Amarcord – 11 giugno 1978, Sampdoria 0-1 Avellino. Il giorno della promozione dei lupi in Serie A

Il ricordo della partita che regalò la Serie A all'Avellino. L'11 giugno 1978, i lupi battendo la Sampdoria volavano in Serie A.

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US Avellino 1912, stagione 1977-78

Torna la nostra rubrica amarcord nel ricordo di grandi imprese dell’Avellino calcio. E oggi parliamo della grande impresa dell’Avellino, datata 11 giugno 1978. Una data che resterà nella leggenda del calcio avellinese essendo quella della promozione in Serie A. I lupi di Paolo Carosi, espugnando il “Marassi”, battendo la Sampdoria per 1-0 conquistarono l’ultimo posto disponibile per la massima serie con il goal di Mario Piga. L’Avellino chiuse al terzo posto quel campionato con 44 punti, tenendo lontano il Monza a 42, e facendo compagnia in Serie A all’Ascoli ammazza campionato (aveva vinto con 61 punti quel campionato, detenendo il record di punti nella B con i 2 punti a disposizione) e al Catanzaro che chiuse secondo a pari punti con l’Avellino a 44, ma in vantaggio con la differenza reti.

Quel giorno una città intera era con le orecchie attaccate alla propria radiolina, in un silenzio mistico legato all’incredulità di quanto stesse accadendo. Circa 10.000 tifosi, invece erano partiti per Genova, per spingere l’Avellino verso la Serie A. L’Avellino doveva vincere, aveva un punto di vantaggio sul Monza, superato la giornata precedente, dopo uno stop dei brianzoli a Pistoia. I lupi, che l’anno precedente si erano salvati a fatica, chiudendo al 15° posto, avevano un’occasione più unica che rara. L’Avellino era guidato dal tecnico Paolo Carosi, soprannominato “Il Barone”, che era all’esordio sulla panchina di una prima squadra, dopo aver guidato per cinque anni la formazione Primavera della Lazio e dopo aver partecipato, superandolo a pieni voti, il «Supercorso» di Coverciano.

La Sampdoria nonostante non avesse più nulla da chiedere al campionato, era ottava, non voleva regalare nulla a nessuno. L’Avellino, che si presentò con la maglietta bianca a Genova, però mise in chiaro subito le sue intenzioni. Il primo tempo, la compagine campana partì forte ma non riuscì a trovare la via del gol. Ma al 9° minuto del secondo tempo, la storia venne scritta quando il numero 8, Mario Piga con un violento tiro di destro insaccava dal limite dell’area la porta doriana. Fu l’apoteosi, un sogno che diventava realtà. Al fischio finale fu festa grande al Marassi, ad Avellino e in tutta l’Irpinia. La piccola provincia entrava nel calcio che conta. Fu fu l’inizio di un sogno durato 10 anni che ha portato la piccola città provinciale di Avellino ai vertici del calcio italiano, ritagliandosi un piccolo posto fra le squadre che hanno segnato il calcio degli anni ’80 in Italia.

Da quel giorno, Avellino non era più la piccola cittadina vicino Napoli. Da quel giorno Avellino, grazie ai suoi calciatori, ai suoi protagonisti in campo e sopratutto, grazie a tifosi straordinari, fu conosciuta e rispettata in tutta Italia.

Fu la festa dei tanti tifosi irpini giunti a Genova con il treno biancoverde, fu il riscatto di un popolo, che grazie all’Avellino in Serie A si fece conoscere e apprezzare. Fu la rivincita di tante persone. Quell’11 giugno 1978 iniziò la Leggenda dell’Avellino. Una Leggenda che ha visto protagonisti dirigenti, allenatori, calciatori, tutti passati. Ma soprattutto, il popolo biancoverde e i suoi tifosi, che quelli invece, non passeranno mai.

Sampdoria 0-1 Avellino, 11 giugno 1978. Il tabellino

SAMPDORIA 0-1 AVELLINO

domenica 11 giugno 1978, Stadio Luigi Ferraris “Marassi” di Genova

MARCATORI: 53′ Mario Piga (A)

Sampdoria: Cacciatori, Arnuzzo, Rossi, Tuttino, Ferroni, Mariani, Saltutti, Bedin, Orlandi, Re, Chiorri. A disp. Pionetti, Savoldi, Bresciani. All. Canali.

Avellino: Piotti, Reali, Boscolo, Di Somma, Cattaneo, Ceccarelli, Galasso, Mario Piga, Marco Piga, Adriano Lombardi, Giancarlo Tacchi. A disp. Cavalieri, Carenza, Cavallo. All. Paolo Carosi. 

Arbitro: Carlo Longhi di Roma.

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