Aumento pensione più Bonus 150 euro: quanti soldi in più?

Aumento pensione: vediamo quanti soldi in più arriveranno tra ottobre e dicembre, per la rivalutazione, il mini-conguaglio, la tredicesima e i due Bonus da 150 e 200 euro.

6' di lettura

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INDICE:

Aumento pensione e Bonus 200 euro: a chi?

Da ottobre a dicembre, i pensionati riceveranno qualche euro in più di pensione e godranno di un nuovo contributo economico voluto dal Governo Draghi: il Bonus 150 euro.

Soldi in arrivo, dunque, per i titolari di trattamenti previdenziali e assistenziali in virtù dell’aumento pensione dettato dalla rivalutazione anticipata del 2% inserita nel primo Decreto Aiuti, del mini-conguaglio dello 0,2% da erogare a novembre e del sussidio da 150 euro in arrivo, secondo le ultime indiscrezioni, a novembre.

Il cedolino di ottobre, per alcuni pensionati, potrebbe essere addirittura più corposo: una piccola fetta di beneficiari, infatti, non ha ancora ricevuto il Bonus 200 euro, erogato, alla stragrande maggioranza degli aventi diritto, nei mesi di luglio e agosto.

Chi non lo ha ancora ricevuto? I pensionati italiani che vivono all’estero, ad esempio, oppure chi è andato in pensione dal 1° luglio e, quindi, pur possedendo i requisiti (in primis quello reddituale del limite massimo di 35.000 euro dichiarati nel 2021) non ha ancora ricevuto quanto gli spetta.

Scopri la pagina dedicata a tutti i tipi di pensioni, sociali e previdenziali. Dai un’occhiata anche a come aumenterà la pensione da ottobre a gennaio 2022.

Nei prossimi paragrafi, dunque, calcoleremo quanti soldi in più arriveranno nelle tasche dei pensionati, da ottobre a dicembre 2022, grazie all’aumento pensione e ai Bonus da 200 e 150 euro.

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Aumento pensione: cosa accadrà a ottobre?

Abbiamo descritto quanto accadrà a partire da ottobre, con un incremento degli importi delle pensioni per effetto della rivalutazione anticipata del 2%, del conguaglio della perequazione 2021 e dei Bonus 200 euro e 150 euro.

A ottobre è previsto l’aumento pensione. Gli importi degli assegni cresceranno del 2%: nulla di straordinario, se si pensa che la pensione minima di 524 euro riceverà un incremento di 11 euro lordi e che le pensioni di 1.000 euro godranno di un “premio” da 20 euro lordi.

Qualche euro in più toccherà ai pensionati che ricevono assegni da 1.500 e 2.000 euro, con incrementi, rispettivamente, di 30 e 40 euro lordi a ottobre. Ricordiamo che dalla rivalutazione anticipata sono esclusi i trattamenti previdenziali di importo superiore a 2.692 euro lordi al mese.

Oltre all’aumento pensione, come abbiamo anticipato in apertura di articolo, alcuni pensionati godranno pure del Bonus 200 euro, se non l’hanno ancora ricevuto (la misura è una tantum, spetta soltanto una volta).

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Aumento pensione: cosa accadrà a novembre?

A novembre è atteso un ulteriore incremento degli importi delle pensioni. L’aumento è prodotto dal conguaglio della rivalutazione 2021: lo 0,2% non è altro che la differenza tra l’inflazione calcolata in via provvisoria (1,7%) e quella effettiva (1,9%).

Lo 0,2% non goduto dai pensionati verrà aggiunto alle pensioni a partire dal mese di novembre. Quindi, comprendendo l’anticipo della rivalutazione previsto a ottobre, gli importi delle pensioni cresceranno del 2,2%.

Facciamo un esempio: la pensione minima di 524 euro, a novembre e dicembre 2022 tredicesima compresa, verrà incrementata di 11.53 euro lordi al mese; le pensioni di 1.000 euro avranno un incremento di 22 euro lordi al mese.

Gli assegni di 1.500 e 2.000 euro, invece, riceveranno un aumento, rispettivamente, di 33 e 44 euro lordi al mese.

Ma il “pezzo forte” a novembre sarà sicuramente il Bonus 150 euro, che l’INPS erogherà automaticamente ai pensionati con un reddito personale pari o inferiore a 20.000 euro lordi dichiarato nel 2021.

Per fare un esempio, un assegno di 1.000 euro lordi erogato fino a settembre 2022 arriverà a 1.020 euro lordi a ottobre (più il Bonus 200 euro per chi non lo ha ricevuto in estate), per salire ulteriormente a novembre aggiungendo il Bonus 150 euro (che non sarà tassato) e il conguaglio dello 0,2% lordo.

Aumento pensione: cosa accadrà a dicembre?

A dicembre, infine, è attesa la tredicesima mensilità, anche questa aumentata del 2% per chi riceve un assegno mensile non superiore a 2.692 euro lordi.

Ricordiamo che, se l’assegno è inferiore alla pensione minima (pari o inferiore a 6.816,55 euro l’anno), alla tredicesima viene aggiunto un bonus da 154,94 euro. La misura sarà parziale per chi ha un reddito compreso tra i 6.816,55 euro e 6.971,49 euro.

Come si calcola l’importo? Se il pensionato riceve l’assegno previdenziale dal gennaio 2022 avrà diritto a tutto il valore della tredicesima (se il suo assegno è di 1.000 euro al mese, riceverà altri 1.000 euro di tredicesima a dicembre).

L’importo, maggiorato del 2,2%, crescerà di 22 euro lordi. Quindi, a dicembre, un pensionato che riceve 1.000 euro lordi di pensione, incasserà 2.000 euro più altri 44 euro lordi di rivalutazione e conguaglio.

Se il pensionato è andato in pensione durante l’anno, ad esempio ad aprile, avrà diritto alla tredicesima ma calcolata in base ai mesi da pensionato: in questo caso 9 (aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre e dicembre 2022).

In questo caso sarà necessario effettuare questa formula per conoscere l’importo della tredicesima: 1.000 euro x 9 mesi = 9.000 euro diviso 12 mesi di un anno solare = 750 euro di tredicesima.

Quindi, a dicembre, il pensionato riceverà 1.750 euro di pensione più tredicesima e un aumento di 38,50 euro lordi tra rivalutazione e conguaglio.

Aumento pensione: cosa accadrà nel 2023?

Tutto questo, in attesa che arrivi la maxi-rivalutazione prevista per il 2023, calcolata in base alla percentuale di inflazione che si è registrata quest’anno.

Attualmente la quota è dell’8%: significa che, al netto della rivalutazione anticipata del 2%, gli importi delle pensioni (già modificati a ottobre) aumenterebbero del 6%.

Il 100% della rivalutazione ordinaria spetterà a chi riceve una pensione non superiore a 2.097 euro.

Altrimenti, a chi riceve un assegno compreso tra i 2.097 euro e i 2.621 euro, spetta una rivalutazione al 90%, mentre a chi incassa una pensione superiore a 2.621 euro spetterà una rivalutazione del 75%.

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