Criscitiello: “Ho proposto l’Avellino a Ferrero ma zero risposte da proprietà e tribunale”

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Dopo giorni di silenzio e di rincorse, finalmente, la nostra redazione è riuscita a far uscire allo scoperto Michele Criscitiello. Si sta spendendo in prima persona per trovare acquirenti credibili per l’Avellino Calcio. A partire da Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria.

Prima giornalista, poi Direttore e da 5 anni anche editore di Sportitalia. Oltre ad essere Direttore del gruppo Tuttomercatoweb e Responsabile della Comunicazione dell’Udinese Calcio. Criscitiello, 35 anni avellinese trapiantato a Milano da 14 anni, non ha mai nascosto il suo amore per l’Avellino calcio. Anche a livello nazionale in tv. Da qualche settimana si è parlato di un suo interessamento per rilevare il club. Tante pressioni, zero risposte. Altri hanno interesse a farsi pubblicità sulle spalle dell’Avellino Calcio, discorso diverso per Criscitiello che al contrario non ha proprio bisogno di visibilità. Lo abbiamo intervistato in esclusiva e parla per la prima volta della cessione del club irpino.

Avellino Calcio, la verità di Criscitiello

“Se parlo – dice Criscitiello – è solo per fare chiarezza, quella che meritano i tifosi irpini come me in un momento delicato della storia bianco verde. Dopo un anno di passione non si può cadere di nuovo nel baratro. Il mio è stato solo uno spirito di iniziativa per il bene dell’Avellino. Zero interessi, non mi interessa la pubblicità e non devo guadagnarci nulla perché ho già i miei lavori e volevo solo aiutare l’Avellino ad avere un futuro grazie alle amicizie che mi sono fatto in 15 anni qui a Milano. Ho letto che volevo comprare la società con mio suocero. Falso! La famiglia di mia moglie non è interessata a fare calcio al Sud e credo che abbia già espresso il massimo negli anni scorsi a Novara. Io da tre anni non seguo più il Novara ma la Folgore Caratese, squadra di Carate Brianza dove vivo e mi diverto in una piccola realtà. Neanche avrei tempo per seguire società grandi. Sono uno che vive in azienda dalle 8 del mattino alle 00.30, come si può vedere alla tv.”

Contatti con Festa, Catello e Dell’Anno

“Prendere l’Avellino significherebbe seguirla h 24 di persona, cosa che non potrei mai fare. Quello che posso fare è, invece, portare al tavolo delle trattative le persone giuste. No perditempo. Allora cosa ho fatto in queste settimane: ho sentito il Sindaco Festa, mio amico da anni e ora primo cittadino con il quale mi congratulo, e gli ho detto che se avesse avuto bisogno di una mano io c’ero. Chiedete a lui. Io sono sempre stato uomo dei fatti e non delle chiacchiere. Ho anche sentito i tifosi, con i quali sono cresciuto nelle trasferte da ragazzino quando non avevo l’auto e facevo il giornalista andando in pullman con loro. Ho aggiornato costantemente Mario Dell’Anno, Franco e Catello. Senza segreti e senza menzogne. Non dirò mai una bugia alla gente di Avellino e mai farò una cosa alle spalle dei tifosi. Non ci vuole molto nella vita ad essere onesti e leali. Ho proposto l’Avellino al Gruppo Felleca che ho conosciuto in questi due anni di Como. Sanno fare calcio e sarebbero state le persone giuste per Avellino; in questo momento storico.

Avellino, nessuna risposta da De Cesare e dal tribunale

“Ho fatto mandare – continua – una pec al Commercialista Garau ma nessuno ha mai risposto. Tribunale, zero risposte. Proprietà zero risposte. Si sono stufati, ho fatto con loro anche brutta figura e in due giorni sono diventati proprietari del Foggia. Nel frattempo ho tenuto caldo Massimo Ferrero, Presidente della Sampdoria. All’inizio mi disse di no, poi l’ho convinto e ha detto nì, oggi siamo vicini al sì. Ferrero è pazzo di una città calda come Avellino e se venisse lo farebbe per portare l’Avellino in A in 4-5 anni e non la vorrebbe far vegetare in C. Ferrero mi ha chiesto di accompagnarlo in questo viaggio ma mi spiace perché credo che sarà molto breve. La sensazione è che nessuno voglia vendere. Attenzione: è anche giusto così, non si può obbligare qualcuno a vendere qualcosa che gli appartiene. Però bisogna essere sinceri con i tifosi. E nessuno perde tempo”.

“Non conosco – ribadisce Criscitiello – la proprietà attuale del club ma hanno la mia stima per aver vinto il campionato al primo colpo. Credo che oggi l’Avellino non possa valere più di 500.000 euro. Siamo a fine luglio e non c’è una squadra, il titolo di C vale ben poco e il vero valore sono i tifosi con il botteghino e, in futuro, una convenzione dello stadio a 99 anni con diritto di superficie come hanno fatto a Udine e Torino. L’Avellino ha bisogno di basi solide per il futuro. Credo che Ferrero sia la soluzione migliore, al 60%, con D’Agostino al 40%. C’è bisogno, in questo momento, di unire le forze e non di disperderle. Io per l’Avellino ci sarò sempre. Fate un fischio e corro…. Anche se 4 anni fa in occasione di un Avellino-Novara dalla Terminio mi sputarono anche in testa”.

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