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Aumento di stipendio col taglio del cuneo fiscale: esempi

Aumento di stipendio con il taglio del cuneo fiscale: alcuni esempi di calcolo per stabilire l'ammontare del netto in busta paga con lo sgravio contributivo.

di Carmine Roca

Maggio 2023

A quanto ammonta l’aumento di stipendio con il taglio del cuneo fiscale? Calcoliamolo insieme in questo approfondimento (scopri le ultime notizie sul fisco e sulle tasse e poi leggi su Telegram tutte le news sui pagamenti dell’Inps. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp e nel gruppo Facebook. Seguici anche su su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Aumento di stipendio con il taglio del cuneo fiscale: cosa succede?

Aumento di stipendio con il taglio del cuneo fiscale: da quando?

Aumento di stipendio con il taglio del cuneo fiscale: esempi di calcolo

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Aumento di stipendio con il taglio del cuneo fiscale: cosa succede?

Avrete sicuramente sentito parlare dell’ormai famoso taglio del cuneo fiscale, ovvero della differenza tra l’importo pagato dal datore di lavoro e il valore della retribuzione netta del lavoratore, escluse tasse e contributi previdenziali.

Il taglio del cuneo fiscale produce una busta paga più alta. Di quanto? Dai 70 ai 100 euro al mese (tra i 350 e 500 euro in un anno).

Per comprendere l’aumento di stipendio con il taglio del cuneo fiscale, dobbiamo fare un passo indietro, allo scorso 1° maggio, quando il consiglio dei ministri ha approvato il decreto lavoro e la riduzione del cuneo di altri 4 punti percentuali.

Ricordiamo che il governo Meloni, con l’ultima legge di bilancio, ha confermato il taglio del cuneo fiscale avviato dal governo Draghi pari al 2% per i redditi fino a 35.000 euro lordi annui, aggiungendo un ulteriore taglio del 3% per i redditi fino a 25.000 euro lordi annui.

Con il decreto lavoro, il taglio del cuneo fiscale sale al 6% per i lavoratori dipendenti con stipendi fino a 35.000 euro lordi l’anno e al 7% per i dipendenti con retribuzioni fino a 25.000 euro lordi l’anno.

Dunque, rispetto al 9,19% (o 8,80% per il pubblico) di contributi mensili a carico del lavoratore, ogni dipendente verserà soltanto il 2,19% o 1,80% (con redditi fino a 25.000 euro) e il 3,19% o 2,80% (con redditi fino a 35.000 euro).

Questo si traduce in un importo netto più alto, a parità di importo lordo. In parole povere: lo stipendio lordo rimane invariato, ma aumenta il netto in busta paga perché ci saranno meno contributi da versare.

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Aumento di stipendio con il taglio del cuneo fiscale: da quando?

L’aumento di stipendio con il taglio del cuneo fiscale “aggiornato” al 4 maggio 2023 scatterà a partire dal mese di luglio 2023 fino a dicembre 2023 (tredicesima esclusa). In questi 6 mesi i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, guadagneranno qualche decina di euro in più al mese.

Si legge nel decreto lavoro che, “per i periodi di paga dal 1° luglio 2023 al 31 dicembre 2023 l’esonero sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore, determinato ai sensi dall’articolo 1, comma 281, della legge 29 dicembre 2022, n. 197 è incrementato di 4 punti percentuali, senza ulteriori effetti sul rateo di tredicesima. Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche”.

Aumento di stipendio col taglio del cuneo fiscale
Aumento di stipendio col taglio del cuneo fiscale: in foto una busta paga e una calcolatrice.

Aumento di stipendio con il taglio del cuneo fiscale: esempi di calcolo

Nei precedenti paragrafi vi abbiamo spiegato come sarà l’aumento di stipendio con il taglio del cuneo fiscale.

Da luglio a dicembre 2023, i lavoratori dipendenti percepiranno uno stipendio netto più alto rispetto ai primi 6 mesi del 2023, quando gli aumenti erano stati di circa 41 euro al mese (per redditi fino a 25.000 euro) e di circa 30 euro al mese (per redditi fino a 35.000 euro).

Volendo fare alcuni esempi di calcolo, dobbiamo moltiplicare la retribuzione lorda annua per l’aliquota di riferimento (2,19% o 3,19% oppure 1,80% o 2,80% se dipendenti pubblici).

Quindi, per passare dallo stipendio lordo allo stipendio netto, va calcolata la quota di IRPEF da pagare (scopri tutto in questo nostro approfondimento) e calcolare le detrazioni spettanti.

Per fare un calcolo sommario dell’aumento di stipendio con il taglio del cuneo fiscale, prendiamo un lavoratore con una retribuzione lorda annua di 15.000 euro. L’aumento sarà di circa 38 euro al mese (404 euro totali), mentre per chi guadagna solo 10.000 euro, il netto in busta paga aumenta di circa 270 euro (pari a 26 euro al mese).

Aumentando la retribuzione a 20.000 euro lordi annui, l’incremento netto di stipendio sarà di circa 43 euro (circa 460 euro totali). Con 25.000 euro lordi l’anno (il limite del taglio al 7%), l’aumento dello stipendio con il taglio del cuneo fiscale è pari a 55 euro al mese (circa 578 euro totali).

Per quanto riguarda le retribuzioni superiori a 25.000 euro, ad esempio 30.000 euro, il taglio del cuneo fiscale sarà del 6%, per un guadagno netto di 56 euro al mese (circa 542 euro totali). Infine, chi guadagna 35.000 euro lordi l’anno godrà di un aumento di stipendio con il taglio del cuneo fiscale di circa 65 euro, per quasi 600 euro di risparmio totale.

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