Avellino Calcio – De Cesare vuole restare: quella mail è una prova

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Tre indizi, si sa, fanno una prova. E, anche se il calcio è spesso materia liquida, ci sono alcuni elementi, nella vicenda Avellino Calcio, che non possono essere ignorati. Neppure da un investigatore poco esperto. Anche il più maldestro degli Sherlock Holmes, infatti, oggi 26 luglio, non avrebbe dubbi: De Cesare non vuole vendere. Almeno non per adesso.

Il primo elemento, la pistola fumante per restare in tema di gialli, è rappresentata dalla mail con cui Ap Green.srl ha ritirato il suo interesse.

L’azienda chiede informazioni sul prezzo. Ma da De Cesare non arriva risposta. Neppure un cenno. Non c’è nemmeno l’alibi della cifra troppo bassa. Perché la società di Serino ha fatto una richiesta imprescindibile e legittima: visto che hai annunciato di voler vendere, signor De Cesare, ti chiediamo a quanto?

Eziolino Capuano, uno dei papabili per la panchina dell’Avellino Calcio

Avellino Calcio, De Cesare e toto allenatori

Secondo indizio: la giornata di ieri. De Cesare si dimette da amministratore delegato dell’Avellino Calcio. Viene nominato un suo fedelissimo: Sando Iuppa. La società inizia a operare. In serata viene annunciato il direttore sportivo: Salvatore Di Somma. Un nome a cui il presidente Mauriello lavora da tempo. Insomma, la dirigenza ha deciso di dare un’accelerata in vista della prossima stagione. E con piani precisi. Un progetto che presto dovrebbe arricchirsi di altri nomi. A partire dall’allenatore (testa a testa fra Capuano e Campilongo che ha smentito di aver avuto i contatti, con Delio Rossi sulla sfondo) e i primi dodici giocatori che vanno tesserati entro il 31 luglio.

E le dimissioni di De Cesare non cozzano con questa linea. Anzi, con l’inchiesta della Procura e la procedura fallimentare in corso, potrebbero agevolare il lavoro di gestione della squadra di calcio.

Avellino Calcio
Claudio Mauriello a sinistra, Gianandrea De Cesare a destra

Avellino Calcio e la procedura di competitività

Il terzo e ultimo indizio è legato al “fantomatico” incontro che la società dovrebbe avere, anche con i commissari, per parlare della procedura di competitività e quindi dell’asta per vendere la squadra. La questione, per ora, non è mai stata trattata in tribunale. Neppure accennata. E, sull’incontro di martedì, non c’è alcuna certezza. Anzi, da fonti vicine a De Cesare, potrebbe non essere stato neppure convocato.

Insomma, De Cesare potrebbe provare a rimanere in sella alla società. E, magari, venderla a campionato in corso. Nonostante il rapporto logorato con i tifosi. Per sabato è attesa una manifestazione di protesta in piazza Libertà. Ma la società sembra voler restare al suo posto. Quei tre indizi ce lo ricordano.

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