Avellino. La meraviglia della Dogana nel quadro di Giovanni Battista

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Qualche mese fa si è parlato nuovamente della Dogana Caracciolo e del suo restauro e che, gli uffici tecnici comunali preposti, per meglio capire le ferite subite dalla struttura, avevano utilizzato dei droni, facendo ben sperare su un progetto definitivo e l’imminente recupero dell’immobile. Inoltre, con soddisfazione, ho letto che, in attesa dei lavori di restauro, la facciata poteva essere coperta con un pannello riproducente il quadro di Giovanni Battista, pittore avellinese di metà ‘800 che la immortalò nel celebre quadro conservato nel Museo Irpino del Carcere Borbonico.

Re di bronzo

Come ebbi modo di dire qualche mese fa, era importante fare anche un discorso filologico e memoriale sul quadro del famoso pittore avellinese, nato al Vasto, l’attuale piazza Kennedy. Le sue opere sono ovunque nel mondo e anche in musei importanti come San Pietroburgo. Quel quadro è l’emblema di quella piazza barocca per antonomasia di Avellino. Che, ricordiamo, in Campania, è seconda solo a quelle napoletane, non ce ne sono così negli altri capoluoghi di provincia, piazza Amendola, così rinominata nel 900, è l’esplosione del barocco napoletano con la Torre dell’Orologio, la Dogana e Carlo II D’Asburgo sul piedistallo.

Sarebbe bello poter ammirare in una sola sala il quadro della Dogana, il Re di Bronzo, il Photos e la statua del Principe Caracciolo

Marino Caraxcciolo

Il quadro come ebbi modo di dire è custodito nel museo provinciale del carcere borbonico e sarebbe bello celebrarlo come merita. Se dovessero iniziare i tanto attesi restauri, vista la poca propensione degli avellinesi a muoversi, sarebbe bello poterlo ammirare da solo in una mostra dedicatagli al circolo della stampa. E’ una idea che metto lì, casomai anche con il Re di Bronzo, il Pothos e il Principe Caracciolo che già fu reso visibile in una mostra alla Dogana dei grani di Atripalda.

Lancio l’idea al Presidente dell’Amministrazione Provinciale Domenico Biancardi, si faccia promotore di questa iniziativa, la Provincia è proprietaria sia del Pothos di Scopie, custodito nello storico Museo Irpino di Corso Europa,  che del quadro. Si incontri con il responsabile alla cultura del Comune di Avellino, sembra sia il sindaco e soprattutto con Alberto Iandoli, persona sensibile, funzionario del settore Cultura del comune, la soprintendenza e i componenti dell’Associazione Salviamo la Dogana che da anni si battono tenacemente per il restauro della struttura e il suo ritorno alla vita memoriale e partecipativa dei cittadini, e si trovi un luogo per poter ammirare questi quattro straordinari reperti della nostra città: il quadro del Battista, la statua in bronzo originale di Carlo II D’Asburgo, custodita a villa Amendola, il Pothos e Camillo Marino Caracciolo, che sono il corredo storico della dogana.

Pothos

Spero qualcuno mi ascolti. Mi fa piacere abbiano accolto le mie indicazioni in merito. Intanto osservate il meraviglioso quadro, da me fotografato al museo multimediale provinciale, ancora complimenti all’Amministrazione provinciale e al Presidente per l’ottimo lavoro. Giovanni Battista mise tutto il suo amore per quel luogo e per la città traslandolo nel meraviglioso quadro. Credetemi mi sono sentito trasportato dall’opera, quasi preso dalla sindrome di Stendhal, sembra di essere a quell’epoca per quanta empatia crea.

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