Avellino Calcio: vendita, sequestri e mercato. L’avvocato spiega

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Come vi anticipavamo, la convalida del sequestro da parte del gip, nell‘indagine sulla Sidigas, ha “sbloccato” la situazione dell’Avellino Calcio. Abbiamo chiesto un’analisi del provvedimento all’avvocato Gerardo Di Martino. Quello che emerge è come il 95% delle quote della squadra sia libera dai sequestri che restano validi, per 8 milioni, solo nei confronti di De Cesare e non della società Sidigas. Grazie alla procedura di concordato in bianco della quale la società ha deciso di usufruire. E, per il capitolo mercato (comprare e vendere giocatori), la dirigenza può operare con il parere favorevole dai commissari nominati dal tribunale. Di seguito l’analisi dell’avvocato Gerardo Di Martino.

Sequestri Sidigas, la nota dell’avvocato

E’ di oggi la notizia che il gip presso il Tribunale di Avellino ha convalidato il sequestro operato d’urgenza dal pubblico ministero e, contestualmente, applicato – in via definitiva – il vincolo cautelare (salvo l’esito di eventuali ricorsi al Tribunale del Riesame).

E però, una prima lettura del provvedimento finale riserva già qualche sorpresa rispetto alle previsioni.

Sequestrati beni solo a De Cesare, non a Sidigas

Tutta la parte relativa al vincolo apposto d’urgenza dal pubblico ministero ai beni di proprietà delle società riconducibili a De Cesare è venuta meno: il GIP, sebbene abbia convalidato l’intera attività posta in essere d’urgenza dal pm, ha sottoposto a sequestro preventivo esclusivamente i beni di proprietà dell’indagato, tenendo fuori le società dal raggio di azione della cautela reale.

Con la conseguenza che l’Avellino Calcio non rientra nella pertinenza dell’ordinanza e, per l’effetto, va dissequestrato.

Da oggi, anzi dal momento in cui verrà eseguito l’ordine, la società sarà libera di operare, tal quale rispetto al giorno precedente al sequestro.

Ciò perché De Cesare è proprietario solo del 5% delle quote della società calcistica mentre il rimanente 95% è in capo a Sidigas Spa.

Avellino libera al 95%

Dunque, in ossequio alle disposizioni contenute nell’odierno provvedimento del Gip, il vincolo cautelare va eliminato e, in ogni caso, la sua azione inibitoria va ritenuta cessata, con riferimento alla società biancoverde.

Il Gip, invero, muove dal decreto di ammissione della Sidigas Spa al concordato preventivo cd. in bianco (questo reso dalla Sezione Fallimentare del Tribunale Ordinario di Avellino) e opina non più sussistenti le esigenze cautelari.

GIP non sovrappone procedura fallimentare e penale

Sotto questo profilo, è necessario, secondo lo stesso Giudicante, evitare inutili complicazioni applicative derivanti dalla sovrapposizione dei due provvedimenti (sequestro penale e concordato pre-fallimentare) e dunque dei due soggetti (Ufficio del pubblico ministero e Commissari del concordato) che lavorerebbero, a questo punto e sostanzialmente, per la tutela delle medesime finalità.

Certe le premesse, scontate le conclusioni: l’ordinanza ridetermina la cifra (da € 97.000.000,00 ad € 8.000.000) ed applica il vincolo reale ai soli beni di proprietà/riconducibili a De Cesare, con rigetto della richiesta degli Inquirenti nella parte relativa al sequestro di quelli intestati a soggetti giuridici diversi, come, appunto, la Sidigas Spa (e dunque l’Avellino Calcio al 95%).

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