Avellino, esproprio mai fatto: un’altra tegola per l’autostazione

Altro problema per il comune di Avellino. Il Tar di Salerno ha condannato l'ente di piazza del popolo per i lavori dell'arteria di via Moccia che collega l'autostazione di Avellino.

2' di lettura

I guai non finiscono mai. Altra tegola per il comune di Avellino. Il Tar di Salerno ha condannato il capoluogo irpino per i lavori del 2005, quando è stata realizzata la strada che collega l’autostazione con via dei Pescatori. (Per la sentenza clicca qui).

L’area, secondo il tribunale di Salerno, è di proprietà di alcuni privati che adesso si ritrovano con un’arteria pubblica su un terreno che è di loro proprietà. L’ente di piazzetta d’Aquino ha condannato il comune di Avellino a espropriare la zona entro 90 giorni o a restituire l’arteria come trovata circa quindi anni fa.

Il rebus

L’ente di Piazza del Popolo ha affidato nel 2005 l’esproprio della zona alla Tecnir , oggi di proprietà di Immobiliare Marinelli. L’azienda invece dichiara di non aver mai ricevuto nessun incarico di esproprio dal comune di Avellino. Per i proprietari la ditta sarebbe solo stata delegata a eseguire i lavori a via Moccia.

Anche l’apertura dell’autostazione potrebbe slittare a causa di questa sentenza. La strada infatti è di vitale importanza per il deflusso di tutto il traffico cittadino. Qualora dovesse essere chiusa, il terminal dei bus di via Fariello non avrebbe più senso. Intanto i lavori per l’autostazione hanno subito un altro rallentamento dovuto al ricorso al Tar di un’azienda esclusa dalla gara d’appalto. Un ostacolo che allungherà i tempi di apertura della struttura di almeno altri due mesi. Ribadiamo, almeno.

Un altro problema per l’amministrazione Festa che adesso dovrà proseguire con l’avvocatura comunale per risolvere un problema che andrebbe a gravare ulteriormente sulle casse comunali. Sulla questione l’assessore ai lavori pubblici, Antonio Genovese ha dichiarato: “Ne siamo da poco venuti a conoscenza. Il dirigente ai lavori pubblici, Luigi Cicalese dice che le pratiche di esproprio sono state fatte e sono andate a buon fine. Lunedì mattina ci incontreremo per capire la questione. Cercheremo di risolvere bonariamente con i proprietari. Li chiameremo e li incontreremo. Se sono stati danneggiati è giusto che vengano risarciti, o da noi o dalla Tecnir. Dovremo accertare le responsabilità, se la colpa è dell’azienda ci rivarremo su di loro”.

Preziosi: sul bilancio di previsione avevo ragione

Anche il consigliere di opposizione, Dino Preziosi ha commentato la vicenda dicendo: “Avevo ragione quando contestai il bilancio di previsione. Eccepii anche che il fondo rischi contenzioso era sottostimato dal Commissario Tomassini. A mio parere era troppo risicato per 7 milioni e 800mila euro che, successivamente, mi sembra, hanno subito ancora un’altra riduzione. Il tutto per aumentare la capacità di spesa riducendo gli accantonamenti.
Il fondo rischio contenzioso fu molto perimetrato nonostante la legge lo abbia previsto per evitare squilibri di bilancio.
Adesso il TAR ha condannato il comune al pagamento del suolo, mai espropriato, oltre alla occupazione illegittima di tutta l’area dove è stata effettuata la realizzazione della rotonda dell’ Ipercoop nonché ad altri danni. Sarà un altro debito fuori bilancio”, conclude l’esponente di La Svolta.

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