Aumento pensioni militari con l’ausiliaria: come funziona

Aumento pensioni militari con l’ausiliaria: come funziona il ricalcolo della pensione e l'indennità speciale. Diritti e doveri dei lavoratori.

4' di lettura

Aumento pensioni militari – Per il personale militare esiste un particolare regime lavorativo che prende il nome di «ausiliaria», una sorta di pensione con reperibilità che dà diritto a un’indennità e alla riliquidazione della pensione (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Le domande che ci sono arrivate in redazione evidenziano quanto questa opzione sia poco conosciuta dal personale in servizio, che si chiede anche se effettivamente valga la pena di usufruire del cosiddetto «collocamento in ausiliaria».

In questo articolo spiegheremo meglio cos’è l’aumento pensioni militari con l’ausiliaria e quali sono diritti e doveri dei lavoratori.

Ricordiamo, inoltre, che da giugno saranno riconosciuti aumenti a tutti i dipendenti pubblici e ci saranno anche i conguagli di alcuni arretrati. Pertanto, vi invitiamo a leggere questo approfondimento sul tema. Se invece sei interessato alle altre rivalutazioni pensionistiche del 2022 (anche dovute alla rimodulazione dell’Irpef), leggi questa guida.

INDICE

Aumento pensioni militari, cos’è l’ausiliaria

Il militare che termina il periodo di servizio può decidere di essere collocato in regime di ausiliaria, ossia rimanere a disposizione del ministero di riferimento, per un periodo massimo di 5 anni.

Si tratta di una sorta di pensione con reperibilità. In caso di bisogno la Pubblica amministrazione ha la possibilità di richiamare in servizio il militare, ma solo nell’ambito della sua provincia di residenza.

Questa scelta è opzionale e determina sia l’erogazione di un’indennità annuale lorda, che l’aumento pensioni militari.

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Aumento pensioni militari, chi può chiedere l’ausiliaria

Generalmente, il periodo di servizio termina a 60 anni (si chiama, in gergo, età ordinamentale). In quell’occasione si può decidere se essere collocati in ausiliaria o in regime di pensione ordinaria.

In alternativa al raggiungimento dell’età pensionabile c’è anche l’anzianità di servizio, che è fissata a 40 anni (sai che c’è chi può andare in pensione con soli 15 anni di contributi?).

Meglio sottolineare che l’ausiliaria spetta solo ai militari e nello specifico alle Forze Armate (Esercito, Marina e Aeronautica) e alle Forze di Polizia ad ordinamento militare (Carabinieri e Guardia di Finanza).

Aumento pensioni militari, l’ausiliaria: gli obblighi

Chi viene collocato in ausiliaria non può svolgere un’altra attività lavorativa, altrimenti perde tutti i benefici che derivano dal regime speciale.

Inoltre, è possibile rifiutare di tornare in servizio se richiamati, ma solo una volta. Il secondo rifiuto determina la revoca dell’ausiliaria.

Aumento pensioni militari, l’ausiliaria: l’indennità

Chi viene posto in ausiliaria ha diritto al versamento di un’indennità annua lorda, di tredici mensilità (scopri invece cos’è e a chi spetta la quattordicesima), che prende il nome di «indennità ausiliaria».

Il suo importo non è facile da calcolare, consigliamo quindi di rivolgersi a consulenti fiscali per avere una proiezione affidabile. Ecco comunque la regola generale per calcolarlo:

L’importo dell’indennità ausiliaria è pari al 50% della differenza fra lo stipendio tabellare di un pari grado in servizio della stessa età e gli importi indicati nella pensione (che spetta in aggiunta all’indennità). Nello specifico, vengono considerate a una a una le diverse voci stipendiali e pensionistiche, come:

  • l’indennità operativa di base;
  • l’indennità di aeronavigazione;
  • l’assegno pensionabile;
  • l’indennità di parziale omogeneizzazione;
  • l’assegno funzionale.

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Aumento pensioni militari con l’ausiliaria

Al termine dell’ausiliaria (massimo 5 anni), anche se non si è stati richiamati in servizio, si ha diritto al ricalcolo della pensione.

Si tiene quindi conto anche dei nuovi anni trascorsi in ausiliaria, con relativo incremento dell’importo dovuto sia al nuovo coefficiente di trasformazione (vale quello vigente alla data di cessazione dell’ausiliaria) che ai nuovi contributi versati.

Ci sarà un aumento visibile anche perché da quel momento non ci sarà più la trattenuta previdenziale del 10% applicata sull’indennità ausiliaria.

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