Avellino Calcio. Festa e l’imbarazzante sostegno a D’Agostino

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Nel giorno dei tifosi in piazza, il sindaco Gianluca Festa ha ribadito – se ce ne fosse bisogno – la sua linea pro D’Agostino per il futuro dell’Avellino Calcio. E rispondendo alle insistenti domande del nostro Michelangelo Freda, ha più volte ripetuto che “l’offerta di D’Agostino è congrua. De Cesare deve dire se vuole davvero vendere davvero. Concentratevi su chi deve vendere, non su chi dà disponibilità a comprare”.

Offerta congrua? A noi non sembra. Cinquecentomila euro, dai quali sottrarre gli oneri e gli stipendi ancora da versare. In pratica a De Cesare andrebbero 150mila euro (più o meno). Signori, un tozzo di pane per una squadra in serie C e per una piazza come quella di Avellino.

Non si può certo dire che il neo sindaco non si stia agitando per la sorte del calcio e del basket nel capoluogo irpino. Ma ci sembra si stia agitando in una sola direzione, quella che consegna tra le mani dell’imprenditore di Montefalcione il futuro della società di calcio. A prescindere dall’offerta migliore e dal progetto sportivo.

Ci spiace sindaco, ma questo non è il suo ruolo. Dovrebbe essere arbitro e garante, non il “facilitatore” del passaggio a D’Agostino del sodalizio biancoverde.

Primo. Per l’interesse stesso del calcio in città. Si predilige chi avanza l’offerta migliore e con più prospettive.

Secondo. Nessuno dimentica che D’Agostino è stato un palese sponsor di Festa nell’ultima campagna elettorale. Molto facile, per i malpensanti, fare due più due.

Oltretutto, sulle sorti dell’Avellino Calcio sarebbe meglio non sbagliare più. Lo strazio del fallimento del progetto sportivo perennemente dietro l’angolo non è sostenibile. Così come le estati trascorse a spulciare tra provvedimenti giudiziari e non a sognare con il rito della campagna acquisti.

Non è bello sindaco – e lei lo sa – continuare a vedere i tifosi sospesi tra De Cesare che non vuole vendere e un gruppetto indefinito di possibile acquirenti che utilizzano le bandiere biancoverdi per pulirsi la faccia.

Avellino ha bisogno di un progetto vero, serio e credibile. Che magari non si confonda con qualche interesse politico (Regionali alle porte e forse anche Politiche). Di certo tutto questo passa per un’offerta almeno congrua. E l’Avellino non può valere poche centinaia di migliaia di euro. Lo sa bene D’Agostino. Il sindaco Festa, per quello che ha detto, un po’ meno.

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