Avellino Calcio, così il giudice sblocca sequestro e mercato

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La convalida del sequestro del gip, nell‘inchiesta della Procura di Avellino sull’imprenditore Gianandrea De Cesare, sblocca la questione relativa ad Avellino Calcio. Il giudice per le indagini preliminari ha confermato il sequestro per otto milioni di euro a carico dell’imprenditore, ma ritiene cessate le esigenze cautelari per Sidigas.spa (che detiene il 95% delle azioni dell’Avellino Calcio).

Quindi, per semplificare, non ci sarà più alcun sequestro su quelle quote della squadra dell’Avellino Calcio detenute dalla società che distribuisce gas naturale. Proprio quel 95% delle azioni. Gli acquirenti possono farsi avanti per rilevarle, ma l’ultima parola spetterà ai commissari nominati dal tribunale. Stesso discorso su eventuali acquisti e cessioni di giocatori per allestire la rosa. Insomma la società può operare, ma l’ultima parola spetta sempre ai commissari che dovranno accertare che siano rispettati i parametri economici stabiliti.

gianandrea de cesare
Gianandrea De Cesare

Sidigas: fondamentale il concordato bianco

Le uniche quote dell’Avellino, che potrebbero essere sottoposte a sequestro, sono quelle che rappresentano il 5% della società sportiva e appartengono personalmente a De Cesare. Può accadere se la Procura – quando deciderà di operare il provvedimento – non arriverà agli otto milioni previsti con denaro, beni privati o altri cespiti riconducibili a De Cesare. Il procuratore aggiunto, Vincenzo D’Onofrio, e il sostituto, Vincenzo Russo, dopo gli accertamenti della compagnia della guardia di finanza guidata dal capitano Vincenzo Salvati, hanno teorizzato nei confronti dell’indagato reati tributari come l’auto-riclaggio e l’evasione sistematica dell’Iva.

Ciò che emerge dalle quattordici pagine di provvedimento è come la questione fallimentare si sia incrociata con quella penale. E di fatto abbia agevolato la posizione di Sidigas. Nello specifico, la procedura di concordato in bianco, proposta dalla società per evitare il fallimento, è stata accettata dai giudici. Sidigas ha sessanta giorni per proporre un piano di ristrutturazione del debito.

Vincenzo D'Onofrio
Il procuratore aggiunto Vincenzo D’Onofrio

L’indagine su De Cesare

La procedura di concordato in bianco, conferma il magistrato, certifica la situazione di, “grave crisi della società, sebbene consente all’imprenditore di godere… degli effetti della procedura”.

E quindi di fatto “congela” la situazione della Sidigas. Che, comunque, non potrà compiere provvedimenti di straordinaria amministrazione, senza l’assenso del tribunale.

Per quanto riguarda De Cesare, il gip scrive che il quadro offerto dalla Procura in relazione ai reati, anche se incompleto, giustifica il provvedimento applicato dal sostituto procuratore. E aggiunge come i documenti raccolti e la loro interpretazione – salvo precisazioni già operate – “fanno emergere una situazione di crisi legata a un sistematico omesso versamento dei tributi, frutto di una volontaria scelta dell’indagato”.

Ora l’indagato, assistito dall’avvocato Claudio Botti, impugnerà il sequestro al Riesame. E proverà a smontare le accuse a carico dell’indagato. Evidenziando eventuali crediti vantati dalla società.

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