Arte ed emozioni in cartapesta: Castelvetere racconta il suo Carnevale

Mezzo secolo di carnevale. Castelvetere ripercorre la sua storia e presenta la festa del 2020: sarà un grande evento

5' di lettura

di Stefano Carluccio, Roberto Sullo, Samantha Mongiello

Nella suggestiva sala “Fiorentino Sullo” del Borgo di Castelvetere sul Calore si è tenuta la presentazione della 50esima edizione del Carnevale castelveterese, co-finanziata dalla Regione Campania nell’ambito del POC Campania 2014-2020 Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e la cultura.

Il sindaco Generoso Moccia e la presidente della Pro Loco, Rita Giuliani, hanno introdotto il dibattito, moderato dal giornalista Annibale Discepolo, riconoscendo nel Carnevale un valore da tramandare, un’arte senza tempo che rievoca l’intimo delle persone e il legame che si porta dentro da bambini. La condivisione di questo sentimento con le nuove generazioni rappresenta un dovere, come ha ribadito il sindaco Moccia, nei confronti di chi per decenni ha ottenuto importanti risultati anche con risorse più scarse, portando Castelvetere alla ribalta nazionale con l’appellativo di “Piccola Viareggio del Sud”. Il Carnevale dunque costituisce un elemento identitario di tutti gli abitanti di Castelvetere sul Calore. In esso sono presenti i valori in cui la comunità si identifica, come la semplicità, la spontaneità, la condivisione, che rendono peculiare una piccola realtà differenziandola da un contesto urbano.

Le origini del Carnevale di Castelvetere

Le tappe significative della storia del carnevale castelveterese sono state ripercorse nella testimonianza di Luigi De Lisio, membro del direttivo della Pro Loco, il quale ha ricordato che già nel 1948, quando l’intero Paese si avviava a rialzarsi dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale, comparvero i primi carri e i primi balletti, nonostante la penuria di mezzi. Nel 1966 si è affermato nel segno della rivalità tra due fazioni del posto, Piazza e Via Roma. Tutta la popolazione partecipava alla ricerca delle debolezze dell’avversario per farne delle caricature. In quegli anni nel paese si contava un grande numero di artigiani, falegnami, carpentieri, che durante i mesi dell’anno in cui si lavorava di meno a causa del freddo, usavano il proprio sapere per “piacere agli altri”, ossia per stupire il gruppo avverso ma allo stesso tempo per rafforzare la coesione della comunità. Questa competizione fu superata nel 1975 con la nascita della Pro Loco di Castelvetere, una delle prime istituite nella regione.

Nel 2020 un evento davvero grande

Condivisione e partecipazione sono state anche al centro dell’illustrazione del Carnevale 2020, effettuata dal vice-sindaco di Castelvetere sul Calore, Giuseppe Lazazzera, che ha ribadito come la stesura del progetto, sebbene promossa dall’amministrazione comunale, abbia visto il coinvolgimento di tanti cittadini. Le numerose attività in programma lasciano presagire che quello che si appresta a vivere la comunità castelveterese sarà un evento altamente qualitativo, con un profondo impatto sul territorio. Il Carnevale costituisce infatti un pretesto per valorizzare i luoghi di interesse storico e l’ambiente (come il fiume e i sentieri montani), incentivare il lavoro di recupero della memoria storica da parte delle associazioni culturali, promuovere un turismo di tipo esperienziale, in grado cioè di far vivere alle persone esperienze autentiche in maniera concreta. Le attività del progetto cominceranno già a gennaio, in occasione della festività di Sant’Antuoni, con gruppi musicali e mascherati che gireranno per i vari quartieri, ripristinando la vecchia tradizione. Domenica 16 febbraio ci sarà il “Carnevale dei bambini e delle diversità”, anch’essa un valore da trasmettere attraverso questa festa, rendendoci partecipi delle tante asperità che la vita ci presenta. Lo ha ribadito in maniera molto toccante Debora Vena, presidente dell’Associazione “Il Sorriso di Daniel”, che ha sottolineato la necessità di concepire un carnevale “a misura di bambino”, perché insegnano sempre ai grandi e con il loro entusiasmo costruiscono il futuro.

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Castelvetere, il Carnevale dei bambini

La centralità dei bambini è stata affrontata anche da Rosanna Cioffi, insegnante presso l’I.C. “Di Meo”, la quale si è soffermata a lungo sul ruolo di agenzia educativa che svolge la scuola. Ad essa spetta il compito di insegnare al bambino e al cittadino del domani la capacità di osservare e conoscere il territorio. Ogni alunno sarà coinvolto nella lavorazione della cartapesta, creando una propria maschera da indossare nei giorni della sfilata. In questo modo, come richiesto dall’Agenda europea del 2030, si promuovono l’educazione alla cittadinanza e lo sviluppo di un ambiente sostenibile: “Il bambino è l’anima di una famiglia, se si agisce su di esso si agisce anche sui genitori”.

L’ospite d’eccezione della conferenza di presentazione è stato il celebre artista Guerrino Lovato, da anni protagonista nella creazione delle maschere del Carnevale di Venezia, che ha intrattenuto il numeroso pubblico presente in maniera molto carismatica. Prima di esporre le tecniche di lavorazione della cartapesta, Lovato ha ricordato come questa festività provenga dalla civiltà cristiana. Nel suo vivace intervento, l’artista ha espresso ammirazione per il carnevale castelveterese perché oggi il “Carnevale per sè” è davvero raro. È scomparso anche a Venezia, perché esso viene fatto prevalentemente dai turisti. Dapprima, invece, le maschere erano costruite dalla gente del paese che la sera si sacrificava per gli altri. I valori della semplicità e della spontaneità del Carnevale sono evidenti anche nell’uso della cartapesta, “un materiale povero, poco costoso, che non veniva conservato”, come ha tenuto a rimarcare lo stesso Lovato, sebbene abbia un’origine nobile in Oriente. La bravura dell’artigiano, dunque, consiste nel garantire un prodotto che ha un’espressione unica, utilizzando un materiale agevole, in grado di sostituire legno e stucco.

La sera prima della tradizionale sfilata allegorica ci sarà l’evento “Borgo in maschera”, con l’obiettivo di permettere ai turisti di soggiornare a Castelvetere per più giorni, vivendo pienamente lo spirito del Carnevale. I carri e i balletti coloreranno le strade del paese nei giorni 23 e 25 febbraio e 1 marzo con il “Carnevale morto”. A Castelvetere è già iniziato il conto alla rovescia.

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