Avellino Calcio, le ambiguità del sindaco sulla cessione del club

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“Il tribunale ha dato via libera, non la commento ma ne prendo atto. Io avrei fatto altre scelte, a luglio avevo lavorato per dare la priorità ad imprenditori irpini ma se questa è la decisione va accettata.” Queste le parole di Gianluca Festa rilasciate alla stampa la scorsa settimana, sulla possibile acquisizione dell’Avellino Calcio da parte del gruppo di imprenditori e dirigenti Martone – Di Matteo – Circelli – Izzo.

Oggi Michele Criscitiello, direttore di SportItalia, sul portale di TMW, ha usato parole molto dure per commentare la situazione del club biancoverde: “Tutti sapevano che, in estate, c’era il Tribunale a controllare le sorti dell’Avellino ma nessuno ha fatto nulla per guidare questa società in un porto sicuro oppure azzerare tutto, per l’ennesima volta, evitando questo lento e struggente suicidio.”

Dichiarazioni, quelle di Festa e Criscitiello, che rischiano di confondere.

Michele Criscitiello, quest’estate, in un’intervista in esclusiva per la nostra redazione, ci rivelava dell’interesse di Ferrero, patron della Sampdoria, per la società biancoverde. Intanto il sindaco, che ha smentito, si è recato a Milano per incontrare dei possibili acquirenti.

Viaggi in cui Festa avrebbe incontrato Fabrizio ed Enrico Preziosi, presidente del Genoa, interessati all’Avellino Calcio. La conferma la troviamo in alcune telefonate informali avvenute con il presidente Preziosi. L’imprenditore ha ammesso di non aver sentito né visto più il primo cittadino da quest’estate. La giustificazione? “De Cesare non voleva vendere all’epoca”.

Perché il primo cittadino non ha continuato ad intrattenere rapporti con Preziosi? Non siamo nella testa di Festa. Possiamo solo provare a immaginare una risposta plausibile. Forse il patron del Genoa voleva realizzare l’acquisto e la gestione dell’Avellino Calcio in modo autonomo. Senza soci. E il primo cittadino, magari, spingeva per altre soluzioni. Con la collaborazione di imprenditori irpini. In passato il sindaco aveva lodato la soluzione D’Agostino, suo sponsor in campagna elettorale, per il futuro dell’Avellino Calcio. E, così, quando ha compreso la volontà di Preziosi a continuare da solo, il primo cittadino potrebbe aver deciso di non esporsi più in prima persona. Se le cose fossero andate in questo modo, il sindaco si sarebbe spinto oltre rispetto al ruolo di garanzia. Cosa deve garantire un primo cittadino? Che lo sport continui in tranquillità, tutelando così la società e i tifosi. Cittadini che un sindaco è chiamato a rappresentare.

Michele Criscitiello ha ragione quando afferma che nessuno ha fatto qualcosa per salvare il club, evitando questa lunga agonia. Nessuno si è mosso realmente per tutelare gli interessi dei tifosi a discapito dei propri. Intanto i tifosi stanno vivendo un periodo davvero complesso. Con la squadra che non riesce più a centrare una vittoria in campionato.

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