Avellino Calcio. Il tribunale ha deciso: la società si può vendere. Non solo a Martone

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Questa mattina il tribunale di Avellino ha dato il via libera alla vendita del club biancoverde. E’ bene fare chiarezza. Il tribunale non si è espresso a favore della cordata “casertana” ma ha solo ribadito che l’Avellino Calcio può essere venduto. La cifra deve aggirarsi intorno al milione e 300mila euro. L’unica offerta che si avvicina a quella cifra, è della cordata Martone. Sono arrivate anche altre offerte. La prima fa riferimento all’atripaldese Aquino, ma si è fermata a una manifestazione d’interesse. La seconda, dell’Ap Green, dell’imprenditore battipagliese, De Sarlo, non ha rilanciato la prima offerta.

In città la notizia si è subito diffuso, suscitando clamore tra i tifosi. Tante le domande postate sui social. Quasi tutte insistono su un punto: fate presto.

Al momento, c’è solo l’ok del tribunale alla vendita. Ora toccherà alla Sidigas l’ultima parola. La società di distribuzione gas dovrà convocare il consiglio d’amministrazione. De Cesare sarà rappresentato da Francesco Baldassare, custode giudiziario nominato dal tribunale. Il cda, a sua volta, dovrà deliberare l’eventuale vendita del club biancoverde. Al momento non è possibile fare previsioni. Il 19 novembre, ci sarà l’incontro in tribunale con i creditori. Quel giorno si capirà se c’è la possibilità concreta di un’accordo con i creditori. Resta sempre da deffinire la questione che riguarda la ristrutturazione del debito avviata dai legali del gruppo.

La vendita dell’Avellino Calcio è irrisoria – da un punto di vista economico – rispetto alla mole debitoria della Sidigas spa. Il sequestro dei beni della società che fa capo a De Cesarori ammonta a 97 milioni. La vendita del club frutterà “solo” 1,3 milioni. Ma non è tutto. L’Avellino Calcio dovrà affrontare altre spese di gestione e sta accumulando una nuova mole debitoria. Il che significa che diquell’offerta alla Sidigas andranno poche più di 300mila euro.

Sul fronte Sidigas al momento tutto tace. E’ incerto anche il futuro della rete di distribuzione gas, ovvero l’asset principale del gruppo. Negli ultimi giorni di settembre si è diffusa la notizia della possibile vendita degli impianti di distribuzione per appianare i propri debiti. Una scelta che avrebbe garantito la necessaria solidità al gruppo. Una notizia che non ha poi trovato conferme. O meglio: quella vendita non si è mai realizzata. L’interesse per la rete di De Cesare sarebbe stato manifestato da Italgas, Acea, 2i Rete Gas e Salerno Energia Distribuzione.

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