Avellino Calcio: Dell’Anno può salvarlo, De Cesare no…

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Mario Dell’Anno può essere l’unico a salvare l’Avellino Calcio, preservandolo da strascichi economici e giudiziari. E non c’entra la straordinaria passione per la squadra biancoverde e per la città. O, meglio, quella passione è garanzia di serietà e impegno, ma la questione è tutta giuridica. Ve la spieghiamo chiarendovi perché, secondo noi, la permanenza di De Cesare e della Sidigas non possono offrire le stesse garanzie, riducendo la vendita della squadra a una trattativa privata. L’ennesima. Una trattativa che rischia di non tener conto delle reali garanzie del compratore. Come avvenuto nel recente passato, a partire dall’esperienza con Walter Taccone.

Avellino Calcio: l’offerta di Mario Dell’Anno

Mario Dell’Anno, con l’Associazione per la Storia, ha presentato un preliminare vincolato per l’Avellino Calcio curato dall’avvocato Edonolfo Nittolo, versando 2500 euro (il valore nominale delle azioni dell’Us. Avellino). E prevede un regolamento per la manifestazione di interesse degli investitori interessati (e venti giorni per verificare la situazione economica).

I 2500 euro rappresentano il margine di rischio irrisorio dell’operazione. L’associazione non si è preoccupata del prezzo, ma che eventuali acquirenti dessero garanzie per il futuro dell’Avellino Calcio. Il presupposto della proposta è basato su quello che sarebbe servito all’indomani di qualsiasi problematica fallimentare e non solo. L’accordo vincola gli imprenditori interessati all’Avellino a fornire garanzie idonee rispetto all’acquisto e alla gestione futura della società.

A prescindere dall’udienza del 12 luglio, quando il tribunale si esprimerà sul futuro di Sidigas, è infatti necessario l’ingresso in società di un imprenditore per gestire problematiche pregresse (legate proprio alla questione economica) e quelle future.

L’Associazione di Dell’Anno garantisce la trasparenza economica, degli intenti imprenditoriali e di quelli sportivi. Con una manifestazione pubblica di interesse. Una trattativa privata non può farlo perché deve tener conto degli interessi in gioco (gli interessi di chi vende e di chi compra).

Avellino Calcio, corsa contro il tempo

Il vero problema è il tempo. Non si può contestare in alcun modo nessuna volontà o decisione della Sidigas, poiché non si possono “fare i conti” nelle tasche della proprietà. La certezza è che, all’esito del lavoro della magistratura, tutti i protagonisti in campo dovranno prendersi le proprie responsabilità, in primo luogo nei confronti di migliaia di tifosi.

Mario Dell’Anno, nella conferenza stampa di ieri, ha trasmesso affetto e passione non solo per l’Avellino Calcio, ma anche per tutta la città. E ora chiede, con un appello accorato, che la proprietà della squadra biancoverde risponda in modo chiaro. L’aspetto fondamentale è avere un quadro oggettivo delle problematiche da affrontare. Perché ogni errore che si potrà commettere non ricadrà solo su un’azienda, ma su tutta la città. Con ripercussioni devastanti.

Il parere dell’avvocato

“Oggi – spiega l’avvocato di Dell’Anno, Nittolo – si parla di concordato in continuità e di ristrutturazione del debito, ma l’invito è di guardare con attenzione la fattispecie. Oltre a un problema civilistico, vi potrebbe essere una problematica penale tale da avere il sopravvento su qualsiasi proposta pre-concorsuale. Ma certamente gli avvocati della Sidigas avranno valutato ogni ipotesi. Il preliminare proposto dall’associazione, al di là dei contenuti, in caso di cessione si può modificare affidando all’associazione la gestione della vendita finalizzata ad ottenere le garanzie stesse dell’acquirente. Trasparenza e lealtà di qualsiasi operazione, coordinata e visionata da chi non ha interessi economici, ma soltanto calcistici nei confronti della città”.

“Ricordiamo alla società – continua Nittolo – che il tempo per operare è poco e va fatta un’attenta valutazione rispetto a quelli che potrebbero essere i futuri scenari giudiziari della Sidigas. Scenari che non possono mai distaccarsi da quelli sportivi”.

L’Associazione per la Storia è garanzia per il futuro della squadra, grazie all’accordo che impone al compratore un impegno economico rispetto ai progetti futuri e a ogni problematica in cui si potrebbe trovare il venditore (proprio Sidigas), all’indomani dell’udienza del 12 luglio in cui verrà deciso il futuro della società che si occupa di distribuzione di gas naturale. In tribunale si discuterà della richiesta di fallimento avanzata dalla procuratore aggiunto, Vincenzo D’Onofrio, che contesta oltre alla gran mole di debiti anche ipotesi penali.

L’acquisto dell’Avellino da parte di Mario Dell’Anno farebbe bypassare tutte le lungaggini burocratiche legate alle procedure della curatela. Un iter straordinario da adottare prima del 12 luglio. In caso di fallimento della Sidigas, infatti, gli scenari per l’Avellino Calcio sarebbero tutti molto nebulosi, alcuni perfino nefasti. A partire dall’ipotesi di un’amministrazione controllata che avrebbe difficoltà a iscrivere la squadra al campionato, senza considerare incombenze per l’allestimento della rosa.

Futuro Sidigas

Capitolo Sidigas. Il 12 luglio la società di De Cesare potrebbe decidere di pagare una cifra vicina ai dodici milioni di euro. Una soluzione che non tiene conto dell’ingresso di altri creditori che potrebbe comunque essere plausibile. Difficile l’attuazione di un concordato in bianco poiché è stata la Procura a chiedere il fallimento della Sidigas e non un privato, teorizzando delle condotte illecite. E l’inchiesta della guardia di finanza è ancora in corso. In condizioni simili, non è perciò così scontato un parere favorevole da parte del giudice.

In una fase di assoluta incertezza, dunque, la soluzione più sicura per tutelare l’Avellino Calcio è rappresentata proprio dalla strada offerta da Dell’Anno e dalla sua associazione. Con un deposito vincolato, rispetto agli importi da spendere, a un conto destinato solo e soltanto all’Us Avellino e con uno staff di esperti che andrà a monitorare gli eventuali acquirenti. Mai più accordi privati – questo sostiene l’associazione – e speculazioni sulla passione di migliaia di tifosi e sull’identità di una città.

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