Autismo in Irpinia: il due aprile la giornata dell’ipocrisia

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“Il due aprile faranno tutti finta di ricordarsi dell’autismo: tutti vestiti di blu, palazzi colorati di blu, drappelli blu. Una fiera dell’ipocrisia”. L’amarezza di Elisa Spagnuolo, presidente dell’Aipa (Associazione irpina pianeta autismo), è evidente. Un’amarezza che viene da lontano. Da un lento, costante e inarrestabile disinteresse da parte delle istituzione.

“Quella del due aprile non è la giornata dell’autismo, ma della consapevolezza sull’autismo. Andrà invece a finire come sempre. Si faranno promesse, discorsi, coccarde colorate. Il giorno dopo si dirà: se ne parla l’anno prossimo. Nel frattempo le persone affette da autismo e i loro familiari verranno lasciati soli. Come sempre, da anni”.

Autismo in Irpinia: il due aprile la giornata dell'ipocrisia
Elisa Spagnuolo presidente Aipa

In Irpinia affette da autismo ottocento persone

In Irpinia si stima che le persone affette da autismo siano complessivamente sette, ottocento. La metà sono bambini.

“Questi ritardi, questa indifferenza, si ripercuote e per sempre sulla vita dei nostri figli. Nei casi di autismo è fondamentale la diagnosi precoce della malattia. Con terapie adeguate e immediate, si possono ottenere risultati importanti. Il cervello dei bambini risponde molto meglio. A sette, otto anni è già tutto più complicato”.

E in Irpinia c’è la possibilità della diagnosi precoce?

“Sì, ma sa cosa accade? Che se anche un bambino ha la fortuna di avere una diagnosi precoce, viene inserito in una lunga lista d’attesa. All’Asl dicono: ora bisogna aspettare. Ma l’attesa in quei casi è una condanna. Sarebbe necessario un intervento immediato e intensivo. Invece si aspetta. E il bambino perde una chance in via definitiva. Resterà con il suo fardello per tutta la vita”.

Autismo in Irpinia: il due aprile la giornata dell'ipocrisia

Per gli adulti autistici solo farmaci inutili

Si parla sempre di bimbi autistici, ma gli adulti?

“Dopo l’infanzia c’è il buio. E mi fa molta rabbia. Nel 2005, all’epoca direttore dell’Asl era Roberto Ziccardi, venne stabilita – dopo nostre continue e insistite sollecitazioni – la continuità della cura per le persone affette d’autismo. C’è un documento scritto, nero su bianco. Che è rimasto lettera morta. Gli adulti ora vengono trattati al massimo con farmaci. Ma l’autismo non è una malattia psichiatrica. Tutto questo fa rabbia: tanto lavoro buttato al vento”.

A Valle facciamo la guardia, e il vento della calunnia…

C’è la questione del centro di Valle…

“Un’altra ferita per gli autistici di questa provincia e i loro familiari. Siamo rimasti a fare la guarda in quella struttura. Non siamo più nessuno, neppure veniamo interpellati. Un giorno vediamo arrivare il manager dell’Asl, Maria Morgante, e annunciare che quella sede ospiterà la neuropsichiatria infantile del centro Australiano. Cioè cambia così, senza dire nulla, la destinazione d’uso. Dire che ci ha spiazzati è poco. Subito dopo partono i commenti entusiasti di altre associazioni. E il venticello della calunnia che mi ha disgustato. Alimentato da chi sostiene che l’Aipa voleva il centro tutto per sé, che la vera questione è la gestione. Insomma, soldi. Un vero schifo”.

E ora?

“Dopo quindici anni di battaglie non esistiamo più. Non è grave. E’ peggio. Anche per questo, quando il due aprile il palazzo del vescovado e l’Asl si tingeranno di blu, per ricordare la giornata dell’autismo, l’amarezza e la rabbia diventeranno insostenibili. E’ la giornata della consapevolezza, sarà la solita passerella delle buone intenzioni. Uno show, sulla pelle dei nostri ragazzi”.

Autismo in Irpinia: il due aprile la giornata dell'ipocrisia

Lamarezza su Facebook

Così scrive Elisa Spagnuolo sulla pagina Facebook: “E così, dopo un ennesimo anno di silenzio, di porte chiuse sul muso, di qualche eccezionale e fuggevole incontro, dove si finge di ascoltare con un occhio all’orologio e uno al cellulare e quello che tu devi tirare fuori dall’anima per il bene di tuo figlio viene tenuto nella stessa considerazione della forfora sulla giacchetta, dopo che vedi calunniato nel più vigliacco dei modi il lavoro e la battaglia di tanti per dare futuro a figli per i quali hai rinunciato a tanto ma che, nonostante tutto, consideri un bene prezioso, dopo tutto questo, ecco che arriva il 2 aprile e le istituzioni corrono gioiose a colorarsi di blu. Ansiose di partecipare alla parata ipocrita di tutte le istituzioni, completamente assenti per l’ennesimo anno, si faranno fotografate in blu sostenute da politici e faccendieri per i quali la vita è una parata, un belletto dietro cui nascondere, ma neanche tanto, i loro interessi. Stavolta il belletto è blu”.

Non c’è bisogno di aggiunge altro.

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