pensioni minime a 1000 euro potrebbe non realizzarsi con la prossima Legge di Bilancio, cerchiamo di chiarire quanto costerebbe attuare una misura del genere.

Nel 2022 l’importo minimo delle pensioni integrate è di 524 euro. Considerato che in base ai dati INPS aggiornati al 2018 le pensioni pari o inferiori al minimo sono circa 7,9 milioni, viene spontaneo pensare che un rialzo dei minimi comporterebbe un aumento significativo dell’assegno e quindi una spesa non indifferente da parte dello Stato.

Calcolare il costo preciso dell’aumento delle pensioni minime a 100 euro non è facile, ma ci si può fare un’idea proponendo due stime: una che considera lo scenario secondo cui la totalità delle prestazioni assistenziali (il cui importo medio è inferiore a 13mila euro annui) venga integrato fino ad arrivare a 1000 euro al mese; e una seconda stima in base alla quale ciascun beneficiario di pensione minima ottiene un solo assegno pari all’importo medio.

Per quanto riguarda la prima stima, è bene sapere che le pensioni assistenziali hanno un importo medio di 5.799 euro annui; quindi, per arrivare a 13mila euro occorrerebbe un’integrazione di 7.201 euro all’anno per ciascuna prestazione. La spesa totale ammonterebbe a circa 31 miliardi di euro, da aggiungere ai 25 che già si spendono per questo tipo di pensioni.

In merito alla seconda stima, invece, chiariamo innanzitutto che le pensioni non superiori al minimo costano ogni anno poco più di otto miliardi alle casse dello Stato, per un importo medio di 3.791 euro per più di due milioni di individui. Per integrare le pensioni di ciascun beneficiario fino a 13 mila euro annui sarebbero necessari poco più di 9 mila euro in più all’anno, per un totale di 19,8 miliardi. Inoltre, se a queste pensioni aggiungiamo anche le pensioni fino a due volte il minimo, il costo aumenterebbe ulteriormente, fino a raggiungere circa 33 miliardi di euro.

Scopri la pagina dedicata a tutti i tipi di pensioni, sociali e previdenziali. Leggi a chi non spetta il pagamento dell’aumento della pensione a novembre 2022.

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Aumento delle pensioni minime a 1000 euro: perché è a rischio

All’inizio del nostro approfondimento abbiamo detto che l’aumento delle pensioni minime a 1000 euro potrebbe non verificarsi con la prossima legge di Bilancio, e slittare invece al 2024. Il motivo è legato alle misure previste dal programma del nuovo Governo e alle risorse disponibili per metterle in pratica.

Nel suo discorso alla Camera, Giorgia Meloni ha infatti indicato quali provvedimenti sono prioritari e vanno necessariamente inseriti nella prossima manovra finanziaria e quali invece dovranno essere rinviati. In poche parole, i soldi a disposizione sono pochi e le emergenze sono tante, quindi bisogna fare una scelta tra le misure previste dal programma di Fratelli d’Italia.

Per esempio, dati i tempi stretti e l’urgenza della situazione, ciò su cui si andrà a intervenire è sicuramente il contrasto al caro-energia, attraverso gli sconti sulle bollette per famiglie e imprese. In tal senso, l’obiettivo del Governo è di confermare gli attuali sostegni contro il caro-energia nel primo trimestre del 2023. Solo per questo servono almeno 15 miliardi di euro.

Un’altra misura prioritaria rispetto all’aumento delle pensioni minime a 1000 euro è il taglio delle accise su benzina e carburanti da 30 centesimi più Iva, per cui sono necessari 3 miliardi di euro, a cui si aggiungono altri 4,7 miliardi al mese per il credito d’imposta rafforzato per le aziende

Ancora non è chiaro se ci sarà o meno il nuovo bonus 150 euro, che seguirà in maniera quasi identica la linea del bonus 150 euro in arrivo da novembre 2022. Inoltre, il Governo sta ragionando anche su una moratoria di sei mesi sul pagamento delle bollette o su una loro rateizzazione, ma anche qui nessuna certezza in merito.

Di fronte alle misure che sicuramente devono essere inserite nella nuova Legge di Bilancio, è chiaro che le risorse rimanenti per completare il programma di Meloni non sono sufficienti e quindi qualcosa slitterà all’anno successivo. Tra i provvedimenti a rischio c’è per esempio la flat tax: a riguardo, Meloni ha dichiarato di voler innalzare la soglia della tassa piatta per le partite Iva da 65mila a 100mila euro di reddito annuo, da accompagnare alla flat tax sui redditi incrementali, eppure nel suo discorso non c’è alcun riferimento alla prossima manovra finanziaria.

Infine, come forse ci si poteva aspettare, è ormai un fatto certo che l’aumento delle pensioni minime a 1000 euro sarà slittata al 2024, penalizzando ancora una volta una larga fetta dei cittadini che con la propria pensione non riesce ad vivere in maniera dignitosa.

Aumento delle pensioni minime a 1000 euro rinviato?

Aumento delle pensioni minime a 1000 euro: niente aumento pensioni di invalidità

Analogamente all’aumento delle pensioni minime a 1000 euro che rischia di sloittare al 2024, un altro aumento che non sarà messo in pratica neanche questa volta riguarda l’importo delle pensioni di invalidità.

Come per gli altri trattamenti pensionistici, anche le pensioni d’invalidità sono stato spesso dibattute, creando un circolo continuo di aspettativa e delusione per chi si trova in forte difficoltà economica, oltre che in condizioni di salute precarie.

In ogni caso, per avere maggiori dettagli sull’aumento delle pensioni minime a 100 euro, così come tutte le altre prestazioni da rafforzare o da realizzare per il 2023 bisogna attendere la stesura della nuova manovra finanziaria.

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