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Autostrade, indagine bis strage Avellino: sequestri barriere 10 viadotti A14

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Viadotti a rischio. Disposto il sequestro preventivo delle barriere posizionate ai bordi di 10 viadotti lungo l’A14 Bologna-Taranto. Provvedimenti che arrivano dopo l’inchiesta bis della Procura di Avellino sulla strage del bus che, nel 2013, distrusse i new jersey del ponte Acqualonga, precipitando in una scarpata e provocando 40 morti. (La foto di copertina è di archivio e non si riferisce ai viadotti ai quali fa riferimento l’articolo)

Si tratta dei ponti che insistono sulla tratta autostradale tra le uscite di Pescara Ovest e Pedaso in provincia di Fermo, precisamente “Fosso San Biagio”, “Campofilone”, “Santa Giuliana”, “Santa Maria”, “Cerrano”, “Marinelli”, “Valloscura”, “Petronilla”, “Viadotto Sp e Fosso Calvano” e “Vallelunga”.

Strage bus Avellino: indagine bis sui viadotti pericolosi

L’inchiesta bis della Procura di Avellino, che ora si sta allargando a numerosi viadotti italiani, prende spunto da un passaggio della perizia dell’ingegnere Felice Giuliani dell’università di Parma. Il professore contestava ad Autostrade di non aver rispettato quanto previsto dall’articolo 7 del decreto ministeriale 223/92, il “Regolamento recante istruzioni tecniche per la progettazione l’omologazione e l’impiego delle barriere stradali di sicurezza”.

Una normativa che assegna all’Anas e al concessionario del tratto autostradale (proprio Autostrade) il compito di inviare un rapporto biennale sull’efficienza delle barriere al Ministero delle Infrastrutture. Obbligo che sarebbe stato disatteso da Aspi. Questo è quello che rispondeva, al perito, proprio il direttore generale del ministero, Virginio Di Gianbattista, a luglio 2018.

Barriere autostradali sequestrate dalla Procura

Dopo il processo è scattata l’indagine bis. Il procuratore capo di Avellino, Rosario Cantelmo, e il sostituto, Cecilia Annecchini, avevano affidato al consulente, Andrea Demozzi, una consulenza sulle barriere di 12 viadotti posti lungo l‘Autostrada A16 Napoli-Canosa, fra le uscite di Baiano e Benevento.

Per il consulente i tecnici di Autostrade avrebbero utilizzato materiale scadente e tecniche inadeguate, mettendo a rischio l’incolumità degli automobilisti.

Nel registro degli indagati sono stati iscritti tre manager di Autostrade. Uno dei quali è già stato condannato a 5 anni, in primo grado, nel processo sulla strage di Acqualonga.

Gli accertamenti della Procura avellinese avevano già spinto gli inquirenti di Belluno, coordinati dal pm Paolo Luca, ad aprire un fascicolo conoscitivo sullo stato delle barriere bordo ponte poste lungo i viadotti dell’A27 Ponte nelle Alpi e Rio Salere.

Autostrade, concessione al centro delle polemiche

Al centro dell’indagine, che come detto può estendersi a macchia d’olio, c’è un appalto milionario: quello delle reti autostradali italiane. Una questione che – nei mesi scorsi – aveva occupato le prime pagine dei giornali nazionali. Dopo il drammatico crollo del ponte Morandi. Un disastro che è costato 43 morti. E innescato una violenta polemica fra l’allora governo giallo-verde e la famiglia Benetton, tra i maggiori azionisti di Atlantia spa. Una società per azioni che detiene la maggioranza delle quote di Autostrade per l’Italia.

Proprio la partita sulle concessioni delle infrastrutture sarà centrale anche per il nuovo governo formato dal Movimento Cinque Stelle e il Partito Democratico. Al momento ci sono accordi con 24 concessionari che gestiscono i 6900 km della rete autostradale nazionale. Dopo la promessa di revoca dell’appalto ad Autostrade per l’Italia, ora appare più realistico riformare quei 24 accordi in favore dello Stato.

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