Aumento delle pensioni: scatta dal 2023

Aumento delle pensioni: scatta dal 2023 l'adeguamento alla rivalutazione Istat delle pensioni, sarà versato dal primo gennaio, compresi gli arretrati. Vediamo di quanto si tratta e a chi spetta l'incremento. Cosa cambia per le contribuzioni: variano anche massimali e minimali.

4' di lettura

Aumento delle pensioni: scatta dal 2023 la rivalutazione degli importi rispetto al calcolo al ribasso che è stato fatto dall’Inps. Come sapete per il 2022 l’incremento degli assegni deciso dall’Istituto di previdenza sociale, per effetto della svalutazione, è stato dell’1,7%, anche se l’Istat ha certificato un tasso di inflazione definitivo dell’1,9%. (aggiungiti al gruppo Telegram sulle pensioni e sulle notizie legate al mondo della previdenza. Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

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Uno 0,2% in meno che non verrà recuperato subito. Ma a partire dal primo gennaio del 2023, quando sarà anche versato un conguaglio con gli arretrati.

Lo ha comunicato l’Inps nella Circolare numero 15 del 2022. La stessa che ha fissato minimi e massimi per il calcolo delle contribuzioni che sono dovute ai fini previdenziali e assistenziali.

Aumento delle pensioni: rivalutazione

La rivalutazione viene applicata ogni anno in base all’inflazione. E si tratta di un calcolo provvisorio rispetto all’anno appena terminato e definitivo rispetto a quello precedente.

I valori sono indicati in un decreto emesso annualmente dal ministero dell’Economia e Finanze.

Lo scorso anno il valore è stato fissato all’1,7%. Ed era quello venuto fuori dai primi nove mesi del 2021. Ma nei periodi successivi (ottobre, novembre e dicembre), l’inflazione ha continuato la sua corsa al rialzo. E l’Istat ha certificato che il tasso di svalutazione complessivo del 2021 è stato dell’1,9%.

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Aumento delle pensioni: a quanto ammonta

Un incremento che ha imposto anche una rivalutazione delle pensioni (che era stato calcolato sull’1,7% di svalutazione). Gli importi però non verranno adeguati subito, ma a partire dal prossimo anno.

Insieme allo 0,2% si aggiungerà – ovviamente . Anche il tasso Istat di previsione del 2022 che sarà diffuso entro novembre.

Come potete immaginare quello 0,2% non può rappresentare una cifra rilevante. Ma si tratta comunque di soldi che spettano.

Per una pensione di 2.000 euro al mese, si tratta di 4 euro lordi mensili e 50 euro lordi di arretrati.

Aumento delle pensioni: minimali e massimali

Il coefficiente Istat dell’1,9% verrà già utilizzato per fissare i minimali e i massimali che i datori di lavoro dovranno versare per i contributi ai dipendenti.

Nel 2022 il minimale giornaliero da assoggettare a contributi sarà quindi di 49,51 euro (che equivale al 9,25% di 525,38 euro, il nuovo minimo di pensione).

Lo stipendio minimo contributivo mensile (con 26 giornate di lavoro) sale a 1.297,66 euro.

Il minimo giornaliero è stato fissato a 27,73 euro e 7,49 euro il minimale orario per i lavoratori dipendenti in part time.

Aumento delle pensioni: stipendio minimo

Sale anche lo stipendio minimo indispensabile per l’accredito di una annualità ai fini della pensione ai lavoratori dipendenti del settore privato.

Infatti, il limite di accredito per i contributi obbligatori e figurativi è fissato al 40% del trattamento minimo di pensione (per il 2022), serve uno stipendio di almeno 10.928 euro l’anno per avere 52 settimane accreditate ai fini della pensione.

Un dato che riguarda in particolare i lavoratori part time, che hanno retribuzioni annue più basse.

La rivalutazione “rivista” ha di fatto comportato anche l‘aggiornamento del massimale annuo per gli assicurati che scelgono il contributivo puro.

Nel 2022 non si versano i contributi sulle somma che eccedono 105.014 euro annui.

Il contributo aggiuntivo dell’1% viene invece applicato sulle cifre che superano i 48.279 euro.

Aumento delle pensioni: congedo straordinario

È stato anche aggiornato il tetto massimo per la retribuzione da percepire durante il congedo straordinario (legge 104) erogato ai lavoratori che assistono un familiare con disabilità grave (sono compresi anche i contributi obbligatori, che sono a carico dell’amministrazione pubblica): per il 2022 non può superare la soglia del 49.664 euro.

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