Avellino, auto esplose: c’è una pista precisa, il cerchio si stringe

Avellino, auto esplose: c'è una pista precisa, il cerchio si stringe


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C’è un pista precisa per spiegare l’attentato esplosivo di due giorni fa ad Avellino. Quando due auto, intestate a dei dipendenti della Provincia, sono state distrutte dalle fiamme in via Conservatorio, stradina che sbuca proprio alle spalle di Palazzo Caracciolo.

Auto esplose: il cerchio si stringe intorno ai sospettati

Gli investigatori dalla Squadra Mobile hanno stretto in cerchio intorno a due tre sospettati che abitano nella zona a ridosso del luogo dell’esplosione. Anche se l’identificazione dell’autore dell’attentato esplosivo si sta rivelando particolarmente complessa. I testimoni ascoltati dagli agenti hanno avuto difficoltà a fornire un’identità dettagliata. Solo poche caratteristiche: più alto di un metro e settanta, sciarpa chiara al collo, tuta nera e il volto coperto da un passamontagna. E proprio quel viso travisato renderebbe inutili i video estratti dai circuiti di sorveglianza privati. Si vede solo un uomo allontanarsi velocemente dal luogo dell’esplosione.

La pista del parcheggio conteso resta la più calda

La pista più calda – per comporre il puzzle dell’episodio – resta quella di una lite sui parcheggi. Proprio la mattina dell’esplosione potrebbe esserci stato un litigio decisivo per chiarire il raid incendiario. Nelle settimane precedenti alcuni residenti si erano lamentati, anche coi dipendenti della Provincia, per delle auto strisciate. Ma nessuno poteva immaginare un gesto come quello che si è registrato due mattine fa. Quando l’esplosione di due auto poteva causare una strage. Con decine di bambini che si trovavano nella vicina piazza Libertà per un evento organizzato dai pompieri.

Abbiamo raccolto la testimonianza dell’ex ministro del governo Berlusconi, Gianfranco Rotondi, che meno di due mesi fa ha acquistato una casa proprio a ridosso di via Conservatorio. Aveva temuto un attentato, anche se la pista è velocemente evaporata. Gli investigatori, infatti, ritengono che ci sia una questione personale alla base dell’esplosione, che aveva spinto i vigili a far evacuare Palazzo Caracciolo in in via precauzionale. Ora il cerchio si è stretto intorno a una rosa di sospettati. E si cercano altri elementi decisivi per incastrare il colpevole.

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