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Aumento pensioni minime: a luglio con gli arretrati

Aumento pensioni minime: a luglio con gli arretrati, sono quelli attesi da gennaio.

di The Wam

Maggio 2023

Aumento pensioni minime, arriveranno a luglio insieme agli arretrati: se va bene con sette mesi di ritardo. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Ci riferiamo in particolare ai 600 euro che avrebbero dovuto essere garantiti a chi ha più di 75 anni. Nelle intenzioni dell’esecutivo, e in particolare di Forza Italia, quell’incremento doveva essere un passaggio intermedio per arrivare alla soglia dei 1.000 euro, come era stato ripetutamente promesso in campagna elettorale (e che conti alla mano sembra ben più di un miraggio).

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È passato l’inverno, tra qualche mese inizia l’estate, ma quell’aumento, che avrebbe fatto comodo a tanti anziani costretti a combattere ogni giorno per far quadrare i conti, non si è ancora visto.

Il motivo? Molto probabilmente è più difficile del previsto individuare la platea dei beneficiari. Una ragione un po’ paradossale: in genere non si verifica prima il numero delle persone che hanno diritto a una determinata misura prima di adottarla? Senza quel calcolo preliminare, come è già accaduto per diversi trattamenti pensionistici, si rischia che una misura venga prima approvata e poi cancellata subito perché ritenuta troppo costosa. Generando confusione tra pensionati e pensionandi già alle prese con una marea indistinta di trattamenti (spesso raggiungibili solo sulla carta).

Comunque, cosa sono e a chi spettano questi aumenti e quando saranno accreditati agli anziani che hanno i requisiti necessari per riceverli? Vediamo.

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Aumento pensioni minime: Legge di Bilancio

Gli aumenti sono stati previsti nella Legge di Bilancio. Sono stati disposti per dare un sostegno economico agli anziani con più di 75 anni (ma, come vedremo, non solo) che ricevono un assegno pensionistico uguale o inferiore al trattamento minimo INPS.

Gli importi per effetto della rivalutazione ordinaria sono aumentati a gennaio (per tutte le pensioni) del 7,3 per cento (ma gennaio dovranno essere adeguati all’8,1 per cento a gennaio 2024). L’assegno minimo è così arrivato a 563,73 euro. Ok, fin qui ci siamo: questo incremento c’è stato.

Il governo ha poi stabilito una maggiorazione per i beneficiari della pensione minima, che avrebbe dovuto essere calcolata sul trattamento ricevuto fino al 31 dicembre del 2022.

Aumenti che sarebbero stati differenziati in base all’età:

Nel 2024 queste maggiorazioni saranno annullate, ma si avrà un incremento aggiuntivo del 2,7 per cento rispetto alla rivalutazione (che si stima possa essere del 5,3 per cento) sulla base del nuovo trattamento minimo che l’INPS non ha ancora definito. In questo caso non è prevista alcuna distinzione di età (la cifra dovrebbe essere intorno ai 15 euro in più al mese).

Nel 2025 saranno azzerati tutti questi incrementi aggiuntivi.

Si tratta dunque di misure temporanee, della durata di due anni, e che devono (e dovranno) essere applicate a prescindere dalla rivalutazione all’inflazione.

Già, ma quando?

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Aumento pensioni minime: forse luglio

Per ora il governo non ha rilasciato delle comunicazioni ufficiali. Il problema sarebbe stato individuato nel testo dell’emendamento inserito nella manovra di Bilancio: non è così dettagliato da consentire di individuare in modo preciso la platea dei possibili beneficiari degli incrementi aggiuntivi (che è stimata intorno ai 2 milioni di pensionati).

L’INPS, nei primi giorni di aprile, ha diffuso una circolare che descrive i criteri di massima per l’applicazione della normativa. Subito dopo ci sono state delle comunicazioni con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per fare chiarezza su diversi aspetti del provvedimento che non erano chiari o che comunque sono rimasti in sospeso.

Dopo una serie di valutazioni incrociate si è arrivati a una determinazione. E questo lascia intendere che, considerati i tempi tecnici dell’ente di previdenza per adeguare gli importi, i primi aumenti dovrebbero essere accreditati ai pensionati a luglio.

Aumento pensioni minime: arretrati

Se tutto procede senza intoppi (le sorprese sono sempre in agguato), insieme agli aumenti potrebbero essere riconosciuti ai pensionati anche gli arretrati. Sarà possibile comunque, solo se tra ministero e INPS ci sarà una accelerazione consistente nella definizione della questione a giugno.

Per le pensioni ai superstiti che risultano cointestate e con pagamento disgiunto, la rivalutazione viene calcolata sulla pensione complessiva e il beneficio ripartito in proporzione alla percentuale di pensione che spetta a tutti gli aventi diritto.

Il costo dell’operazione per le casse dello Stato ammonta a 480 milioni di euro nel 2023 e a 379 nel 2024.

È prevista anche una clausola di salvaguardia, viene applicata nel caso la pensione complessiva risulti superiore al minimo INPS  ma inferiore ai limiti (ovvero il minimo più la rivalutazione), l’incremento sarà comunque attribuito, ma solo fino al raggiungimento di quel limite.

Ci spieghiamo meglio: chi riceve una pensione lorda di 568 euro, superiore quindi al minimo di 563,74 euro, riceverà comunque un aumento fino a 572,20 euro (se ha meno di 75 anni) o fino a 599,82 (se ha più di 75 anni).

Aumento pensioni minime: a luglio con gli arretrati
Nella foto l’attesa di un pensionato per l’aumento pensioni minime

Aumento pensioni minime: modalità

La maggiorazione, ha comunicato l’INPS, si applica sulla pensione lorda complessiva, ma solo se inferiore a 563,74 euro.

Facciamo un esempio, chi riceve una pensione di 300 euro, avrà un aumento aggiuntivo così determinato:

Se durante il 2023 il pensionato compie 75 anni, l’importo verrà adeguato dal mese successivo al compimento dell’età.

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