Aumento pensione minima 2022: metodo Prodi o metodo Conte?

Aumento pensione minima 2020 e rivalutazione pensioni: scopri le ultime novità sugli importi.

4' di lettura

Aumento pensione minima in vista con la nuova Legge di Bilancio? Vediamo le ultime novità in merito e le ipotesi sul tavolo del governo guidato da Mario Draghi. (entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook)

Nell’articolo parleremo di:

  • Aumento delle pensioni minime nel 2022
  • Meccanismo di rivalutazione delle pensioni
  • Progetti del governo per il sistema pensionistico

INDICE

Aumento pensione minima – come funziona?

La pensione minima è un trattamento che spetta a chi ha pensioni troppo basse per sostenere lo standard che garantisce una vita dignitosa. La cifra, come potete intuire, cambia ogni anno e si adatta a quello che viene definito costo della vita. Una stima realizzata attraverso gli indici ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica). In sostanza la pensione si adegua, o dovrebbe farlo almeno, al livello di spesa media registrata in Italia.

Questo meccanismo di adeguamento viene chiamato rivalutazione. Nel 2021 abbiamo visto l’importo della pensione minima aumentare dello 0,5% rispetto al 2020. Così che il trattamento minimo è salito a 515 euro per chi rispettava alcuni requisiti di reddito. Nel 2022 l’importo potrebbe registrare un ulteriore aumento di  26 euro circa per i pensionati fra i 60 e i 64 anni e di 83 euro al mese per chi ha fra 64 e 69 anni.

aumento pensione minima 2022 draghi conte prodi

L’aumento massimo, da 515 a 651 euro, spetta ai pensionati che hanno compiuto i 70 anni e possiedono un reddito personale non superiore a 8.469,63 euro o coniugale non maggiore 14.447,42 euro. Grazie all’incremento al milione, questi importi  passeranno direttamente a 651,51 euro.

La pensione minima va richiesta all’INPS ed è regolata dalla L. n. 638/1983.

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Pensione minima – A chi spetta? I requisiti

Se il pensionato non è sposato, ha diritto:

  • All’integrazione della pensione in misura piena, se il reddito annuo non supera 6.702,54 euro;
  • All’integrazione della pensione in misura parziale, se il reddito annuo è superiore a 6.702,54 euro ma inferiore a 13.405,08 euro.

Se il pensionato è sposato ha diritto:

  • All’integrazione della pensione in misura piena, se il reddito annuo complessivo proprio e del coniuge non supera 20.107,62 euro ed il reddito singolo non supera 10053,81 euro;
  • All’integrazione della pensione in misura parziale, se il reddito annuo complessivo proprio e del coniuge supera 20.107,62 euro, ma è inferiore a 26.810,16 euro ed il reddito singolo non supera i 13.405,08 euro.

Sono esclusi dal calcolo della soglia reddituale: 

  • Redditi esenti da IRPEF (pensioni di guerra, rendite Inail, pensioni degli invalidi civili, trattamenti di famiglia eccetera);
  • Pensione da integrare al minimo;
  • Reddito della casa di abitazione;
  • Arretrati soggetti a tassazione separata.

A dicembre ai pensionati spetta una mensilità aggiuntiva di pensione, detta tredicesima. Alcuni di loro, nell’ultimo mese dell’anno, ricevono anche un “bonus” fino a 154,94 euro. Per ottenerlo si devono rispettare questi requisiti di reddito:

  • Importo complessivo fra pensionato e coniuge inferiore a 6.702,54 euro. In caso di importi superiori a questa cifra e inferiore a 6857,48 euro, il bonus sarà uguale alla differenza (esempio: 6857,48, – 6757,48 euro = 100 euro di bonus)
  • Reddito individuale pari o inferiore a 10.053, 81 euro, che diventano 20.107,62 euro in caso di pensionato coniugato

Il “bonus” fino a 154,94 euro viene riconosciuto d’ufficio, quindi in automatico. Il pensionato può comunque fare domanda di ricostituzione all’INPS, se rispetta tutti i requisiti.

Rivalutazione Pensioni – Metodo Prodi o Metodo Conte?

La rivalutazione dovrebbe applicarsi anche a tutte le altre pensioni, come quelle di vecchiaia e quelle pensioni anticipate. Il governo, probabilmente, adopererà metodi di rivalutazione già utilizzati dai precedenti esecutivi. Sul tavolo ci sono anche due ipotesi ribattezzate “Metodo Prodi” o “Metodo Conte”.

Nel primo caso le pensioni potrebbero avere un aumento fra 126 e 1500 euro lordi per i trattamenti fino a tre volte la pensione minima. Cifra che scenderebbe a 1027 euro annuali per gli assegni più importanti. Con il metodo Conte l’aumento annuale medio andrebbe dai 126 ai 484 euro annui. 

Se hai delle domande sull’aumento della pensione minima, scrivici su Instagram.

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