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Avellino calcio. Luongo: 5 giorni a De Cesare, paga o stadio chiuso

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L’assessore Stefano Luongo da’ i cinque giorni all’Avellino Calcio: “Se la società non paga i canoni arretrati per lo stadio risolviamo il contratto e la sfrattiamo”. Si tratta di 50mila ( comprese le ultime rate di luglio, agosto e settembre). Pugno duro, dunque. Contro i morosi e per “mettere a reddito” i beni comunali. A partire proprio dalla società di De Cesare, l’imprenditore già al centro di una inchiesta giudiziaria e in un vortice più o meno presunto di trattative per la cessione dell’Avellino e della Scandone.

L’assessore spiega come non sia “ammissibile che una società abbia da più di un anno debiti con il comune e continui come nulla fosse a utilizzare lo stadio. Le regole se ci sono devono valere sempre. Siamo in predissesto, dovrebbero capirlo tutti”.

E il tema è anche questo. La situazione debitoria, e l’ambizioso piano di rientro stilato dal commissario Priolo, impongono azioni decise nei confronti dei morosi e la capacità amministrativa di trasformare il patrimonio immobiliare dell’ente una risorsa economica e non una spesa.

Del resto lo stesso sindaco, Gianluca Festa, non ha fatto sconti ai commercianti del mercato bisettimanale che operano nello spiazzale antistante lo stadio Partenio. “Non c’è posto per chi non salda gli arretrati”.

Linea dura che aveva già portato alla chiusura dei campetti di calcio “Huber”.

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