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Aumento pensioni minime, balzello nel 2024: le cifre

Rivalutazione delle pensioni minime nel 2024: in arrivo un conguaglio e una rivalutazione straordinaria. Ecco i possibili nuovi importi.

di Carmine Roca

Aprile 2023

Come sarà la rivalutazione delle pensioni minime nel 2024? Ecco tutte le cifre e cosa c’è da sapere (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Rivalutazione delle pensioni minime nel 2024: cosa c’è da sapere

Dal 1° gennaio 2023, le pensioni minime, per effetto della rivalutazione del 7,3%, sono salite a 563 euro al mese.

Probabilmente, a maggio 2023, ai titolari dei trattamenti al minimo verrà finalmente pagato l’ulteriore aumento previsto dalla legge di bilancio, pari all’1,5% per i pensionati sotto i 75 anni di età e al 6,4% per i pensionati con 75 o più anni di età. Più gli arretrati non corrisposti da gennaio ad aprile, per un importo totale in erogazione a maggio (forse…) di 606 euro per gli under 75 e di 745 euro per gli over 75.

Ma cosa accadrà l’anno prossimo? Quale sarà la rivalutazione delle pensioni minime nel 2024?

In attesa di scoprire la percentuale della rivalutazione calcolata sui dati ISTAT dell’anno in corso, sappiamo con certezza che, dal 1° gennaio 2024, sulle pensioni minime e sugli altri trattamenti previdenziali scatteranno un aumento dello 0,8% e una mini-rivalutazione aggiuntiva del 2,7%.

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Rivalutazione delle pensioni minime nel 2024: il conguaglio dello 0,8%

Procediamo per gradi. Perché spetta un aumento dello 0,8% sulle pensioni minime?

La risposta è: perché quando si è proceduti alla rivalutazione degli importi delle pensioni si è tenuto conto dell’inflazione registrata nei primi 9 mesi del 2022 (7,3%).

L’ISTAT ha successivamente certificato l’effettiva percentuale dell’inflazione, salita ulteriormente negli ultimi tre mesi del 2022, arrivando al definitivo 8,1%.

Di conseguenza, finora sono state erogate pensioni di importo inferiore rispetto a quelle che effettivamente spettano. Dal 1° gennaio 2024, dunque, l’INPS provvederà a risanare lo scarto di 0,8 punti percentuali, calcolati su ogni mese di pensione più la tredicesima del 2023.

Quindi: lo 0,8% di 563 euro è 4,50 euro al mese. Moltiplicando questo valore per 13 mesi, avremo l’importo del conguaglio in erogazione a gennaio 2024: 58,55 euro.

A gennaio 2024, in aggiunta all’importo del primo cedolino di pensione del nuovo anno, dovreste trovare quasi 60 euro in più di conguaglio. Ma non solo.

Rivalutazione delle pensioni minime nel 2024
Rivalutazione delle pensioni minime nel 2024: in foto alcune banconote e monete di euro.

Rivalutazione delle pensioni minime nel 2024: la rivalutazione del 2,7%

Con la circolare numero 35, pubblicata lo scorso 3 aprile, l’INPS ha confermato che, nel 2024, le pensioni minime godranno di una rivalutazione aggiuntiva del 2,7%, che andrà a sostituire i due mini-bonus dell’1,5% e del 6,4% previsti per il 2023.

Dunque, l’incremento fino a 600 euro per i pensionati con più di 75 anni di età è destinato a sparire a fine 2023, per lasciare posto a una nuova rivalutazione straordinaria.

Per calcolare l’importo aggiuntivo in erogazione nel 2024, dovremmo avere a disposizione la percentuale di rivalutazione ordinaria, al momento ignota.

Se, ad esempio, l’inflazione dovesse assestarsi almeno all8%, gli importi delle pensioni minime (563 euro), salirebbero a 608 euro al mese. Su questo valore va moltiplicato il 2,7% di rivalutazione straordinaria (16,42 euro al mese), per un importo complessivo di 618,42 euro al mese.

Ricordiamo che, l’obiettivo di Forza Italia e del suo leader Silvio Berlusconi è quello di portare le pensioni minime a 1.000 euro al mese, entro la fine della legislatura.

Possibile, dunque, se le risorse economiche lo consentiranno, l’introduzione di un nuovo incremento con la legge di bilancio 2024, in favore dei pensionati più in difficoltà.

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