Avellino al voto. Urbanistica, ecco tutte le proposte dei candidati

11' di lettura

Programmi elettorali dei candidati sindaco di Avellino, prosegue il nostro viaggio tra i piani depositati insieme alla liste. Ci soffermiamo oggi su un tema chiave, l’urbanistica. E’ lì che si concentra il progetto di città immaginato dai singoli aspiranti alla carica di sindaco. Ed è lì che si comprendono anche le differenze di visione e prospettiva.

In alcuni programmi la questione è solo abbozzata (immaginiamo che verrà eventualmente sviluppata in seguito). Altri hanno già elaborato i progetti, e si presentano agli elettori con una serie di proposte concrete e in alcuni casi anche con la definizione nei dettagli dei fondi necessari e di dove e come reperirli (altra questione fondamentale per un comune in pre dissesto come quello di Avellino).

E diciamolo, sul fronte “urbanistica” i programmi più dettagliati sono quelli proposti da Amalio Santoro (Si Può) e Dino Preziosi (Svolta e Forza Italia). Altri hanno sviluppato in modo diverso i piani (Cipriano, Festa), altri hanno suggerito le linee guida che intendono seguire se eletti. Iniziamo proprio Santoro e Preziosi.

Santoro: Puc rivisto e laboratori di urbanistica

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Amalio Santoro

Per Amalio Santoro, il riassetto urbanistico della città si concretizza in due fasi, l’adeguamento del Puc e la variante generale. Si parla di istituzionalizzare “dei laboratori di urbanistica con i cittadini e i portatori di interessi, dove discutere, analizzare e quindi proporre”.

Poi si entra le dettaglio. “C’è la zona est della città, con l’Isochimica, il Borgo Ferrovia, la stazione ferroviaria e il suo nuovo ruolo in funzione della rinnovata centralità del trasporto su ferro, e quindi, da un luogo urbano intermodale capace di raccogliere i flussi della mobilità e del trasporto pubblico”.

“Il nuovo centro città – si legge nel programma di Santoro -, con il destino dell’ex ospedale e la realizzazione del parco centrale e del comparto di nuova edificazione del Rio San Francesco e dell’ex autostazione (la Ni01), che in una visione contemporanea non ha alcun senso nel cuore della città”.

E infatti, “l’attuale Puc sarà rivisto. Con gli indici demografici attuali, la forma sarà congelata se non sottoposta a restringimento. Saranno oggetto di scontro le strade parco, le torri a contorno dell’autostrada, il parco centrale, la grandezza dei comparti e così via”.

Progettazione e disegno dei vuoti della città

La variante generale e il nuovo Puc si fondano su precisi principi guida. Eccoli: “Conferenze di co-pianificazione con i comuni del Sistema Città (Area Vasta), per la redistribuzione dei pesi insediativi, produttivi, commerciali e la condivisione degli elementi che costituiscono le reti: ecologiche, ambientali, messa in sicurezza, mobilità. Infrastruttura verde urbana come elemento ordinatore e portante dell’impianto urbanistico. Progettazione e disegno dei vuoti della città. Tendere al consumo di “suolo zero”. Riqualificazione urbana intesa come rigenerazione urbana. Disposizioni normative e operative finalizzare a una programmazione urbanisticamente ed economicamente sostenibile per la messa in sicurezza di parti di città i cui immobili sono caratterizzati da rischio sismico medio alto”.

“Integrazione delle politiche abitative con le forme dell’housing sociale, con la programmazione urbanistica attraverso la realizzazione – con il recupero di immobili esistenti, cambi di destinazione d’uso e ricostruzione di immobili non sicuri – di complessi residenziali non solo come abitazioni, ma come luoghi di vita pensati per essere occasioni di incontro e di creazione di relazioni e dove per questo trovano spazio aree gioco, aree relax, commercio e servizi di vicinato”.

Si punta inoltre alla creatività, trasformando la città anche grazie a una stagione di concorsi di architettura, evitando di fare come in passato quando l’esito “dei concorsi è stato puntualmente disatteso o addirittura annullato”.

“La visione futura della città di Avellino passa soprattutto attraverso la costruzione di una attività culturale, progettuale, ideativa di valore e rilevanza nazionale e internazionale”.

Nel programma di Santoro si fa sempre riferimento – e anche nel caso dell’urbanistica – agli strumenti da attivare per ottenere i finanziamenti necessari.

Preziosi: coloriamo tutte le periferie e street art

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Dino Preziosi

Dino Preziosi, nel suo programma, si sofferma in particolare sulla ridefinizione del centro e dei quartieri periferici (che hanno necessità di interventi diversi).

Per il centro. “La funzione commerciale è inficiata, oltre che dalla congiuntura economica, dalla mancanza di aree di sosta e delle alte tariffe per il parcheggio”. Per questo motivo è necessario “riprogettare il sistema dei parcheggi”, identificando tutte le aree dove sarà possibile realizzare aree di sosta multipiano.

Sul Corso, l’obiettivo è “risolvere la questione dei “buchi” edilizi: fabbricati non terminati o da demolire, richiederebbero un imput del comune fino ad arrivare e esproprio di pubblica utilità”.

Il programma si sofferma poi nell’analisi dei singoli interventi previsti nelle frazioni e nei rioni. I punti sono così riassunti: definizione dei piani di zona, con piano previsionale del completamento degli alloggic e controllo delle assegnazioni. Un percorso per la reintroduzione delle botteghe storiche dei quartieri e delle frazioni, creando uno sportello comunale. Quartieri artistici: sostegno alla street art. Identificare per ogni quartiere un colore dominante, opere d’arte e installazioni uniche nelle strade, piazze, parchi, iniziative artistiche. Nuovi eventi per ampliare la vitalità della città, vanno favorite le cene in strada, anche di singole vie e vicoli. Progetto rioni per farli tornare a splendere, con incentivi edilizi per la riqualificazione degli immobili, creando anche dei piccoli centri storici (in parte pedonali), favorendo il piccolo commercio e nuove iniziative culturali, turistiche e aggregative. Mercati rionali: difesi e allargati. Connessioni tra quartieri periferici e il centro, al fine di superare il concetto di quartieri dormitorio. Recupero dei piani terra. Analisi puntale dell’edificato e dei progetti in corso per il loro risanamento. Controllo del territorio. Consultori.

Segue poi l’elenco – molto dettagliato – di tutti gli interventi e i progetti per ogni singolo quartiere (si possono consultare sull’albo pretorio on line del comune).

Anche nel programma proposto da Gianluca Festa si ritiene che “il piano urbanistico comunale non risponda più alle necessità e ai bisogni della città. Consumo zero e riuso saranno le parole d’ordine per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Per trasformare la città verrà utilizzata la resilienza come risposta possibile in termini urbanistici e socio economici, anche per promuovere investimenti nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture”.

Festa: recupero del centro storico

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Gianluca Festa

“Il nuovo piano – si legge nel programma di Festa – dovrà risultare eco sostenibile e concretamente realizzabile. Le ridotte risorse finanziarie degli enti pubblici in generale suggeriscono la necessità di prevedere un partenariato pubblico-privato, per individuare le risorse necessarie”. Si punta “ad adeguare sismicamente tutti gli edifici scolastici e gli edifici pubblici in genere, procedere al loro efficientamento energetico e, soprattutto, verranno adottate iniziative idonee al recupero del centro storico, abbandonato a se stesso, con la sua valorizzazione anche per edifici destinati a funzioni pubbliche”. Per Festa è necessario intercettare i finanziamenti diretti e indiretti stanziati dall’Europa.

Cipriano propone l’architetto di quartiere

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Luca Cipriano

Per Luca Cipriano è necessario “riordinare e sviluppare il sistema infrastrutturale e il modello di mobilità, governare l’assetto urbanistico con una forte attenzione alle zone periferiche attraverso scelte strategiche sui servizi essenziali, trasformando le periferie da zone dormitorio a “centri” autonomi per qualità della vita e opportunità di sviluppo. Tassello fondamentale è anche il monitoraggio costante dell’area industriale di Pianodardine puntando a una più elevata qualità ambientale in termini di efficienza e di risparmio delle risorse, scongiurando qualsiasi forma d’insediamento produttivo inquinante, bloccando il fenomeno dello spopolamento. Infine, si ritiene prioritario un investimento su risorse energetiche rinnovabili attraverso la riqualificazione e l’efficientamento dell’edilizia popolare pubblica e la messa a disposizione in tempo reale, attraverso uno “sportello clima”, dei dati e delle informazioni sul clima e la qualità dell’aria”.

“Miglioriamo il decoro della città con il coinvolgimento di chi la abita e la vive. Nell’interlocuzione tra Amministrazione e cittadini riteniamo che possa svolgere un ruolo di primo piano l’architetto di quartiere, una figura su base volontaria che, in accordo con le associazioni che animano i diversi quartieri della città, possa intervenire per combattere il degrado che spesso si registra. Dalla sistemazione di aiuole e piccoli spazi alla manutenzione di elementi di arredo urbano fino alla segnalazione di progetti per il recupero di aree abbandonate: una progettazione partecipata che sappia coinvolgere i cittadini nella gestione della cosa pubblica”.

Cipriano si sofferma poi su alcuni aspetti.

Il Borgo Ferrovia. “Un quartiere che rinasce grazie alla stazione e agli studenti universitari. Una svolta, nel segno dei giovani. Lo snodo è l’attivazione della linea ferroviaria che collega Avellino con Fisciano e Benevento. Borgo Ferrovia può così diventare residenza universitaria per gli studenti delle due università campane”.

Il Centro Storico vive un triste isolamento, degrado ed abbandono. Una situazione non più tollerabile. Il Centro Storico deve tornare a vivere, va riconnesso al centro istituzionale e commerciale di Avellino. Come? Prolungando l’area pedonale del Corso e di Piazza Libertà fino a via Nappi, piazza Amendola e l’area del Duomo. Un centro storico da vivere significa benefici per le attività commerciali e rilancio per tutte le attività di intrattenimento e ristorazione. È evidente che per funzionare fino in fondo e “svoltare” sul serio non potrà mancare l’impegno della parte pubblica che dovrà investire nella realizzazione di aree di parcheggio limitrofe e rendere la zona il più accogliente possibile, grazie a sorveglianza e cura dell’arredo urbano.”

E infine la sorte del palazzo di giustizia. “La soluzione all’annosa questione dell’amministrazione della giustizia in città si chiama ancora NI01. L’attuale Palazzo di Giustizia è un edificio al collasso. In ogni senso. Il suo destino è segnato. Abbatterlo è l’unica soluzione. Il nuovo Tribunale potrà sorgere, in sinergia con investimenti privati, a poche centinaia di metri dall’attuale sede. Tra l’Autostazione e la Questura. Senza perdere la centralità attuale. Un nuovo edificio, funzionale, che ospiti tutti gli uffici giudiziari attualmente divisi in quattro plessi (oltre al Tribunale, anche l’ex Distretto Militare, l’ex Eca, Palazzo De Peruta) che andranno invece liberati e restituiti alle associazioni della città. L’area che attualmente ospita il Tribunale sarà trasformata in una grande piazza con un utilissimo parcheggio interrato. A due passi dal centro”.

Picariello: aboliamo la commissione edilizia

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Ferdinando Picariello

Per Ferdinando Picariello (Movimento 5Stelle), “la nostra azione nel campo dell’urbanistica deve essere inquadrata all’interno di un progetto più vasto di riassetto del territorio che ne valorizzi le peculiarità, tutelandone le caratteristiche ambientali e che punti a uno sviluppo locale sostenibile”. “Ci impegniamo a istituire una commissione tecnica per l’adeguamento del Puc. Questi i punti principali: incentivi alla rigenerazione urbana, riuso degli edifici sfitti e delle aree dismesse, riqualificazione energetica, demolizione e ricostruzione degli edifici energivori, tutela delle aree agricole, incentivando la rigenerazione urbana con regimi fiscali vantaggiosi, semplificando le procedure per la riqualificazione e l’efficientamento energetico. Tra gli obiettivi: l‘istituzione del Parco fondovalle Fenestrelle, orti urbani, valorizzazione della conurbazione Avellino, Atripalda, Mercogliano, Monteforte. Valorizzazione dei quartieri. Il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte urbanistiche (con gli urban center). Abolizione della commissione edilizia. Favorire l’architettura partecipata.

D’Agostino: al posto del tribunale un parcheggio sotterraneo

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Biancamaria D’Agostino

Per la candidata della Lega, Biancamaria D’Agostino, uno dei nodi è il palazzo di giustizia. “La soluzione da noi prospettata – scrive nel programma – è quella di un project financing che prevede l’acquisto dell’area del comune e l’abbattimento della struttura esistente per collocare un parcheggio sotterraneo funzionale alle attività commerciali del centro cittadini e altre attività che possano rilanciare l’economia avellinese. La cittadella giudiziaria verrebbe trasferita in una delle strutture già esistenti (a Collina Liguorini)”.

Il programma della Lega si concentra sulle periferie “che sono attualmente in uno stato di isolamento e abbandono, grazie a opere che consentano alle aree più lontane dal centro di rigenerarsi”.

Anche per la D’Agostino, il rilancio del Borgo Ferrovia passa dalla ”funzionalità strategica della tratta ferroviaria che collega Avellino al Campus di Fisciano e all’alta velocità di Afragola. E anche per questo tutta la zona orientale della città dovrà essere riqualificata”.

Nel suo programma, Massimo Passaro, non si concentra direttamente sulle questioni strettamente urbanistiche, anche se resta l’attenzione per le periferie e il verde pubblico.

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