Esplosione in fabbrica avellino testimonianza
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Avellino, esplosione in fabbrica: “Ho preso i bimbi e siamo fuggiti”|VIDEO

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“Le fiamme erano altissime. Noi siamo uscite di casa dopo aver preso i bambini”. L’intervistato ce lo racconta mentre, alle nostre spalle, le fiamme hanno avvolto uno dei capannoni della Ics di Pianodardine, zona industriale di Avellino. (QUI LA DIRETTA VIDEO DA PIANODARDINE)

Esplode fabbrica – La testimonianza di un residente

Si tratta di una fabbrica che lavora batterie. Il fumo acre ci invade i polmoni, la gola è secca, a tratti fatichiamo a respirare. Non ci sono mascherine. Tutti utilizzate dalle squadre di vigili del fuoco, che stanno tentando di contenere il rogo e dai carabinieri che hanno circoscritto la zona.

Qui di seguito il sommario con tutti i nostri approfondimenti:

Avellino, esplosione in fabbrica e poi l’incendio

“Noi abitiamo nei dintorni. Stasera non dormiremo qui. Ma neppure domani. Non ce la sentiamo, con i nostri figli piccoli. Chissà quanto veleno c’è nell’aria. Fra qualche giorno non se ne parlerà più”. Un racconto drammatico. Di chi, da anni, abita in quella Valle del Sabato da sempre al centro delle polemiche. Diverse le marce degli ambientalisti, che si sono susseguite negli anni. Gli appelli inascoltati. Rivolti agli enti per fare chiarezza sugli agenti inquinanti nell’aria, nel fiume e nel suolo.

Anche perché, i comuni a ridosso di questa zona, hanno un elevato tasso di tumori. Che ha insospettito più di un residente sulla correlazione proprio fra inquinamento e l’insorgere della malattia.

Il fuoco all’esterno, poi la nube di fumo

“Stavo lavorando, quando ho visto quelle fiamme altissime”. Racconta un operaio di uno stabilimento qui vicino.

“L’incendio – continua – si è sviluppato prima nella zona esterna della fabbrica e poi si è diffuso al corpo centrale. Spero che ora gli enti preposti, l’Arpac fra tutti, ci dica che rischi corriamo a stare qui”.

Un altro uomo, che non vuole rilasciare dichiarazioni in video, è disperato. Urla verso di noi. Spera che possiamo diventare il suo megafono: “Dove andremo stanotte? Dove dormiremo? Chi ci ospiterà e pagherà per tutto questo?”.

Probabilmente le sue domande resteranno senza risposta. Così come sarà difficile risalire all’origine del rogo. Dopo che il fuoco ha distrutto la parte frontale della fabbrica.

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