Avellino, bomba in auto. Galluccio: ero appena sceso quando è esplosa



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“Avevo parcheggiato l’auto sotto casa da un minuto quando la bomba è esplosa. Il boato è stato tremendo”. Sergio Galluccio, 53 anni, racconta i minuti che hanno preceduto la deflagrazione che ha distrutto la sua Audi Q3. Parcheggiata sotto la sua abitazione, in via Vincenzo Barra, a Rione Mazzini, popoloso quartiere di Avellino. Una stradina che si snoda fra alti palazzoni. Per fortuna l’esplosione non ha coinvolto altre vetture.

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Galluccio è un imprenditore molto noto città. Titolare del ristorante “Pomodoro” in via Due Principati. Oggi il locale era chiuso, ma non per l’episodio accaduto nel weekend.

“Non ho nemici – racconta l’imprenditore a TheWam.net – ma non sono spaventato. Se qualcuno aveva qualcosa da dire, poteva chiamarmi. Sa dove abito. La paura non appartiene al mio carattere”.

Erano quasi le due di notte, fra sabato e domenica 22 settembre, quando l’imprenditore ha parcheggiato la sua auto sotto casa. Come fa ogni sera. Ed è allora, quando lui è rientrato, che qualcuno ha innescato la detonazione. Un boato tremendo che ha svegliato tutti. E’ bastato guardare com’era ridotta l’auto per capire che si è trattato di un attentato.

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Un ordigno semi-professionale. Probabilmente azionato con un telecomando. Chi lo ha fatto esplodere aveva studiato la zona. E voleva mandare un messaggio preciso. Dire: “Posso colpirti, fin sotto casa. Anche lì dove ti senti sicuro”. Eppure non è riuscito a scalfire il bersaglio. Galluccio è da sempre noto proprio per il suo carattere forte e la grande tenacia. Confermata anche in una circostanza simile.

“Lo ripeto: non ho nemici. E continuerò a fare il mio lavoro come ho sempre fatto”, ribadisce sicuro.

I carabinieri della compagnia di Avellino, guidati dal capitano Niccolò Pirronti, hanno ascoltato la vittima e alcuni testimoni. Ora sono alla ricerca di immagini che potrebbero aver ripreso chi ha fatto detonare l’ordigno. Qualcuno che, probabilmente, si nascondeva nelle vicinanze e ha atteso il ritorno di Galluccio. Per poi far esplodere la bomba.

Esplosione sotto casa, le ipotesi investigative

Al momento i carabinieri del comando provinciale di Avellino, guidati dal colonnello Massimo Cagnazzo, indagano in tutte le direzioni. Nessuna ipotesi è esclusa. Dalla ritorsione al racket. Altri accertamenti, condotti dal personale specializzato, riguardano proprio ciò che resta dell’ordigno. Una “firma” che potrebbe tradire l’autore dell‘attentato esplosivo.

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