Avellino, aste truccate: l’Antimafia indaga sui telefoni sequestrati agli avvocati

Inchiesta sul Nuovo Clan Partenio relativa alle aste truccate. L'Antimafia nominerà un consulente per accertamenti sul contenuto dei cellulari sequestrati ai custodi giudiziari.

3' di lettura

Si indaga sui telefoni alla ricerca di elementi utili per l’inchiesta sul nuovo Clan Partenio, relativa alle aste giudiziarie. Quel “monopolio” che per i Pm beneficiava dei servizi forniti da figure, il cui nome è coperto da “omissis”, che si muovevano fra settori collaterali a quello del tribunale. Banche e pubbliche amministrazioni. Il sostituto procuratore, Henry John Woodcock, il 20 novembre nominerà un consulente tecnico. Sarà lui a dover lavorare sui telefonini sequestrati ai avvocati custodi giudiziari perquisiti dalla finanza di Napoli e dai carabinieri del comando provinciale di Avellino, guidati dal colonnello Massimo Cagnazzo. (La foto di copertina è di archivio e non si riferisce ai telefoni sequestrati nel corso dell’indagine)

Memorie elettroniche e telefoni

Un atto di indagine che segue un percorso simile a quello che ha riguardato le pennine usb e i pc già “raccolti” dai Pm napoletani. Appartenevano ai primi sedici indagati del filone economico-politico sul clan. Fra i quali spiccano professionisti come avvocati e consulenti di banca che potrebbero aver lasciato tracce della loro attività proprio negli strumenti che adoperavano quotidianamente. Magari mail, chat o altri tipi di file relativi direttamente o riconducibili all’attività delle aste giudiziarie, quella che per gli inquirenti rappresentava un business importante per alimentare il presunto gruppo criminale. Ed imponeva il controllo sul territorio attraverso segnali forti. Le bombe e gli spari contro le auto, avvenuti a settembre, per l’Antimafia sarebbero maturati in questo tipo di contesto.

L’ala armata

Un aspetto al centro dell’altra inchiesta. Quella in cui sono state arrestate 23 persone che rappresentavano l’ala armata del Clan. Le cui modalità sono descritte in centinaia di intercettazioni raccolte per quattro anni dai carabinieri del nucleo investigativo, coordinato dal capitano Quintino Russo. Le deposizioni origliate dalle cimici o dai trojan, software che hanno trasformato i telefoni in microfoni, offrono uno spaccato sociale fatto di persone che avevano bisogno di piccoli prestiti e diventavano vittima di reati striscianti come proprio l’usura e l’estorsione. Dove chi accetta di sottostare alle imposizioni e alle minacce, deve vincere la prima battaglia con la vergogna, per trovare poi il coraggio di denunciare.

Il business delle aste

Nelle altre carte viene descritta invece l’attività svolta alla luce del sole. Le aste giudiziarie che avvenivano al terzo piano del tribunale di Avellino. Ma che non si esaurivano a quelle aule. C’era il periodo che le precedeva e poi quello successivo. La preparazione che per i Pm Henry John Woodcock, Simona Rossi e Luigi Landolfi, potrebbe essere stata segnata da intimidazioni di quelli che vengono definiti “esecutati” (i proprietari degli immobili) o un accordo economico per far andare deserte le aste. L’appiglio della disperazione. In questi frangenti, gli indagati potrebbero aver usufruito del supporto di professionisti che monitoravano la situazione. E poi c’era il periodo successivo all’asta. Quando bisognava decidere cosa fare dei beni e come rimettere in circolo il denaro. E di qui potrebbe arrivare la chiave di lettura per capire il riferimento dei Pm al sistema bancario.

Il consulente

Ipotesi – è chiaro – che hanno bisogno di essere suffragate da prove. Per ora la custode giudiziaria perquisita, assistita dall’avvocato Benedetto Vittorio De Maio, ha deciso di farsi ascoltare dagli inquirenti. E chiarire la propria posizione, smentendo con forza la collaborazione con il presunto gruppo criminale. Cinque ore di dichiarazioni in cui l’avvocatessa ha deciso di rispondere a tutte le domande. Anche gli altri custodi giudiziari dovrebbero seguire questa strada. Poi bisognerà capire cosa verrà trovato nei loro telefoni. Se ne occuperà proprio il consulente che verrà nominato fra una settimana.

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