Violenza dietro le sbarre. A Bellizzi picchiato a sangue un agente



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Un detenuto irpino ha violentemente aggredito un agente di polizia penitenziaria nel carcere di Bellizzi. E’ accaduto sabato. E l’agente è stato trasportato in ospedale e ritenuto guaribile in trenta giorni. Il recluso gli ha spaccato il setto nasale.

La vittima è un assistente capo. Stava effettuando dei controlli di routine in uno dei reparti della struttura penitenziaria. Il detenuto si è avventato su di lui, senza nessun apparente motivo, colpendolo violentemente con una serie di pugni in faccia. Per separarli è intervenuto anche un altro agente. Rimasto ferito anche lui (cinque giorni di prognosi).

Il traffico di cellulari

Non sarebbe la prima volta che il detenuto (recluso con una pena definitiva), aggredisce agenti di polizia penitenziaria. Ha manifestato atteggiamenti violenti anche nei confronti di altri detenuti. E’ stato spesso trovato in possesso di oggetti non consentiti e nei suoi confronti si sono addensati sospetti per il traffico di telefoni cellulari all’interno delle celle.

Gli agenti – e in particolare il sindacato del Sappe – hanno chiesto, proprio per arginare la diffusione di telefonini dietro le sbarre, dei metal detector dedicati, per il rilevamento di cellulari e strumentazioni elettroniche.

La scorsa settimana, un’altra violenta lite in carcere era finita con un detenuto trasportato in coma al Moscati.

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