Avellino Calcio, ora Mauriello deve farsi da parte

Avellino Calcio Mauriello


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Quindici marzo 2019. Segnatevi questa data. Il presidente Mauriello, ospite della trasmissione Lupi in diretta, in onda su AvLive, iniziava a stilare il futuro dell’Avellino Calcio. Dalla costruzione dello stadio di proprietà all’allestimento di un settore giovanile di livello. Concetti ribaditi come primari, nelle intenzioni della Sidigas, tanto da affermare che “ogni volta che ci incontriamo con Gianandrea discutiamo di questi progetti”.

Dalla costruzione dello stadio di proprietà all’allestimento di un settore giovanile di livello. Concetti ribaditi come primari, nelle intenzioni della Sidigas, tanto da affermare che “ogni volta che ci incontriamo con Gianandrea discutiamo di questi progetti”. Parole che, a pochissimi mesi di distanza, fanno comparire, sui volti dei tifosi, un sorriso che nasconde amarezza, delusione, per l’ennesima presa in giro.

Una presa in giro che è continuata anche durante il cda della Scandone svoltosi la settimana scorsa, con Claudio Mauriello nominato presidente. Il dirigente che esce soddisfatto dal palazzetto, mentre in realtà la squadra di basket si avviava verso un lento declino che ha portato la società a richiedere, in queste ore, la retrocessione in Serie B.

Mauriello si è sempre definito in primis tifoso e poi presidente, spendendo parole d’amore per la maglia biancoverde e per la Curva Sud. Rispetto ai fatti: parole al vento. Il presidente era a conoscenza di tutta la situazione del Gruppo Sidigas e ha appoggiato De Cesare in ogni scelta. Una società di yes man che ha portato la Sidigas Spa a un passo dal baratro. Il 12 luglio i giudici dovranno decidere sulla richiesta di fallimento avanzata dalla Procura.

Mauriello non può nascondersi. Pubblicamente ha sempre affermato di metterci la faccia in questa società, ma ora è scomparso. Mentre la società sta crollando e il futuro delle squadra sportive è più incerto che mai. Da Mauriello nessuna dichiarazione, nessuna apparizione pubblica volta per tranquillizzare la piazza biancoverde. Niente di niente. L’ultima apparizione è del 27 giugno 2019, all’ingresso del Paladelmauro. Alla mia domanda di parlare di calcio, qualche giorno fa, il presidente ha risposto: “Non è il luogo ideale per parlare di calcio. Presto avrete mie notizie”. Di certo c’è solo la notizia del club messo in vendita. Una notizia che, per inciso, non è arrivata da lui. E’ stata la stampa locale ad anticiparla, prima che la società la confermasse con un comunicato che ha avuto, come solo merito, quello di aumentare l’incertezza. A partire da un quesito: ma le società sportive, vista la situazione della Sidigas, possono davvero essere vendute così facilmente? Noi abbiamo più di un dubbio. Ieri ve li abbiamo esposti.

Mauriello è alla ricerca di nuovi acquirenti, cercando la soluzione migliore per la vendita dell’Avellino Calcio nonostante i dubbi di De Cesare, che probabilmente continua a credere di poter gestire almeno la società calcistica. Eppure, proprio Mauriello, vorrebbe continuare a svolgere il ruolo di presidente della squadra biancoverde, cercando di tutelare la propria immagine. E’ difficile, quasi impossibile che possa riuscirci. Mauriello era al fianco di De Cesare, Mauriello sapeva e non ha informato la piazza.

Intanto Avellino città piange per l’addio della Scandone alla Serie A1, dopo 19 anni, evidenziando una gestione scellerata di De Cesare ed Alberani, che hanno portato una società di provincia a spendere oltre 46 milioni di euro in sei anni e mezzo di gestione. Mentre – se quello che la Procura dice sarà confermato – la situazione finanziaria della Sidigas richiedeva ben altra oculatezza e cautela.

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