Avellino, i dischi più ascoltati: Renato Zero e Battisti, “vecchie” certezze

Avellino, torna l'appuntamento settimanale con la classifica musicale a cura di Camarillo Brillo. I dieci dischi più ascoltati dagli avellinesi.

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Torna l’appuntamento settimanale con la classifica musicale di Camarillo Brillo. A cura di Michele Acampora e Silvia Limongiello.

10 – Iggy Pop – Free – Chiude la classifica l’Iguana del Rock, con un album decisamente destabilizzante, nel quale le chitarre spesso cedono il passo ad una tromba intrigante che flirta con il jazz.  “Questo è un album dove altri artisti parlano per me, ma io presto la mia voce… Alla fine del tour di Post Pop Depression, ero sicuro di essermi liberato dal problema di insicurezza cronica che mi ha perseguitato per troppo tempo. Allo stesso tempo ero anche esausto ed ho sentito il bisogno di mettermi in ombra, girare le spalle e andarmene via. Volevo essere libero. So che è un’illusione, e che la libertà è solo qualcosa che si sente, ma ho vissuto la mia vita fino ad ora con la convinzione che quella sensazione è tutto ciò che vale la pena inseguire; tutto ciò di cui hai bisogno – non per forza felicità e amore, ma la sensazione di essere liberi. Questo album in qualche modo mi è capitato, e ho lasciato che accadesse”.

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9 – Machete Mixtape vol. 4 – Il nuovo album di Machete, la crew più longeva d’Italia! Il disco vede la direzione artistica di Salmo, Slait e Low Kidd e quella esecutiva di Salmo, Slait e Hell Raton. Fondata nel 2010 a Olbia, la crew, trainata dal successo del frontman Salmo, si è trasferita nel 2012 a Milano ed è attualmente composta da Salmo, Slait, Hell Raton, Nitro, Dani Faiv e Jack The Smoker. Nel tape dell’ormai famosa saga di casa Machete, oltre a molti ospiti, si nota la presenza di Lazza, che fa parte dell’etichetta “sorella” 333 Mob (fondata da Low Kidd e Slait), Beba e tha Supreme, che lavorano da anni in esclusiva e a stretto contatto con la crew e il team creativo di Machete.

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8 – Calibro 35 – High Tension Volume 35 Calibro 35 plays Lesiman – Il nuovo lavoro dei Calibro, uscito per ora soltanto in vinile, è un Live registrato due anni fa, nel quale spostano l’attenzione sulla cosiddetta “Library Music”, una sorta di “fonoteca” di situazioni, suggestioni e ambientazioni sonore, a volte anche sperimentali, alla quale attingevano spesso registi e produttori sia cinematografici che televisivi per sonorizzare sequenze ed immagini. Inutile quanto prevedibile affermare che il risultato della session è straordinario.

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7 – Wilco – “Ode to joy” – Undicesimo album in studio, undici brani inediti scritti e prodotti da Jeff Tweedy. Come da “tradizione” classico roots rock americano, sarà solo questo, ma …

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6 – Levante – “Magmamemoria” – Il singolo “Lo stretto necessario” a firma Dimartino e Colapesce cantato a due voci con la Cantantessa sono un’ottima premessa per un album molto atteso. “Magmamemoria è il nome che ho saputo dare alla mia nostalgia. È il ricordo che brucia. Quanto di ciò che è trascorso diviene Magmamemoria che, sebbene frutto del passato, si sviluppa nel presente e trova compimento nel futuro. Magmamemoria è nel per sempre per chi ha radici e non esiste per chi riesce a tagliare ogni contatto con ieri. Ma Ieri è sempre attuale, e ogni individuo ne ha bisogno. La memoria è eterna. Sopravvive all’uomo”.

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5 – Liam Gallagher – “Why me? Why not” – “Volevo che questo mio secondo disco fosse superiore a quello precedente. Sarà un album migliore di “As you were” e questo la dice lunga, perché quello è stato un disco epico, no?” Al di là dell’eccesso di autostima, il disco è molto piacevole, fedele alle sonorità che fecero del gruppo di provenienza l’alfiere del Brit Pop.

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4 – Gemitaiz e Madman – “Scatola nera”. Il terzo lavoro in studio del duo a cinque anni di distanza da “Kepler”.

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3 – Lucio Battisti – Masters Vol. 2 – A distanza di un anno dalla pubblicazione del primo volume, che peraltro andava a coincidere con il ventesimo anniversario della scomparsa dell’immenso artista, la Sony pubblica un’ulteriore antologia a completamento della precedente. Questa volta i formati sono soltanto due, CD quadruplo ed LP triplo, manca il cofanettone da 8 dischi in vinile colorato o nero. Inutile ribadire l’importanza di Battisti nella storia della musica italiana, resta ancora la perplessità riguardo alla mancata ripubblicazione in versione ufficiale delle tante incisioni di Lucio in lingua straniera (francese, spagnolo e tedesco, a parte quelle in inglese presenti sulle ristampe di “Images”) e di altre rarità, come la prima versione da 45 giri di “Per una lira” o quella di “Pensieri e parole” con magnifica coda strumentale psichedelica.

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2 – Beatles – Abbey Road – Come 50 anni fa, ad ottobre resta ai primi posti quello che sarebbe stato in realtà l’ultimo disco inciso insieme dai Beatles. Le strisce pedonali più fotografate e calpestate della storia ricompaiono su sei diverse copertine, quelle delle edizioni speciali emesse per l’anniversario: LP nero rimasterizzato, LP Picture, LP triplo con inediti e tracce rare, CD singolo rimasterizzato, CD doppio con rarità e Maxi Box. Tra provini vari ed alternate takes brillano la versione strumentale di “Because”, che tradisce l’ispirazione classica del brano (“Il chiaro di Luna” di Beethoven eseguito al contrario) e la registrazione casalinga di “Goodbye”, gradevolissima canzoncina che Paul scrisse per la “protetta” Mary Hopkin e che in Italia fu addirittura ripresa dai Ribelli di Demetrio Stratos.

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1 – Renato Zero – “Zero il folle” – Produzione e arrangiamenti affidati a Trevor Horn (Paul McCartney, Rod Stewart, Robbie Williams). Il packaging è curatissimo sia per il cd che per il vinile, pubblicati in quattro diversi colori.

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