Vincenzo Italiano: L’Avellino ha i playoff nel DNA. L’esperienza di Capuano può essere un’arma

Le parole di Vincenzo Italiano, che vinse i playoff di serie C l'anno scorso con il Trapani che spiega perchè l'Avellino è da temere.

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Ai microfoni di Sportchannel 214, Vincenzo Italiano, ex tecnico di Spezia e Trapani, ha parlato dei playoff di Serie C. L’allenatore è il vincitore in carica dei playoff, avendoli vinti l’anno scorso con il Trapani che portò in Serie B e parla di come si vincono e dell’Avellino, che può giovare anche sul fattore Capuano.

Queste le sue parole: “I playoff di serie C sono una vera e propria lotteria. Bisogna arrivarci bene, con una buona condizione atletica e mentale. Soprattutto bisogna avere un grande gruppo, compatto, disposto a sacrificarsi. L’anno scorso al Trapani abbiamo fatto una vera e propria impresa. Nessuno ci dava per favoriti, anzi, venivamo anche da una situazione societaria turbolenta. Eppure abbiamo sbaragliato tutti. Questo per far capire che le speranze possono esserci per tutti, a maggior ragione in questa stagione assurda, perché si riparte tutti alla pari e si avrà poco tempo per lavorare dopo 3 mesi di stop. Quindi è come se a settembre si ripartisse per un campionati di 40 giorni”.

Sull’Avellino: “L’Avellino ne ha vinti diversi in passato di playoff, erano diversi rispetto ad ora ma sa come si fa. Ha nel proprio DNA questa lotteria di fine stagione. La grande organizzazione, l’identità di squadra che Capuano ha dato al gruppo, inoltre, sarà un vantaggio. Un pò come era per noi l’anno scorso: abbiamo vinto quella finale che rimarrà nella storia del Trapani grazie a questa unità di cui ho parlato ora. L’organizzazione e la grande esperienza di Capuano possono far sì che l’Avellino sia la mina vagante dei playoff, il tecnico non lascia nulla al caso e partendo tutti alla pari la sua impronta può dare una svolta di imprevedibilità. L’Avellino nonostante parta come ultima della griglia può dire la sua e non sarà facile da affrontare”.

Infine parole su Dini e Ferretti, che vinsero con lui a Trapani l’anno scorso: “Dini e Ferretti? Posso solo parlare bene, ho un ricordo eccezionale di loro, come ovviamente ce l’ho di tutto quel gruppo. Ferretti era uno dei pilastri della squadra e si rivelò tale perché fece un bel po’ di gol nonostante un problema al ginocchio iniziale, ma poi fu determinante e strinse i denti per essere utile alla causa. Dini era alla sua prima vera esperienza da titolare tra i professionisti e penso sia stata una stagione straordinaria. Se riesce a ripetersi ad Avellino può consacrarsi definitivamente”.

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