Avellino, assistenti sociali aggredite da donna con l’ombrello

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Assistenti sociali aggredite ad Avellino a colpi d’ombrello. La denuncia è contenuta in una nota dell’avvocato, Tiziana Tomeo. L’episodio è avvenuto qualche giorno fa in strada, non lontano dalla scuola Leonardo Da Vinci di Avellino. Le donne sono state raggiunte da una 50enne, in cura per problemi psichiatrici e con precedenti penali.

“Chi tutela gli assistenti sociali? E si invece di un ombrello quella donna avesse avuto un coltello?”. Scrive l’avvocato in un passaggio saliente.

La ricostruzione dell’aggressione

Le due assistenti sociali stavano tornando a casa da lavoro, quando la 50enne le ha avvicinate e colpite con l’ombrello. Con non poca fatica, le assistenti sociali sono riuscite a sottrarsi all’aggressione e a chiedere aiuto.

L’episodio, riaccende l’attenzione sulla situazione a limite vissuta da chi lavora nell’assistenza delle fasce deboli.

“ Che in questa città – scrive la Tomeo – si possa rischiare la vita nell’espletamento del proprio lavoro e nel tentativo di arginare i disagi sociali, nonostante le scarse strutture ed il personale limitato, senza un sostegno ed una qualificata “mente apicale”, è un problema che non può più essere tollerato e che con urgenza va affrontato per la salvaguardia di tutti!”

E i numeri le danno ragione.

Assistenti sociali aggredite: numeri che fanno riflettere

Secondo una ricerca del Consiglio Nazionale degli Assistenti Sociali e la Fondazione Nazionale assistenti sociali nel 2017 il 15,4% della categoria ha subito un’aggressione fisica, oltre l’88% è stato vittima di violenza verbale. L’11% ha dovuto veder danneggiato beni e proprietà per cause riconducibili al proprio lavoro. Lavoro sempre a limite in contesti ad alta tensione, spesso impossibili da gestire per un personale così esiguo e senza l’assistenza di uno strutturato apparato di enti di supporto.

Per comprendere quanto sia delicato e rischioso il lavoro di assistente sociale, è utile citare un altro triste primato. Come riportato, in questo approfondito articolo redatto dai colleghi de La Stampa, gli assistenti sociali sono le categorie lavorative più a rischio infarto dopo i camionisti.

L’appello dell’avvocato

“Il Comune – scrive la Tomeo in un appello finale – ha il dovere sacrosanto di supportare il servizio che gli assistenti sociali quotidianamente pongono in essere  per la collettività;  non è ulteriormente tollerabile essere lasciati soli in modo così grave ed imperdonabile; i servizi sociali rappresentano un presidio dello Stato ed in quanto tale va garantito nel modo migliore per fornire la tutela necessaria ma anche affinché possano agire in tutela. E’ inaccettabile che i Servizi Sociali soffrano difficoltà simili, altrettanto grave è lasciare soli professionisti che rischiano ogni giorno”.

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