Avellino, aggredito l’assessore Giacobbe: pestato sotto casa

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Aggredito sotto casa l’assessore con delega alla sicurezza di Avellino, Geppino Giacobbe. Un pestaggio. Sono scesi dallo scooter, col volto coperto da un casco integrale e lo hanno colpito con un pugno al volto. La vittima ha raccontato ai carabinieri che i due uomini gli avrebbero detto: “Così impari”. Prima di colpirlo più volte.

L’assessore è stato soccorso e trasportato al Moscati. Dopo le prime cure è stato sottoposto alla tac. L’esame avrebbe dato esito negativo. Per Giacobbe nessuna lesione interna. 

Bomba a Galluccio. Spari contro le auto di Damiano Genovese. Aggressione all’assessore Giacobbe

E’ il terzo inquietante episodio in pochi giorni. Prima la bomba a Sergio Galluccio. Poi gli spari nelle auto di Damiano Genovese, ex consigliere comunale e in corsa per la candidatura a sindaco della città. Questa mattina il pestaggio all’assessore Giacobbe.

Una situazione incandescente. Un clima che si è arroventato quasi all’improvviso in città. Con la fine della lunghissima stagione della feste, inaugurata con l’elezione di Gianluca Festa, proseguita con il SummerFest e di fatto chiusa ieri sera con il concerto di Franco126.

La città è piombata nel caos sabato notte, quando a distanza di pochi minuti è saltata in aria la vettura dell’imprenditore Sergio Galluccio, tra i palazzi di rione Mazzini. Subito dopo un commando ha fatto fuoco, forse a colpi di mitra, contro le vetture di Damiano Genovese, in contrada Sant’Eustachio. Genovese è stato poi arrestato, il giorno dopo, per la detenzione abusiva di una pistola (e da oggi, dopo la convalida, è agli arresti domiciliari).

Avellino, i tre episodi potrebbero essere intrecciati e far parte dell’identica strategia del terrore

Entrambi hanno dichiarato agli investigatori di non sapere chi e perché abbia agito nei loro confronti. Damiano Genovese non ha neppure denunciato l’accaduto. Quei fori nelle auto sono stati scoperti solo per caso dai carabinieri durante una perquisizione domiciliare. Genovese ha però ammesso di essere in possesso di quell’arma per difendere se stesso e la sua famiglia. Sergio Galluccio ha invece fatto sapere di “non avere paura”. Resta un punto: da chi doveva difendersi Genovese, e di chi non deve avere paura Galluccio?

L’aggressione a Giacobbe si inserisce nello stesso solco. Almeno nelle modalità il pestaggio è un tipico avvertimento da malavita organizzata. E quasi certamente è connesso alla sua attività politica.

E al momento non è possibile escludere la possibilità che i tre episodi siano in qualche modo intrecciati. E facciano parte della stessa, identica, strategia del terrore. Ma orchestrata e portata a termine da chi? E perché?

Un crescendo che non accenna a finire, e che lascia la città spiazzata, quasi attonita. Indifesa e impotente. Un attacco frontale alla comunità.

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